IL DISEGNO DI LEGGE

Incentivi alle imprese, via al riordino all’insegna del digitale  

Approvata in Cdm la proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per razionalizzare le quasi 2mila agevolazioni oggi in campo. Per le aziende procedure semplificate grazie alle piattaforma telematiche. Entro 24 mesi i decreti attuativi

Pubblicato il 24 Feb 2023

A. S.

Adolfo Urso

Riordinare la giungla degli incentivi alle imprese, razionalizzando l’offerta e digitalizzando le procedure per rendere più semplice l’accesso alle agevolazioni nazionali e regionali. E’ questo l’obiettivo del disegno di legge delega approvato con procedura d’urgenza dal Cdm su proposta del ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso.

Il disegno di legge

Il provvedimento nasce come strumento per aiutare le imprese a orientarsi tra le circa 2mila agevolazioni a disposizione delle imprese, con un duplice obiettivo: da una parte la “razionalizzazione dell’offerta di incentivi”, che avverrà con l’individuazione di un insieme limitato e definito di modelli per concedere le agevolazioni, e dall’altra la “codificazione” delle procedure. Si tratterà in questo caso di predisporre un insieme di regole per le incentivazioni alle imprese, che saranno contenute in un unico testo, il “codice degli incentivi”.

La semplificazione delle procedure

Le nuove norme punteranno anche alla semplificazione delle procedure per la richiesta e la concessione delle agevolazioni,  puntando al coordinamento di strumenti già in campo come il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e la piattaforma online “Incentivi.gov.it”. dopo questo passaggio in Cdm il ministero delle Imprese e del Made in Italy avrà ora 24 mesi di tempo per adottare i decreti delegati.

Il ddl, spiega una nota del Mimit, è collegato alla Legge di Bilancio 2023-2025 “in coerenza con le indicazioni del Def e con il Pnrr e prevede tra gli obiettivi anche la semplificazione delle norme in materie di investimenti e interventi nel Mezzogiorno. La revisione degli incentivi costituisce infatti un passaggio necessario anche per la promozione della politica industriale italiana che richiede sul piano nazionale un maggiore efficientamento degli interventi per le imprese nonché di orientamento verso le sfide globali come la transizione green e digitale”.

La necessità di una riforma organica

“Il provvedimento – commenta il ministro Urso – nasce dalla necessità di avere una riforma organica per fermare la giungla degli incentivi. L’obiettivo è semplificare e omogenizzare. Le sfide globali di oggi hanno bisogno di risposte mirate e coerenti con un sistema degli incentivi compiuto e coordinato che possa rappresentare un corpus organico di regole che sia di riferimento tanto per i decisori pubblici che per le imprese”.

I quattro principi guida

Il disegno di legge introduce inoltre quattro principi guida per gli interventi di incentivazione, a partire dal fatto che ogni amministrazione sarà chiamata a una “programmazione degli interventi e indicazione della loro estensione temporale, anche pluriennale, in modo da assicurare un sostegno tendenzialmente continuativo e adeguato alle finalità stabilite”.

Il secondo principio è quello della misurabilità dell’impatto “nell’ambito economico oggetto degli incentivi, sulla base della valutazione in itinere ed ex post degli effetti ottenuti”. Poi il rafforzamento della coesione sociale, economica e territoriale “per uno sviluppo economico armonico ed equilibrato della Nazione, con particolare riferimento alle politiche d’incentivazione della base produttiva del Mezzogiorno”. Attenzione puntata anche sulla “valorizzazione del contributo delle donne alla crescita economica e sociale della Nazione”.

Il decreto legislativo sulla tutela dei consumatori

Nella stessa seduta il Consiglio dei Ministri ha provato anche il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva UE 2019/2161 sulle nuove disposizioni normative per rafforzare la tutela dei consumatori nel caso di clausole vessatorie, pratiche commerciali scorrette, concorrenza sleale o comunicazioni commerciali non veritiere, che prevede una revisione dell’impianto sanzionatorio per garantire la massima armonizzazione a livello europeo nella tutela dei consumatori, adeguando le norme alle evoluzioni soprattutto dei modelli di business e delle transazioni on-line.

“L’attuazione di questa direttiva europea garantisce una maggiore tutela per i consumatori e una omogeneità sanzionatoria all’interno della Ue – commenta il ministro Urso – Inoltre grazie al suo recepimento abbiamo potuto chiudere una procedura di infrazione”.

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