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LA TASK FORCE

Intelligenza artificiale, a marzo la strategia italiana

Si è insediato al Mise il gruppo di esperti che supporterà il governo nella realizzazione del piano nazionale. Via anche ai lavori del tavolo blockchain. In primavera la prima gara sui servizi basati sull’AI con un focus sulla lotta all’evasione e interconnessiona bancaria.

21 Gen 2019

F. Me

Iniziano i lavori per la strategia italiana per l’intelligenza artificiale. Si è insediato al ministero dello Sviluppo economico il gruppo di esperti che svilupperà il piano da presentare alla Commissione europea. La prossima riunione sarà l’8 febbraio, mentre la conclusione dei lavori è prevista per la fine di marzo. “Poi sottoporremo il documento a consultazione”, spiega il sottosegretario al Mise, Andrea Cioffi, che coordina il tavolo insieme al consulente giuridico del ministro Luigi Di Maio su telecomunicazioni e innovazione digitale, Marco Bellezza.

Gli elementi al centro del confronto sono sei: la valorizzazione della ricerca per portare l’intelligenza artificiale dal laboratorio al mercato; l’educazione e la formazione permanente; la promozione degli investimenti qualificati; i dati come fattore di produzione; la normativa e gli impatti etico; e il miglioramento dei servizi pubblici. All’incontro hanno preso parte esponenti dell’università e delle imprese, delle istituzioni, di Confindustria, del sindacato e delle associazioni di consumatori.

A marzo ci sarà anche la prima gara sui servizi basati sull’AI con un focus sulla lotta all’evasione e interconnessiona bancaria.

Della squadra che lavorerà sulla strategia per l’intelligenza artificiale fanno parte Walter Aglietti, direttore dei laboratori software Ibm Italia, Giuseppe Attardi, professore ordinario presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, Marco Barbina, Direttore del Software Engineering per la divisione Airborne and Space di Leonardo, Paolo Benanti, religioso francescano del Tor, Marco Bentivogli, segretario generale nazionale della Fim Cisl dal 2014, Andrea Bianchi, economista industriale, Marco Bressani, imprenditore e consulente di direzione, fondatore e amministratore di Digital Tree, Barbara Caputo, professore ordinario presso il Politecnico di Torino e primo ricercatore presso l’Istituto italiano di tecnologia, Alessandro Cremonesi, group vice president e direttore generale del gruppo System research & applications di STMicroelectronics, Rita Cucchiara, professore ordinario di Sistemi di elaborazione dell’informazione all’Università di Modena e Reggio Emilia, Stefano Da Empoli, Presidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com),  Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Salvatore Gaglio, professore ordinario di Intelligenza artificiale presso l’Università degli Studi di Palermo, Marina Geymonat, coordinatrice del centro per l’intelligenza artificiale di Tim, Emanuela Girardi, fondatrice dell’associazione Pop Ai (Popular Artificial intelligence), Paolo Stefano Giudici, Professore di Statistica e Data Science all’Università di Pavia, Massimo Ippolito, innovation manager di Comau, Lorenzo Luce, fondatore della startup di intelligenza artificiale BigProfiles, Daniele Luminari, coordinatore delle iniziative Fastweb per lo sviluppo di applicazioni e sperimentazioni 5G, IoT e AI per la clientela Business, Giorgio Metta, vice direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Michela Milano, professoressa ordinaria presso l’Università di Bologna, Francesco Saverio Nucci, application research director presso Engineering, Giangiacomo Olivi, partner presso lo studio legale internazionale Dentons, Corrado Panzeri, responsabile dell’Innovation & Technology Hub di The European House-Ambrosetti, Marco Pierani, direttore Public Affairs & Media Relations presso Euroconsumers, Oreste Pollicino, professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano, Andrea Renda, senior research Fellow del Centro di Studi Politici Europei (Ceps) di Bruxelles, Andrea Rigoni, partner di Deloitte Risk Advisory, Marco Scialdone, avvocato e docente di diritto e mercati dei contenuti e servizi online presso l’Università Europea di Roma, Claudio Telmon,  Information & Cyber Security Advisor at P4I – Partners4Innovation.

Anche l’Europa sta lavorando alla definizione della strategie sull’AI. Nei giorni scorsi ha preso avvio il  il progetto AI4EU che riunisce 79 istituti di ricerca di alto livello, Pmi e grandi imprese di 21 paesi; l’obiettivo è creare un polo di attrazione delle risorse dell’intelligenza artificiale (AI), compresi i repertori di dati, la potenza di calcolo, gli strumenti e gli algoritmi. Il progetto offrirà servizi e sostegno ai potenziali utilizzatori della tecnologia e li aiuterà a testare e a integrare soluzioni di AI nei loro processi, prodotti e servizi.

AI4EU, una piattaforma aperta e collaborativa, offrirà anche corsi per il miglioramento delle competenze e la riqualificazione. Il gruppo del progetto lavorerà in stretta collaborazione con i poli d’innovazione digitale per la robotica e con la futura rete dei centri di eccellenza per l’IA al fine di agevolare ulteriormente l’accesso alla tecnologia dell’AI.

