Intelligenza artificiale, Aspen Institute detta la linea per il futuro - CorCom

INNOVAZIONE

Intelligenza artificiale, Aspen Institute detta la linea per il futuro

Presentato in occasione dell’Ethics and Artificial Intelligence conference il documento programmatico per uno sviluppo equilibrato della tecnologia: “Valorizzare i big data rispettando la vita delle persone”. A Roma un osservatorio ad hoc targato Tim e Intesa Sanpaolo

24 Set 2021

F. Me

Intelligenza artificiale e etica, un binomio che impatta nelle decisioni aziendali, poiché da un lato fornisce importanti strumenti ai manager, mentre dall’altro si pone il problema del rispetto sull’utilizzo di tali dati. Il documento prodotto dalla Ethics and Artificial Intelligence conference che si è tenuta all’Hilton Molino Stucky di Venezia per Aspen Institute analizza in cinque capitoli il legame tra tecnologia e rispetto nel suo utilizzo: “Intelligenza artificiale e sfide etiche per il business e l’economia”, “La regolamentazione dell’Intelligenza artificiale tra libertà e dignità”, “Limiti tecnici e morali dell’Intelligenza artificiale in ambito aziendale”, “Educazione e informazione per la cittadinanza digitale”, “Il paradigma del cambiamento dei business models abilitati dai cambiamenti digitali e le applicazioni dell’Intelligenza artificiale”.

Nel corso dei capitoli si propone il bilanciamento e il rispetto dell’utilizzo dei dati, cercando di fornire le linee guida per comprendere quali siano i “paletti” da rispettare o da porre. Perché se da un lato è possibile usufruire di migliaia di dati, c’è dall’altro il bilanciamento di un utilizzo consapevole. Nel corso dell’introduzione è stato infatti proposto proprio il tema dell’era post Covid, un’era dei big data, da interpretare e valorizzare al meglio, senza invadere la vita delle persone. Un problema macro a livello economico, perché nel caso di scelte sbagliate, o di mancati utilizzi, il rischio per i manager, è stato più volte ripetuto, è di portare le aziende “fuori dal mercato, perché non in grado di effettuare le giuste strategie”.

Il progetto Tim-Intesa Sanpaolo

In occasione della conferenza l’Ad di Tim, Luigi Gubitosi, ha annunciato la creazione di un osservatorio sull’AI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. “Per affrontare il tema legato a etica e intelligenza artificiale – ha detto il manager – con Intesa Sanpaolo abbiamo creato un Osservatorio permanente a Roma”. L’osservatorio, che sarà guidato da Angelo Petroni segretario generale dell’Aspen, “sarà aperto al contributo di università e altre soggetti che vogliono collaborare per fare dell’Intelligenza Artificiale un fattore di progresso sociale ed economico per un nuovo modello di sviluppo digitale, ecologico e inclusivo”.
“Intesa Sanpaolo ha grande interesse per l’intelligenza artificiale”, ha fatto eco Stefano
Lucchini, chief institutional affairs and external communication officer della banca. “Grazie al suo impiego abbiamo la possibilità di fornire servizi migliori. Inoltre, come banca sistemica, lavoriamo perché metta al centro le persone e quindi l’educazione è di importanza fondamentale”, ha spiegato aggiungendo che la banca sta  lavorando su tutta la parte di advocacy relativa all’impiego  dell’intelligenza artificiale.
“Stiamo lavorando perché tutto venga applicato mettendo le persone al centro e che l’intelligenza artificiale possa essere utile per a una programmazione economica e sociale che ci consenta di essere più efficienti nell’affrontare le sfide di domani – ha puntualizzato – Ci  impegneremo per una significativa maggiore coesione con
tutte le parti coinvolte nell’adozione di linee guida”.

L’intervento del ministro Bianchi

Alla conferenza è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. “Sull’intelligenza artificiale il reskilling della popolazione e la preparazione dei giovani,
vanno intesi diversamente ma in maniera chiara – ha detto – Noi stiamo lavorando con il piano nazionale di rilancio per ridefinire per i ragazzi la capacità di non esser solo data scientist, ma anche utilizzatori di data”.
“Si pensi a quanti dati ci sono in ospedale, si pensi a quando ci si faceva male a un dito, raggi, lastra – ha spiegato Bianchi – Oggi facciamo una tac abbiamo moltiplicato per
diecimila la modalità di utilizzo di questi dati e il tema riguarda tutte le professionalità”.
“Dalla scuola primaria fino all’università – ha aggiunto – lavoriamo per permettere di crescere utilizzatori in modo ottimale dei dati, di usare la conoscenza in tutti i contesti
cui le nuove generazioni avranno accesso sia da gestori delle informazioni che da utilizzatori delle stesse”.

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