Inclusione, Tim ottiene la certificazione "dyslexia friendly" - CorCom

IL RICONOSCIMENTO

Inclusione, Tim ottiene la certificazione “dyslexia friendly”

Nella settimana della dislessia, che si concluderà il 10 ottobre, l’operatore vede premiate le attività per rendere accessibili i processi di comunicazione interni ed esterni anche per le persone con disturbi specifici dell’apprendimento

08 Ott 2021

A. S.

Tim ottiene la certificazione di “Dyslexia Friendly Company“: ad assegnarla, in occasione della settimana mondiale dedicata a questa patologia, dal 4 al 10 ottobre, è l’Associazione Italiana Dislessia, risonoscendo il percorso di inclusione che l’operatore ha iniziato nel 2009 , caratterizzato dalla volontà di far emergere i bisogni dal basso e rendere le persone protagoniste. Proprio grazie a questo approccio un gruppo di cittadini ha proposto all’azienda di poter avviare un percorso a favore della crescita della consapevolezza sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa), con una revisione dei processi di comunicazione interni ed esterni per renderli accessibili e fruibili in modalità ottimizzate anche per le persone con Dsa.

Nel 2020 è stato così avviato il progetto “Dislessia No Problem”, che ha puntato a sensibilizzare i dipendenti con contenuti formativi e strumenti di auto-aiuto, rivedere tutti i processi che impattano sulla comunicazione e di formulare ed avviare buone pratiche per i processi di selezione, sviluppo, gestione e comunicazione dyslexia friendly per l’inclusione e alla valorizzazione dei colleghi e delle colleghe con Dsa e per aumentare l’informazione interna a favore dei genitori con figli Dsa.

“Un tema emergente – si legge in una nota – riguarda proprio l’inserimento, la gestione e lo sviluppo professionale di queste persone che, nonostante le difficoltà conseguenza del disturbo, dimostrano di possedere talento e capacità peculiari come la creatività e il pensiero divergente. Il lavoratore con Dsa, infatti, potrebbe necessitare di un supporto per svolgere al meglio la sua attività lavorativa incrementando così il benessere professionale con vantaggi sia per il lavoratore sia per l’azienda”.

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