LA PRESIDENZA BELGA UE

Innovazione, De Croo: “Europa debole nel portarla avanti, serve un Industrial Deal”

L’intervento alla Plenaria del Parlamento europeo: “Dobbiamo passare a una marcia più alta, l’Europa non può diventare un museo economico, necessario un made in Europe totale”. Enrico Letta “cooptato” per elaborare una relazione con l’obiettivo di dare nuovo slancio al mercato unico

Pubblicato il 16 Gen 2024

Patrizia Licata

Alexander De Coo UE

Digitale, intelligenza artificiale, energia, difesa, mercati dei capitali: l’Europa è forte nell’innovazione, ma è debole nel portarle avanti e nel proporsi al resto del mondo. Lo ha affermato il primo ministro belga, Alexander De Croo, nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo per presentare il programma della presidenza del Belgio al Consiglio dell’Unione europea.

Come annunciato da De Croo già a fine 2023, il semestre di presidenza belga dell’Ue punterà sugli obiettivi del Green Deal, della tutela dei cittadini e del rafforzamento dell’economia. Anzi, è nell’unione di digitale e green che l’Europa deve innescare la marcia più alta e passare dal Green Deal a un vero Industrial Deal.

“Una delle sfide più grandi che ci attendono è mantenere la nostra economia europea forte e vivace. L’Europa non può diventare un museo economico. Se vogliamo rimanere quel continente innovativo, creativo, ricco di capitali e produttivo, dovremo passare ad una marcia più alta”, ha detto De Croo. Che non ha mancato di fare riferimento ai cruciali appuntamenti elettorali del 2024, compreso quello negli Stati Uniti: se vincerà l’America first, sarà sempre più “Europa da sola” – e dovremo farne un’occasione per un’Europa più forte e sovrana, ha detto il premier belga.

De Croo, dal Green Deal all’Industria Deal

“Dobbiamo operare una svolta nella nostra industria, per mantenere gli investimenti industriali forti e mantenere la produzione qui da noi in Europa. Per questo abbiamo bisogno di un ‘Industrial Deal’ oltre al Green Deal”, ha affermato De Croo. “Non è soltanto vitale per la nostra prosperità, ma è cruciale per vincere la nostra battaglia contro i cambiamenti climatici. Non dobbiamo solo fissare obiettivi climatici – per l’industria – ma dobbiamo anche indicare come questi obiettivi devono essere conseguiti. Lasciamo troppo poco margine alle imprese per l’innovazione e la creatività”.

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“Per vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici abbiamo bisogno di un’Europa che si concentri in modo strategico sulla riduzione delle emissioni di gas serra, sostenendo le imprese a sviluppare e utilizzare le tecnologie pulite e diventando più tecnologicamente neutri nelle nostre politiche”, ha proseguito De Croo. Sarebbe necessario “creare anche sostegno sociale a queste politiche climatiche, rendendo gli investimenti ecologici accessibili a tutti, non solo a pochi fortunati”.

Sostegno alle imprese per le tecnologie pulite

Il primo ministro belga ha sottolineato: “Gli Stati Uniti d’America hanno dato alla loro industria un enorme impulso fiscale. Un bazooka di sussidi da 1.200 miliardi di dollari che fa sussultare anche i più grandi Stati membri europei. D’altro canto, vediamo che la Cina rafforza la sua presa sul mercato mondiale. L’unico modo per non rimanerne schiacciati è far rivivere lo spirito del grande Jacques Delors – ha proseguito De Croo-. Aprire i mercati del futuro alla concorrenza europea. Energia, digitale, intelligenza artificiale, difesa e mercati dei capitali. Il problema è: l’Europa è forte nell’innovazione. Ma debole nel portare avanti queste innovazioni”.

De Croo ha affermato che “la lotta di Stati Uniti e Cina include il bastone e la carota per gli investimenti, mentre in Europa troppo spesso usiamo solo bastone”.

Il Made in Europe “totale”: il Belgio chiama Letta

Dal punto di vista industriale, ha detto ancora De Croo, “dobbiamo passare dall’ ‘inventato in Europa’ al ‘fabbricato in Europa’, fino ad arrivare al Made in Europe totale. Per far questo abbiamo bisogno di qualcosa di più di qualche tasca piena di capitali in una manciata di città europee. Abbiamo bisogno che tutta l’Europa diventi un grosso mercato di capitali accessibile a tutti i giovani imprenditori, da Stoccolma a Napoli, da Dublino a Sofia. Ecco perché la presidenza belga ha chiesto all’ex premier italiano Enrico Letta di elaborare una relazione per dare nuovo slancio al mercato unico europeo”.

Il 2024 anno cruciale per l’Europa e le democrazie

Il 2024 sarà un anno cruciale: “La posta in gioco per l’Europa sarà molto alta, così come per l’Occidente”, ha continuato De Croo. “Un anno in cui le nostre democrazie e libertà saranno messe alla prova, non solo con le elezioni per questo Parlamento, ma anche per il Congresso e la presidenza degli Stati Uniti”, ha aggiunto. Se il 2024 porterà di nuovo “l’America first”, sarà più che mai “l’Europa da sola”, ha annunciato.

“Non dobbiamo temere questa prospettiva. Dovremmo abbracciarla, ponendo l’Europa su basi più solide. Più forte, più sovrana, più autosufficiente. Un’Europa che dia risultati e faccia la differenza nella vita delle persone. Proteggendole, rafforzando l’economia e preparando il futuro comune europeo. La presidenza belga vuole contribuire a questo sforzo”.

La tabella di marcia per riformare l’Unione europea

“Mentre i paesi candidati si preparano all’adesione, non possiamo restare a guardare. La presidenza belga si sforzerà di sostenere i paesi candidati nelle loro aspirazioni ad aderire alla famiglia europea. Ancor di più, dobbiamo assumerci la nostra parte di sforzo. Garantire la capacità d’azione dell’Europa quando si passa da una famiglia di 27 persone a una famiglia di più di 30 (membri). Il compito è colossale ed è per questo che la presidenza belga vuole stabilire una tabella di marcia”, ha indicato De Croo, sottolineando il ruolo che il Belgio intende avere nell’allargamento dell’Unione.

Queste le altre aree in cui la presidenza belga dell’Ue intende “lasciare il segno: finanziamento dell’Unione; priorità politiche future da stabilire a livello europeo; il rafforzamento della nostra democrazia europea; e una migliore integrazione dello Stato di diritto nell’Unione, per garantire che i criteri di Copenaghen non siano solo condizioni per l’adesione all’Unione, ma un obbligo permanente”, ha spiegato De Croo “Perché il rispetto dello Stato di diritto e della democrazia non può essere un elemento secondario della nostra Unione. Deve essere al centro della sua concezione. Per questo motivo continueremo ad applicare la procedura dell’articolo 7 sotto la nostra presidenza. Queste sono le regole fondamentali del contratto sociale europeo”.

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