IL PIANO

Industria 4.0, Perego: “L’Italia si riprenderà un posto al sole nella manifattura”

Il commento del direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation del Polimi: “Il piano Calenda è ben finanziato e permetterà al Paese di recupare il gap col resto d’Europa. Bene l’attenzione all’indotto”

Pubblicato il 22 Set 2016

F.Me

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“Il Piano Industria 4.0 è un programma ben articolato, ben finanziato, che armonizza bene azioni di breve e di medio termine, e che, se velocemente implementato, farà recuperare al nostro paese il ritardo che oggi ci separa dalle più grandi manifatture europee, in primis la Germania”. E’ il commento di Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

“Questo piano ha una portata trasversale – prosegue Perego – non tocca solo la manifattura, ma ha il potenziale di rilanciare ampi comparti dell’economia italiana, perché attorno all’industria vi è un indotto enorme di servizi di base, di ricerca ed innovazione che tocca l’intero Paese. Per questo motivo, monitoreremo l’efficacia con cui verrà recepito dalle imprese e misureremo se gli obiettivi di crescita e rilancio che il Paese si pone saranno raggiunti”.

“Ma questo è quello che faremo da domani – conclude Perego – oggi ci godiamo questa bella giornata per l’industria Italiana e per il paese, un giorno che aspettavamo da più di un anno. Ci restituisce ottimismo, visione, stimola tutte le parti a fare il proprio lavoro, in primis l’università. Riprendiamoci, come Paese industriale, il posto che ci spetta”.

Il piano prevede che nel solo 2017 il governo intende mobilitare investimenti privati per 10 miliardi di euro in più (passando da 80 a 90 miliardi), con un incremento di 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione e 2,6 miliardi di risorse per progetti early stage nel periodo 2017-2020. Rispetto alle competenze, l’obiettivo è avere 200 mila studenti e 3 mila manager specializzati sui temi dell’Industria 4.0, raddoppiando il numero degli iscritti agli istituti tecnici superiori focalizzati su questo verticale. A supporto della trasformazione digitale saranno istituiti, sempre a partire dal 2017, competence center e digital innovation hub nazionali, sei consorzi deputati alla discussione sugli standard dell’IoT e un roadshow di sensibilizzazione lungo tutta la Penisola (“saremo anche a Napoli, Bari e Palermo”, ha promesso Renzi) a cui prenderanno parte associazioni, università, aziende testimonial e le più alte cariche istituzionali.

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