Innovazione, Italia al palo ma il resto d'Europa non "brilla" - CorCom

EUROPEAN INNOVATION SCOREBOARDS

Innovazione, Italia al palo ma il resto d’Europa non “brilla”

Secondo i dati dell’European Innovation Scoreboards continuiamo a restare sotto la media Ue, ma la crisi si è fatta sentire anche sugli altri Paesi. Per 15 Stati membri risultati al rialzo, ma per 13 sono al ribasso. Il Commissario Moedas: “Occorrono più investimenti. Pronti ad aiutare gli Stati membri ad attuare le riforme necessarie”

07 Mag 2015

Patrizia Licata

La Svezia è il Paese più innovativo d’Europa, seguita da Danimarca, Finlandia e Germania (Paesi leader). I Paesi europei dove l’innovazione avanza più rapidamente sono Malta, Lettonia e Bulgaria. Ma il livello complessivo di innovazione dell’Ue nel 2015 è rimasto stabile: rispetto al 2014, la capacità di innovare è aumentata in 15 Paesi dell’Ue e diminuita in altri 13. E in un confronto a livello mondiale, l’Ue continua ad essere superata dagli Stati Uniti, dal Giappone e dalla Corea del Sud. E’ quanto emerge dall’ultimo European Innovation Scoreboards, che offre una valutazione comparativa dei risultati in termini di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’Ue.

Per la Commissione europea i dati emersi lanciano un chiaro messaggio: “Per migliorare la capacità dell’Europa di innovare ed essere competitiva a livello mondiale occorrono ulteriori sforzi per incoraggiare le idee rivoluzionarie e promuoverne lo sfruttamento commerciale”, si legge in una nota.

La crisi ha intaccato l’attività innovativa del settore privato europeo. Il numero di imprese innovative è in calo, così come gli investimenti in capitali di rischio, le innovazioni delle Pmi, le domande di brevetto, le esportazioni di prodotti ad alta tecnologia e le vendite di prodotti innovativi. I miglioramenti per quanto riguarda le risorse umane, gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo e la qualità delle innovazioni scientifiche, che pure ci sono stati, non bastano per riportare risultati più brillanti in materia di innovazione.

Tra i vari Paesi Ue, Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Paesi Bassi rientrano tra gli innovatori “forti”; l’Italia (come Spagna, Portogallo, Grecia e la maggior parte dei Paesi dell’Est) anche quest’anno è nel gruppo degli “innovatori moderati”. Malgrado un miglioramento nella maggior parte degli indicatori rispetto all’anno precedente i risultati sono per lo più inferiori alla media dell’Ue, in particolare in “Finanziamenti e aiuti” e “Investimenti delle imprese”. Il risultato peggiore, in termini relativi, è negli “Investimenti di venture capital”, che sono fortemente diminuiti rispetto all’anno precedente, e nei “Proventi dall’estero da brevetti e licenze”. I risultati migliori, in termini relativi, sono stati registrati nella dimensione degli “Innovatori”, con una buona performance nelle “Pubblicazioni scientifiche internazionali congiunte” e in vari aspetti relativi all’innovazione nelle Pmi.

“Occorrono maggiori investimenti per migliorare i risultati dell’Ue in materia di innovazione”, ha dichiarato il Commissario Carlos Moedas, responsabile per la ricerca, la scienza e l’innovazione. “Questo sforzo dovrebbe andare di pari passo con un miglioramento delle condizioni e con un mercato unico per i prodotti e i servizi innovativi in Europa. Stiamo lavorando in questa direzione a livello dell’Ue e siamo pronti ad aiutare gli Stati membri ad attuare le riforme necessarie per potenziare l’effetto dei loro investimenti pubblici.”

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici sarà fondamentale per la ricerca e l’innovazione, in primo luogo per riportare gli investimenti in capitali di rischio ai livelli precedenti la crisi. Inoltre, attraverso l’Unione dei mercati dei capitali, la Commissione punta a migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese, in particolare per le Pmi. Anche rafforzare le sinergie tra il programma di finanziamento dell’Ue per la ricerca Horizon 2020 e i Fondi strutturali sarà essenziale per incoraggiare gli investimenti.

Ancora, attraverso il nuovo strumento di sostegno delle politiche (Policy Support Facility), la Commissione aiuterà gli Stati membri a riformare i loro sistemi nazionali di ricerca e innovazione e a produrre un effetto leva sull’innovazione delle imprese.

Più tardi nel corso di quest’anno, nell’ambito della strategia del mercato unico, saranno presentate le prossime tappe per la creazione di un ambiente imprenditoriale più propizio all’innovazione. Inoltre, ci si adopererà per mettere in funzione il brevetto unitario e rendere le norme più favorevoli all’innovazione. Contemporaneamente la Commissione sta lavorando per accelerare la trasformazione digitale dell’industria e creare un contesto imprenditoriale favorevole alla imprese innovative, in cui sia più facile e meno dispendioso ottenere la protezione dei diritti di proprietà intellettuale per le loro innovazioni.