ACCORDI PER L'INNOVAZIONE

Industria 4.0, robot per la filiera del legno-arredo: 12 milioni dal Mise

Finanziato il progetto di Scm che sperimenterà una nuova gamma di macchinari innovativi per migliorare, attraverso la digitalizzazione, i processi di levigatura, bordatura e foratura di mobili. Previsti 100 nuovi posti di lavoro

01 Set 2022

Federica Meta

Giornalista

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Quasi 12 milioni per lo sviluppo di macchinari 4.0 destinati alla lavorazione del legno. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha autorizzato un accordo per l’innovazione con  S.C.M. Group, azienda di livello mondiale attiva nel settore degli utensili, che punta a sviluppare macchinari 4.0 destinati alla lavorazione del legno e alla fabbricazione di mobili.

Il progetto, denominato “Prime (produzione di mobili personalizzata), sarà realizzato nei siti produttivi di Rimini, Villa Verucchio (Rimini) e Thiene (Vicenza) dove verrà sperimentata una nuova gamma di macchine innovative per migliorare, attraverso la digitalizzazione e la robotica, i processi di levigatura, bordatura e foratura di mobili in pannello e in legno massello.

“Il Mise sostiene una delle eccellenze industriali del nostro Paese, capace di sviluppare macchinari altamente tecnologici per l’industria del legno e del mobile. Un gruppo di livello internazionale che ha continuato a investire nei siti produttivi italiani valorizzando le competenze presenti sul territorio”, dice il ministro Giorgetti.

Le risorse

Le risorse per finanziare l’intervento sono complessivamente pari a 11,7 milioni di euro, di cui il Ministero dello sviluppo economico mette a disposizione agevolazioni per circa 2,4 milioni di euro che consentiranno la creazione di 100 nuovi posti di lavoro.

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Cosa sono gli accordi per l’innovazione

Gli accordi per l’innovazione sono intese sottoscritte formalmente tra le aziende proponenti, il Ministero dello Sviluppo economico ed eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento di specifici progetti. L’obiettivo è avviare un investimento per realizzare progetti di ricerca e sviluppo, anche in un’ottica di sostenibilità e della digitalizzazione del sistema produttivo che punta all’innovazione. Per raggiungere lo scopo la misura prevede anche la collaborazione con centri di trasferimento tecnologico e organismi di ricerca per realizzare nuovi prodotti, processi e servizi, o migliorare quelli esistenti.

Gli accordi finanziano progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) nell’ambito delle seguenti aree di intervento riconducibili al secondo Pilastro del Programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”, di cui al Regolamento (Ue) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 aprile 2021:

  • Tecnologie di fabbricazione
  • Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche
  • Tecnologie abilitanti emergenti
  • Materiali avanzati
  • Intelligenza artificiale e robotica
  • Industrie circolari
  • Industria pulita a basse emissioni di carbonio
  • Malattie rare e non trasmissibili
  • Impianti industriali nella transizione energetica
  • Competitività industriale nel settore dei trasporti
  • Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili
  • Mobilità intelligente
  • Stoccaggio dell’energia
  • Sistemi alimentari
  • Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione
  • Sistemi circolari

I progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello sviluppo economico.

Agevolazioni concedibi

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa e, eventualmente, del finanziamento agevolato a valere sulle risorse messe a disposizione dalle amministrazioni sottoscrittrici dell’Accordo per l’innovazione, nel rispetto dei seguenti limiti e criteri:

  • il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
  • il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

Nel caso in cui il progetto sia realizzato in forma congiunta attraverso una collaborazione effettiva tra almeno una impresa e uno o più Organismi di ricerca, il Ministero riconosce a ciascuno dei soggetti proponenti, nel limite dell’intensità massima di aiuto stabilita dall’articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) 651/2014, una maggiorazione del contributo diretto fino a 10 punti percentuali per le piccole e medie imprese e gli Organismi di ricerca e fino a 5 punti percentuali per le grandi imprese.

Fermo restando l’ammontare massimo delle agevolazioni, le regioni e le altre amministrazioni pubbliche possono cofinanziare l’Accordo per l’innovazione mettendo a disposizione le risorse finanziarie necessarie alla concessione di un contributo diretto alla spesa ovvero, in alternativa, di un finanziamento agevolato, per una percentuale almeno pari al 5% dei costi e delle spese ammissibili complessivi.

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