Innovazione, Roma batte Milano. Ma l'Italia è solo al 68esimo posto - CorCom

LA CLASSIFICA MONDIALE

Innovazione, Roma batte Milano. Ma l’Italia è solo al 68esimo posto

Nel Finom Innovation in Business Index si piazzano anche Bologna, Padova e Torino. Parigi unica città europea nella Top ten globale. In vetta per poli tecnologici d’avanguardia c’è San Francisco. Pechino numero uno per disponibilità di capitali e progetti di intelligenza artificiale, Londra regina del fintech e delle startup

01 Ott 2021

Patrizia Licata

giornalista

Roma, Milano, Bologna, Padova e Torino. Sono queste, nell’ordine, le città più innovative d’Italia secondo il Finom Innovation in business index. La classifica stilata dalla piattaforma di servizi finanziari B2B mette in fila le 100 città all’avanguardia nel mondo per lo sviluppo di nuove idee e soluzioni di business.

La capitale è in testa nel ranking italiano con un punteggio di 53,50 su 100, seguita da Milano (52,44) e Bologna (52,22). Le nostre città sono però nella parte bassa della classifica (Roma 68ma,  Milano 79ma, Bologna 85ma) se si guarda allo scenario globale dei poli di innovazione. Qui svetta San Francisco a punteggio 100 grazie alla spesa in R&S aziendale e all’ecosistema tecnologico.

Pechino (91,16) e New York (90,70) si posizionano al secondo e al terzo posto su scala mondiale. Seguono Londra (78,48), Boston, Shanghai, Tokyo, Parigi (69,07), Washington D.C. e Los Angeles.

Pechino prima per venture capital e innovazione nell’Ai

Lo studio condotto da Finom  ha valutato diversi aspetti, come ricerca e sviluppo, presenza di start-up e disponibilità di finanziamenti. Inoltre, l’innovazione è considerata anche in base a singoli settori di attività, come intelligenza artificiale, biotecnologie e fintech. L’indice, infine, mette in evidenza le città nel mondo con gli ecosistemi più fertili per l’innovazione nel business, e rivela quali sono, tra loro, quelle più all’avanguardia nello sviluppo di nuove soluzioni in ciascun settore.

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Per esempio, Boston è al primo posto per la spesa in R&S nelle università, seguita da Londra e Pechino.

Pechino è al primo posto per i finanziamenti con venture capital, seguita da New York e San Francisco. Pechino è anche la prima città per l’innovazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale e del machine learning, davanti a New York e San Francisco.

Londra è la città con il punteggio più altoper l’innovazione nelle aree dei servizi bancari e finanziari, fintech, It e sviluppo software.

Roma, eccellenza nell’R&D grazie a enti governativi e università

Roma difende il suo posizionamento su scala globale soprattutto in alcuni settori. Nella ricerca e sviluppo in ambito governativo è 46ma. Questo specifico ranking è dominato da Pechino con punteggio 100 seguita da Washington D.C. (86,15), San Francisco (85,63), New York (79,14) e Parigi (77,87).

Roma si posiziona al 79mo posto su scala mondiale nella ricerca e sviluppo nelle università. In questa singola classifica è Londra a dominare con punteggio 100, seguita da Boston, Pechino, Seul e New York.

Start-up e fintech, Londra è la più innovativa

Roma è 73ma al mondo per numero di start-up fondate, una classifica dominata da Londra a punteggio pieno, seguita da New York, San Francisco, Pechino, Tokyo e Parigi.

Londra, Parigi e Berlino sono le città europee più presenti nelle Top 10 globali di settore. Per il livello di finanziamenti con venture capital, dopo Pechino (punteggio 100) si classificano New York, San Francisco, Shanghai e Londra; Berlino è decima, mentre Roma ha il suo posizionamento peggiore (90mo posto).

Nell’innovazione in ambito intelligenza artificiale Roma è 79ma. I poli di eccellenza globali sono Pechino (100), New York, San Francisco, Shanghai, Londra, Tokyo, Parigi, Tel Aviv, Pittsburgh e Singapore.

Nel biotech svetta Boston; Londra è sesta e Parigi decima; Roma 86ma.

Londra vince per innovazione fintech (punteggio 100), seguita da New York e Hangzhou. Berlino è sesta; Roma 83ma.

Roma è 72ma su scala globale per innovazione nell’It e nello sviluppo software. Il ranking mondiale vede ancora una volta Londra in prima posizione, poi San Francisco e New York; Parigi è settima.

Troppo indietro le città dell’Ue

“Volevamo che lo studio facesse emergere le città più all’avanguardia nell’innovazione in diversi settori, non solo quello finanziario a cui apparteniamo”, ha dichiarato Antonio la Mura, country manager Italy di Finom  “Alcuni dei risultati erano attesi, come l’importante ruolo svolto dalla città di Londra nel settore dell’innovazione fintech e il punteggio alto di San Francisco nell’innovazione delle tecnologie green. Più sorprendenti sono stati altri punteggi, come quello di Roma, che supera Milano nella graduatoria complessiva. Mentre a livello internazionale, Pechino svetta per l’innovazione nei settori di intelligenza artificiale e machine learning, mobilità e istruzione, che dimostrano gli investimenti strategici in atto nella città. Pechino domina anche la classifica per la spesa in R&S di organizzazioni governative e per il livello di venture capital funding, due aspetti che indicano la disponibilità di finanziamenti alle imprese innovative locali. Stupisce anche che l’Ue sia indietro su business e innovazione, considerando che solo una città, cioè Parigi, è inclusa nella top 10 globale del nostro indice”.

Il ruolo degli ecosistemi

“In quanto piattaforma di servizi finanziari rivolta alle imprese e ai professionisti, sappiamo che è raro che l’innovazione si verifichi in contesti isolati”, ha continuato il country manager Italy di Finom, la Mura. “Nel corso degli anni, le aziende innovative di successo hanno dato vita a un ecosistema di supporto nelle loro città, come ad esempio Ferrari. La stessa tendenza può essere osservata anche oggi, con diverse città che sono in prima linea nell’innovazione di diversi settori. Ad esempio, lo studio mostra che Boston è la città principale per l’innovazione delle biotecnologie, mentre San Francisco è la città più innovativa nell’ambito delle tecnologie green. Sono città con competenze notevoli in questi settori e una galassia di aziende di fornitori che alimentano la catena di approvvigionamento”.

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