"Incubatore" Silicon Delta, ecco perché l'industria Internet sarà made in China - CorCom

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“Incubatore” Silicon Delta, ecco perché l’industria Internet sarà made in China

Si concentra nel Guangdong la maggior parte delle società più innovative del paese. Il mix di imprenditorialità, creatività, struttura di mercato, infrastrutture per le comunicazioni e ampiezza dei fondi per il comparto tecnologico stanno trasformando l’area in ecosistema leader al mondo per il digital e l’advanced manufacturing. È solo questione di tempo

17 Ago 2017

Montgomery Ho, Chief Executive, Guangdong, HSBC

La prossima idea rivoluzionaria per il settore tecnologico mondiale molto probabilmente sarà prodotta dalla Silicon Delta cinese, ovvero un insieme di città localizzate nella provincia di Guangdong, dove si trova la maggior parte delle società più innovative del paese.

È solo questione di tempo. L’unione tra imprenditorialità, creatività, struttura di mercato, infrastrutture per le comunicazioni e l’ampiezza dei fondi per il comparto tecnologico cinese dovrebbe trasformare molto presto la leadership del paese in realtà.

Gli indizi sono già facilmente riconoscibili, principalmente nella zona del Delta del Fiume delle Perle che, insieme a Shenzhen, è la patria di alcune delle più grandi compagnie del settore hi-tech e che si è trasformata in un ecosistema leader nel mondo per il digital e l’advanced manufacturing.

Il catalizzatore della strepitosa crescita della Silicon Delta è rappresentato dal rapido incremento dell’utilizzo della tecnologia in Cina. Infatti, secondo il recente sondaggio Trust in Technology condotto da Hsbc, in Cina il 100% degli intervistati possiede uno smartphone, l’82% ha utilizzato strumenti finanziari attraverso i social media, mentre il 43% possiede uno speaker intelligente. Non deve nemmeno sorprendere che ad aprile Tencent, società del comparto internet con sede a Shenzhen, sia diventata la decima tre le più grandi compagnie quotate in tutto il mondo, seguita da Alibaba, il gigante dell’e-commerce che occupa l’undicesima posizione.

In occidente, gli utenti degli smartphone utilizzano app diverse per soddisfare differenti necessità: Whatsapp, Amazon, Facebook, Uber e AirBnb. In Cina, invece, Baidu, Alibaba e Tencent (colloquialmente chiamate BAT) sono riuscite a creare un’esperienza completa su una singola piattaforma. Non è più necessario passare da un’app all’altra, quasi tutto quello di cui avete bisogno è integrato.

Quando, sei anni fa, Tencent ha lanciato la sua app WeChat questa aveva unicamente la funzione di messaggistica istantanea. Al contrario oggi WeChat, tra le varie opzioni, offre ai suoi oltre 900mila user attivi l’accesso a social media, servizi di pagamento, app di incontri, notizie e messaggistica. Pensate a Snapchat, Whatsapp, Skype, Instagram, Paypal, Facebook Live, Yelp, Tinder e Apple Pay concentrati in un unico servizio. Al contrario, le controparti occidentali di WeChat offrono ai loro utenti esperienze relativamente limitate racchiuse in una singola piattaforma.

Sarebbe però sbagliato pensare che WeChat sia riuscita a produrre una serie di servizi che sono delle semplici riproduzioni di quelli offerti dalle rivali: si tratta invece dell’esatto opposto. A partire dalle loro modeste origini 10 anni fa, le società cinesi del comparto internet sono diventate dei leader di creatività nel settore tecnologico mondiale.

Con tre semplici app è possibile avere e fare quasi ogni cosa, e incontrare quasi tutti. WeChat può inoltre mostrare i dati relativi all’affluenza di un centro commerciale ancora prima del vostro arrivo.

I giovani cinesi, che vivono in luoghi urbanizzati, continuano ad essere estremamente ricettivi verso la tecnologia e l’innovazione digitale. Dal nostro sondaggio è emerso che il 90% degli intervistati cinesi ritiene che la tecnologia renda la loro vita più semplice, mentre l’89% è d’accordo sul fatto che i passi in avanti del comparto tech renderanno il mondo un posto migliore.

I consumatori cinesi sono attratti dal potenziale delle nuove tecnologie. Il sondaggio evidenzia che il 79% degli intervistati preferisce, quando possibile, fare più attività attraverso l’uso della tecnologia; la popolazione cinese (40%) è quella che usa maggiormente la tecnologia per il riconoscimento dell’impronta digitale, seguita da quella indiana (31%). Nella parte più bassa della classifica che indica percentuale di adozione del sistema di riconoscimento dell’impronta digitale per identificarsi, invece, troviamo la Francia e la Germania, con solo il 9%, e il Canada con il 14%.

Le “Bat” (Baidu, Alibaba, Tencent) e le altre società tech cinesi stanno facendo ingenti investimenti nell’innovazione. Sono all’avanguardia in termini di ricerche per l’intelligenza artificiale, un tipo di tecnologia che, secondo le stime, in futuro avrà sulle nostre vite lo stesso impatto che ha avuto la scoperta dell’elettricità, riuscendo ad alimentare a corrente diversi prodotti e apparecchiature mediche, fino alle auto a guida autonoma e ai servizi di pagamento.

Il paese ha inoltre creato l’infrastruttura materiale necessaria per trasmettere l’enorme quantità di dati generata dai suoi colossi del settore internet, che superano di gran lunga quelli delle economie sviluppate. Anche i villaggi delle province più rurali del paese sono raggiunti dalla rete 4G e da una connessione a internet più veloce di quella disponibile in molte città europee. Tutto questo ha significativamente migliorato l’esperienza di coloro che fanno shopping online, i cui acquisti vengono direttamente consegnati sulla porta di casa da efficienti società di spedizioni lungo una moderna rete di autostrade.

Forse, la cosa più importante è rappresentata dalle dimensioni del paese che, con i suoi 1,38 miliardi di consumatori, fa sì che le aziende del comparto internet e della tecnologia possano crescere rapidamente. Le startup più promettenti attraggono fondi di venture capital anche solo sulla base del potenziale che può scaturire dalla capacità di riuscire a conquistare una parte degli utenti di questo vasto mercato.

Questo è quello che sta succedendo nell’area del Delta del Fiume delle Perle. Ispiratosi alla Silicon Valley, Shenzhen è diventata un fulcro di fondi di venture capital, acceleratori e dipendenti dei giganti dell’industria tech pronti a creare la prossima startup di successo.

Tutti questi fattori hanno creato una “tempesta perfetta” di innovazione che sta capovolgendo le vecchie e comuni percezioni. Con l’espansione a livello mondiale delle società cinesi del comparto internet, sia tramite acquisizioni (come quella di Skyscanner da parte di Ctrip) sia dal punto di vista organico (come la costruzione di una rete mondiale di commercianti per Alipay di Alibaba), sembra che la prossima generazione di colossi dell’industria internet sarà Made in China.

Quindi, se mai dovesse capitare che i dirigenti della Silicon Valley si trovino a corto di idee possono sempre recarsi nella Silicon Delta in Cina, e sono convinto che in futuro in molti lo faranno.

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