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Incentivi per chi ricicla i cellulari: negli Usa debutta eRecycling Corps

La nuova società, fondata da Ron LeMay, ex Ad delle attività wireless di Sprint, e Steve Edmonson, ex numero uno della catena di prodotti elettronici RadioShack scommette sul business green: “Il trucco sta nel soddisfare i conumatori”

23 Mar 2010

Spingere i consumatori statunitensi a restituire i vecchi
telefonini agli operatori invece di gettarli tra i rifiuti.
L’idea è venuta a  due ex super manager: Ron LeMay, un tempo Ad
delle attività wireless di Sprint e David Edmonson, ex numero uno
della catena commerciale di elettronica RadioShack, che hanno
fondato la eRecyclingCorps, una società per riciclare e
ripristinare i cellulari “morti”.

Sono circa 65.000 infatti, le tonnellate di apparecchi che gli
americani gettano via ogni anno. In questo modo i consumatori
potranno ottenere crediti per l'acquisto di un nuovo
apparecchio, restituendo al negozio il vecchio. I negozi degli
operatori, che vendono circa il 60% dei cellulari americani,
invieranno a loro volta questi telefonini a che dopo averli pagati
li esaminerà per verificare quali riciclare e quali
riutilizzare.

"Il trucco  sta nel proporre un incentivo significativo ai
consumatori", spiega David Edmonson, che si dice convinto di
questo sistema: “funzionerà molto meglio degli attuali programmi
di riciclaggio, in cui gli utenti regalano i loro telefonini o
aspettano settimane per un rimborso, dopo aver spedito per posta
l'apparecchio”.
E il primo operatore che ha accettato la sfida è proprio Sprint,
che  ha chiesto a eRecyclingCorps di gestire i telefonini
restituiti a 1.100 dei suoi negozi e a 1.400 di negozi terzi ,
puntando così a riciclare o ripristinare 9 telefonini su 10, per
ogni apparecchio venduto entro il 2017. Se avrà successo Edmonds
mira a stringere nuovi accordi con altri operatori, per convincere
i consumatori a restituire tra i 20 e i 30 milioni, dei 130 mln che
vengono ritirati ogni anno.