LA RICERCA

Il “tesoro nascosto” dei cellulari dismessi: solo in Italia metalli preziosi per 160 milioni

L’indice sui rifiuti elettronici da smartphone di reBuy: in testa per device dismessi pro-capite c’è la Svezia, ma il totale più alto è quello degli Usa. Philipp Gattner: “Dobbiamo concentrarci sugli acquisti consapevoli, considerando anche l’impatto ambientale delle nostre decisioni”

19 Ago 2021

A. S.

rebuy

In Italia la media pro capite dei telefoni cellulari è di 0,96, quindi siamo ormai vicini al traguardo di un cellulare a persona. A questo risultato è stato possibile arrivare anche perché nel 35% delle famiglie è presente almeno uno smartphone usato, mentre la media pro capite di cellulari dismessi è di 1,05. Si tratta complessivamente di 63,4 milioni di device, pari approssimativamente a 2,078 tonnellate. Più di una famiglia su tre ha ormai consolidato l’abitudine di regalare i dispositivi che non vengono più utilizzati invece di disfarsene, per un tasso di riciclaggio e di riutilizzo dei device pari al 75%: un risultato che consente di evitare l’immissione in atmosfera di 57,8 tonnellate di anidride carbonica e di 21.658 kilogrammi di altre sostanze tossiche. Il valore che risulterebbe dalla vendita dei metalli risparmiati grazie al riciclo dei cellulari usati, come oro, argento, palladio, platino e rame, è pari a 160,2 milioni di euro, e pone l’Italia in 12esima posizione rispetto ai 27 Paesi considerati dall’indice 2021 sui rifiuti elettronici derivati da telefoni cellulari realizzato da reBuy, società specializzata nell’acquisto e nella vendita di prodotti elettronici usati.

Dalla ricerca emerge che La Svezia ha il maggior numero di telefoni cellulari pro capite “dismessi”, pari a 1,31, il che significa che gli svedesi hanno più modelli di telefoni cellulari abbandonati a raccogliere polvere nelle loro case di quanti ne abbiano i cittadini. La Finlandia occupa il secondo posto con 1,29 telefoni, mentre Regno Unito, Lituania ed Estonia occupano insieme il terzo posto con 1,24 telefoni cellulari pro capite.

La Nuova Zelanda è il paese con meno telefoni cellulari dismessi pro capite, con un valore di 0,54, seguita dal Canada e dagli Stati Uniti, rispettivamente con 0,60 e 0,68, mentre gli Stati Uniti hanno il maggior numero totale di telefoni cellulari dismessi dell’indice, con 223,1 milioni di unità. Seguono la Germania, con 84,7 milioni, e il Regno Unito con 83,1 milioni. Il numero totale di telefoni cellulari dismessi per tutti i 27 paesi dell’indice equivale a un valore di vendita di 1,9 miliardi di euro in metalli preziosi come oro, argento, palladio, platino e rame.

“Ci sono circa 3 miliardi di persone su questo pianeta che non possiedono un telefono cellulare, eppure solo in questi 27 paesi, si stima che nelle nostre case ci siano 771 milioni di telefoni inutilizzati – spiega Philipp Gattner, Ceo di reBuy – Molti di questi modelli potrebbero funzionare perfettamente, ma semplicemente non sono conformi all’ultimo modello o alle tendenze. Per molti di noi che abitiamo in paesi prosperi, è facile dimenticare quanto sia un lusso e un privilegio potersi collegare con i nostri cari o avere accesso a un’enciclopedia infinita di conoscenze con un semplice click. Sarebbe incredibile se questo indice aiutasse a ispirare le persone a regalare, donare o riciclare correttamente i loro vecchi cellulari in modo che qualcun altro nel mondo possa beneficiare di questa incredibile tecnologia che molti di noi purtroppo danno per scontato”.

“La pandemia ha fatto sì che tutti guardassero con attenzione alla propria vita, e con l’aumento delle perdite di posti di lavoro e l’incombente recessione, molte persone hanno riesaminato anche il loro rapporto con il consumismo – prosegue – L’idea che abbiamo bisogno di tecnologie nuove di zecca è un errore, poiché quando si acquistano articoli di seconda mano rigenerati, un tecnico specializzato si assicura che siano perfettamente funzionanti, ma con la possibilità di essere acquistati ad una frazione del prezzo originale. È giunto il momento di riesaminare il nostro rapporto con l’essere ‘cool’ e ‘alla moda’ e di concentrarci invece su acquisti consapevoli che tengano conto non solo del costo ma anche dell’impatto ambientale delle nostre decisioni d’acquisto”.

“Anche se i nostri dati mostrano chiaramente che le percentuali di riciclo dei telefoni cellulari sono significativamente più elevate rispetto alle percentuali complessive, cosa che indica che il pubblico è ben informato sui rifiuti elettronici, ci sono ancora milioni di tonnellate di rifiuti elettronici che vengono inopportunatamente gettati in discarica ogni anno – conclude Gattner – Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sono rischi significativi per la salute associati alla fuoriuscita di sostanze chimiche dai rifiuti elettronici che hanno un impatto sul nostro suolo e quindi sul nostro cibo, sull’acqua potabile e sulla fauna locale. Quello che questo studio illustra è che ognuno di noi ha oro, argento, palladio e altro ancora dimenticato negli armadi e in vecchi cassetti, dentro i nostri vecchi telefoni non più desiderati: questi metalli potrebbero avere una seconda vita altrove, e ridurre la necessità di un’estrazione mineraria potenzialmente più dannosa”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4