L'IMPATTO DEL COVID-19

In crisi (anche) Ibm: migliaia di licenziamenti in vista

L’azienda pronta per un piano-tagli importante. “Decisione nell’interesse del benessere a lungo termine”. Si parte dagli Usa

22 Mag 2020

Mi Fio

L’emergenza Coronavirus colpisce duramente anche Ibm che si prepara a tagliare numerosi lavoratori. E secondo quanto riferisce il Wsj sarebbero migliaia i posti a rischio. ”L’azienda deve rimanere flessibile in un mercato altamente competitivo per poter assumere lavoratori di grande talento in qualsiasi momento. Le decisioni dell’azienda sono state prese nell’interesse del benessere a lungo termine”, dichiara un portavoce di Ibm.

Si apre dunque male l’era di Arvid Krishna alla guida dell’azienda dai primi di aprile che appena un mese fa dichiarava che “l’azienda è ben posizionata per resistere ai contraccolpi”. Stando ai rumors il piano-tagli coinvolgerà in primis gli Stati Uniti e non è al momento dato sapere se si abbatterà anche sulle filiali europee. California, Missouri, New York, North Carolina e Pennsylvania gli Stati coinvolti dal piano secondo quanto riferisce Bloomberg. I dipendenti Ibm a fine 2019 ammontano a circa 353.000.

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Nei giorni scorsi la presentazione dei dati del primo trimestre ha evidenziato un calo dei ricavi: l’azienda ha infatti generato 17,57 miliardi di dollari di fatturato, con un utile di 1,84 dollari per azione, contro l’aspettativa degli analisti che avevano previsto 1,80 dollari di utili per azione e, 17,62 miliardi di dollari di entrate. L’azienda ha peraltro ritirato la guidance finanziaria: solo tre mesi fa la compagnia aveva previsto una crescita dei ricavi e degli utili, insieme a un margine lordo operativo più elevato, ma è chiaro che si tratta di proiezioni difficilmente riscontrabili con la realtà dei fatti. L’utile netto del trimestre è stato di 1,18 miliardi, in calo del 26% su base annua, mentre le entrate sono diminuite del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Il rallentamento è stato più pronunciato nella divisione software, dove la stragrande maggioranza delle transazioni si chiude in genere nelle ultime due settimane del trimestre. Nel secondo quarter Ibm potrebbe intraprendere ulteriori azioni strutturali che dovrebbero generare risparmi sui costi”, annunciava proprio qualche giorno fa il responsabile Finance Jim Kavanaugh. E le azioni strutturali cominciano a palesarsi.

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