IL WHITE PAPER

Intelligenza artificiale su misura di imprese italiane, ecco le linee guida

Anitec-Assinform pubblica il documento sulla tecnologia chiave per la competitività del Paese: policy, regulation e applicazioni aziendali in grado di superare gli ostacoli e spingere l’adozione anche fra le Pmi. Il presidente Marco Gay: “Puntare sulla collaborazione pubblico-privato”

20 Apr 2022

L. O.

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Il mercato italiano dell’Intelligenza artificiale valeva circa 330 milioni nel 2021 ed è destinato a crescere a una media del 22% nel triennio 2022-2024. Ma ancora non basta: la sua adozione rimane al di sotto del suo potenziale. Serve un’accelerazione in grado di superare gli ostacoli, creando cultura e consapevolezza sulle opportunità di business abilitate dalla tecnologia. Parte da qui il nuovo White Paper pubblicato da Anitec-Assinform che delinea le tre direttrici di sviluppo del settore: regolazione, prospettive tecnologiche e applicazioni aziendali. Nello studio vengono inoltre raccolti alcuni casi studio in una serie di settori, dal farmaceutico al manifatturiero, fino al Legal Tech.

Intelligenza artificiale strategica per l’Italia

“L’Intelligenza Artificiale è sempre più una risorsa strategica per le aziende, un abilitatore di trasformazione digitale per aumentare la produttività sfruttando i dati – dice il presidente Anitec-Assinform Marco Gay -. Siamo chiamati a mettere le basi per costruire un’economia technology-enabled che renda l’Italia un paese competitivo sulla scena globale. Il Pnrr costituisce una straordinaria opportunità per modernizzare il Paese puntando sulle nuove tecnologie, come l’Intelligenza artificiale, grazie al contributo di esperienza e conoscenza del settore Ict”.

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Il White Paper, dal titolo “L’IA a tre dimensioni. Approfondimenti su policy, tecnologie ed esperienze aziendali” segue il primo documento pubblicato da Anitec-Assinform nel 2021, che illustrava il potenziale strategico dell’Intelligenza Artificiale nell’Italia post-pandemica. Il nuovo documento, oltre alle linee guida per l’evoluzione della tecnologia, approfondisce il tema dell’AI in azienda, analizzando il sentiment dell’industria Ict sull’IA, il tema delle skills e raggruppando una raccolta di casi d’uso di soluzioni di Intelligenza artificiale.

Spinta agli investimenti aziendali

L’esigenza di rafforzare gli investimenti in IA potrà essere risolta anche grazie alle iniziative che verranno messe in campo a valle dell’approvazione della strategia sull’AI varata dal Governo. Si tratta di un documento importante che si muove nel solco delle scelte di altri paesi: secondo l’Artificial Intelligence Index 2021 Annual Report dell’Università di Stanford, nel 2017 si contavano solo cinque strategie nazionali per l’Intelligenza Artificiale, mentre a dicembre 2020 ne erano state pubblicate 32 da altrettanti paesi e 22 erano in corso di sviluppo.

Al centro del nuovo lavoro la definizione di un quadro di regole che sostenga l’innovazione, limitando gli oneri di compliance a carico delle imprese in particolare delle Pmi. A tal fine, viene ribadita l’importanza di chiarire in maniera puntuale l’ambito di applicazione e coordinare la disciplina con altre normative già vigenti o in corso di definizione a livello europeo.

Formazione e competenze manageriali

Dal White Paper si evince che le aziende adottano sempre più di frequente soluzioni di IA, ma l’utilizzo di questa tecnologia rimane ancora al di sotto del suo potenziale. Da qui scaturisce la necessità di agire sulle competenze manageriali e sulla formazione di alto livello affinché il sistema produttivo abbracci definitivamente l’AI. Serve creare cultura e consapevolezza sulle opportunità di business abilitate dall’Intelligenza artificiale.

A tal proposito, Anitec-Assinform evidenzia alcune proposte per favorire l’adozione di soluzioni di AI nel sistema produttivo italiano che riguardano anche il ruolo di questa tecnologia all’interno del piano Transizione 4.0 per la trasformazione digitale dell’industria manifatturiera del Paese.

Inoltre, è fondamentale dare impulso ai Data Spaces, che sono il collante degli ecosistemi digitali e il punto su cui è possibile generare e utilizzare l’AI. In aggiunta, i fornitori di Intelligenza artificiale dovrebbero essere stimolati a essere anche formatori, permettendo una formazione on the job direttamente collegata ai bisogni dell’azienda cliente.

Collaborazione pubblico-privato

“Nei prossimi anni tecnologie come Intelligenza artificiale, blockchain, Big data e cybersecurity saranno sempre più centrali per la trasformazione digitale del sistema produttivo – spiega ancora Marco Gay -. L’accelerazione imposta dalla pandemia apre nuovi spazi di investimento, sollecitando la curiosità, la creatività delle imprese e alimentando la ricerca di nuova innovazione di prodotto e di processo. Anche la PA potrà sfruttare questa tecnologia per modernizzarsi e offrire servizi adatti ai bisogni dei cittadini. L’IA sarà realmente a portata di mano”.

Per questo sarà necessario che il nuovo regolamento europeo, dice Gay, garantisca la tutela dei diritti fondamentali delle persone e prevenga i rischi di usi impropri dell’AI. “Ma dovrà anche stimolare l’innovazione delle imprese europee e renderle competitive a livello mondiale. L’Italia – con il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale 2022-2024 – ha oggi l’occasione di fare la sua parte, creando le condizioni per rafforzare l’ecosistema italiano AI che è ricco di eccellenze e promuovere una solida collaborazione pubblico-privato”.

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