CONTACT TRACING

Immuni nel caos. Ma Arcuri va avanti: “Pronta a fine maggio”

Paola Pisano al Copasir: “La scelta condivisa anche con il Dis”. E ora il Comitato vuole ascoltare di nuovo Gennaro Vecchione che, nella prima audizione, aveva dato una versione diversa da quella della ministra. Intanto il commissario straordinario annuncia la tempistica

06 Mag 2020

F. Me.

Monta ancora il caso Immuni. Dopo la polemica sulla privacy, i riflettori sono puntati sulla modalità di scelta della app di contact tracing. Ier il Copasir ha ascoltato in audizione la ministra dell’Innovazione. Paola Pisano ha spiegato al Comitato che la decisione di far sviluppare solo Immuni e non la “concorrente” CovidApp è stata dovuta a  motivi di tempo e di costi. La scelta è inoltre stata condvusa con i ministeri di Sanitò e Interno nonché con il numero uno del Dis, Gennaro Vecchione, che l’ha preferita data la sua coerenza con la direttiva europea.  Per questo motivo il Copasir ha deciso di ascoltare di nuovo Vecchione, che nella prima audizione aveva invece comunicato di essere stato coinvolto  a scelta già avvenuta.

Il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, ha fatto sapere che l’audzione della ministra è servita ad avere una “articolata relazione” da parte del Ministro seguita da un “approfondito confronto nel quale la titolare del dicastero ha ampiamente risposto alle domande del Comitato stesso”. Volpi  ha spiegato che l’audizione ha toccato naturalmente anche il tema “del lavoro di approfondimento relativo all’architettura del tracciamento personale, legata all’emergenza del coronavirus”, al quale il Copasir ha riservato “un congruo tempo nel quale si è rilevato un proficuo e positivo confronto istituzionale che nei suoi contenuti sarà senz’altro utile – ha detto Volpi – ad arricchire il rapporto che lo stesso Comitato, alla fine dalle audizioni e dopo un confronto interno, trasmetterà alle Camere”.

“Il Copasir – ha poi spiegato il presidente Volpi – procederà nei prossimi giorni alle ultime audizioni per avere un quadro complessivo e delineato di quelli che sono gli aspetti attinenti alla sicurezza nazionale riferibili alla predetta applicazione. In questo momento particolare per il Paese – ha concluso Volpi – il Copasir apprezza tutti i leali contributi degli attori istituzionali che guardano verso lo stesso obiettivo dell’interesse nazionale e che traguardano con comunione di intenti alla prospettiva di rinascita dell’Italia”.

Dal ministero della Pisano fanno sapere all’Agi che la scelta di Immuni come app di contact tracing è stata una decisione politica che ha tenuto conto delle indicazioni della task force incaricata dal ministero dell’Innovazione, senza alterarne le valutazioni. Fonti interne spiegano cosa è avvenuto nei giorni successivi al 7 aprile, data in cui la task force ha consegnato al ministro Paola Pisano la propria relazione tecnica sulle app valutate per il contact tracing. Il ministro in due audizioni tenute alla Camera e al Senato ha chiarito che gli esperti avevano individuato in Immuni e Covid-app le due soluzioni tecniche migliori, suggerendo sì di testarle entrambe, ma riconoscendo alla prima uno “stadio di sviluppo più avanzato” verso lo standard europeo Pepp-Pt, allora individuato come standard comune di tracciamento per l’area Ue. Sarebbe stato questo quindi, spiegano dal ministero, l’elemento in più che ha portato il governo a scegliere l’app sviluppata dalla società milanese Bending Spoons. Dieci giorni dopo la consegna della relazione il commissario straordinario Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza con cui si ufficializzava la scelta di Immuni, sulla quale probabilmente ha pesato anche l’urgenza di prendere una decisione in tempi non troppo lunghi.

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E Arcuri è stato ascoltato ieri in commissione Trasporti e Tlc della Camera sulla tempistica della messa in opera della app.

“A cavallo della fine del mese l’App sarà pronta per essere utilizzata” precisa l’amministratore delegato di Invitalia sottolineando però che si tratta di sua opinione: “gli interlocutori che possono sciogliervi questo dilemma sono altri” dice infatti riferendosi ai ministeri competenti, primi tra tutti Salute e Innovazione. Prima della partenza della Fase 2 con le riaperture scattate il 4 maggio Arcuri non aveva escluso che la App potesse essere pronta prima della fine del mese, ma di fronte alle insistenze dei commissari, specie di opposizione e della Lega, ha ora corretto il tiro. Il commissario ha poi rimarcato anche il fatto che così come non è lui a decidere quando Immuni sarà pienamente operativa, non è stato lui a scegliere l’applicazione prodotta dalla società Bending Spoons. “Faccio il Commissario all’emergenza e non faccio il ministro dell’Innovazione o della Salute” e, dunque, “intervengo a valle di decisioni che non ho preso, rispetto alle quali non ho avuto alcun ruolo e che di conseguenza non ho condiviso”.

E quindi le domande sulle “modalità con cui si è giunti all’individuazione” di Bending Spoons “non vanno rivolte a me, per due motivi: perché non saprei rispondere e perché non ho partecipato a questo percorso. Avete interlocutori più informati di me a cui rivolgervi”. Quanto al funzionamento della app, che sarà offerta a titolo gratuito, Arcuri ha detto che “allo stato dell’arte le funzionalità giungeranno fino all’alert del contatto con un soggetto contagiato, che avverrà con modalità previste. Una volta effettuato l’alert le funzioni della app si interromperanno. Al momento non è prevista alcuna relazione tra la App e il Sistema sanitario nazionale (Ssn) successiva al suddetto alert”, ha concluso Arcuri che però nelle settimane scorse aveva prospettato che la connessione con il Ssn potesse essere la seconda fase della vita della App.

Certo è che decisiva per il successo della App sarà la capacità di fare tamponi tempestivamente ai sospetti positivi individuati, ha avvertito Arcuri, secondo il quale vanno fatti molti più test. Alle Regioni ne saranno consegnati 5 milioni nelle prossime settimane (finora ne sono stati eseguiti oltre 2,2 milioni). Inoltre, sempre utile ricordarlo, utilizzando l’applicazione la tecnologia Bluetooth, è indispensabile che l’utente – che la scaricherà solo su base volontaria – attivi il bluetooth stesso, altrimenti la App non funzionerà. Infine la privacy. Unico titolare della protezione dei dati personali sarà il ministero della Salute e gli stessi saranno cancellati o resi “definitivamente anonimi” entro il 31 dicembre.

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