Il progetto, capitanato dall’impresa francese Thales, riceverà un finanziamento totale di 20 milioni di euro nei prossimi 3 anni. La piattaforma sarà istituita nel corso del 2019.  Il 25 aprile 2018 la Commissione aveva presentato la sua strategia in materia di intelligenza artificiale, annunciando lo sviluppo della piattaforma di AI a richiesta. Complessivamente la Commissione ha aumentato gli investimenti in ricerca e innovazione nell’AI portandoli a 1,5 miliardi di euro per il periodo 2018-2020 nell’ambito del programma Horizon 2020.

Entro la fine del 2020 gli investimenti pubblici e privati totali nell’Ue dovrebbero raggiungere almeno i 20 miliardi di euro. Sulla base della sua strategia, a dicembre la Commissione ha presentato un piano coordinato per promuovere la cooperazione con gli Stati membri dell’Ue, la Norvegia e la Svizzera in quattro ambiti chiave: aumento degli investimenti, accessibilità a un maggior numero di dati, promozione del talento e salvaguardia della fiducia.

Sempre oggi hanno preso il via i lavori della task force sulla blockchain. “L’Italia può essere l’avanguardia nella blockchain”, ha evideziato Cioffi. Il tavolo affronterà temi che spaziano da caratteristiche e linee evolutive della blockchain al ruolo dell’Italia nello scenario europeo e globale, dalle esperienze presenti nel settore pubblico e nel privato alla ricerca e sperimentazione. Inoltre saranno approfonditi gli aspetti della rivoluzione di industria 4.0, dell’educazione e della formazione permanente e dalla normativa. Ci sarà infine una focalizzazione sui settori strategici e sui casi abilitanti, a partire dalle potenzialità per la certificazione e la tutela del Made in Italy. “Nessun paese deve poter dire all’Italia che cosa deve fare. I paesi europei devono lavorare insieme, senza che nessuno si permetta di essere dominante”, osserva Cioffi.

Della squadra che lavorerà sulla strategia per la blockchain fanno parte Giorgio Angiolini, head of Marketing portfolio di Italtel, Marcella Atzori, membro del Consiglio Direttivo del Blockchain & Society Policy Research Lab dell’Università di Amsterdam, Tamara Belardi, docente di “Diritto comparato delle nuove tecnologie: Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things” presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Telematica Internazionale UniNettuno, Francesco Bruschi, cofondatore dell’Osservatorio dell’Osservatorio sulle Blockchain del Polimi, Stefano Capaccioli, Dottore commercialista e revisore legale dal 1995, specializzato in Bitcoin e criptovalute,  Massimo Chiriatti, co-estensore del Manifesto #BlockchainItalia, Monica Cirillo del Comitato Direttivo nazionale dell’Adusbef, Gianluca Comandini, co-fondatore dell’associazione di categoria Assobit e la società di consulenza e sviluppo Blockchain Core, Mauro Conti, Professore Ordinario di Sicurezza Informatica all’Università di Padova, Ernesto Damiani, professore ordinario presso il Dipartimento d’Informatica dell’Università degli Studi di Milano, Vincenzo Di Nicola, Co-Ceo di Conio, Stefano Epifani, Presidente del Digital Transformation Institute, Fernanda Faini, dottoressa di ricerca (PhD) in diritto e nuove tecnologie presso l’Università di Bologna,  Luigi Gabriele, public affairs specialist presso Adiconsum, Massimo Giuliano, docente e coordinatore del Master Universitario. “Nuove tecnologie nei servizi finanziari” della Fondazione Inuit, Lorenzo Giustozzi, presidente dell’Associazione BlockchainEdu, Renato Grottola, componente della commissione UNI/CT 532 “Blockchain e Tecnologie per la gestione distribuita dei Registri Elettronici (Distributed Ledger)”, Fabio Lecca, professore a contratto per l’Università di Tor Vergata e relatore di numerose tesi di Ingegneria Informatica all’Università Roma Tre, Aldo Peter Lo Castro, Partner e Cto di Scytale, Giuseppe Mauri, Dal 2001 in Rse, Ricerca sul Sistema Energetico SpA, Marco Monaco, Leader del Competence center Blockchain di Pwc Italia,  Gian Domenico Mosco, professore ordinario di diritto commerciale presso il Dipartimento di giurisprudenza di università Luiss Guido Carli di Roma, Michele Nastri, Presidente del Consiglio di amministrazione di Notartel, Gilberto Nava, partner presso Chiomenti, Co-Chair Dipartimento IP, Tmt, Data Protection, Martino Maurizio Pimpinella, Presidente dell’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento, Laura Emilia Maria Ricci, professore associato presso l’università di Pisa, Fulvio Sarzana, avvocato e autore di diverse monografie nel settore del diritto delle nuove tecnologie e di più di 100 articoli su riviste specializzate, Massimo Savioli, responsabile delle Iniziative per l’Innovazione di InfoCamere, Federco Tenga, Co-founder e Coo presso Chainside, Marco Vitale, fondatore e Ad di Foodchain Spa.

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