Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

LA RICERCA

Intelligenza artificiale, Capgemini: “Serve un approccio più etico”

Sarebbe quella della trasparenza sarebbe l’unica strada per conquistare la fiducia del pubblico e spianare la via alle nuove applicazioni

05 Lug 2019

Silvia Preti

L’intelligenza artificiale può cambiare radicalmente il mondo in cui viviamo. Ma per farlo deve prima conquistare la fiducia e la fedeltà del grande pubblico. Parola chiave: etica. E’ quanto emerge dal nuovo studio “Why addressing ethical questions in AI will benefit organizations” del Capgemini Research Institute, che ha intervistato 1,580 dipendenti, 510 organizzazioni e 4,400 consumatori per capire il loro approccio all’utilizzo dell’AI da parte delle organizzazioni.

E il risultato è stato categorico, c’è bisogno di un atteggiamento più etico da parte delle aziende. Etica e trasparenza stanno diventando ormai condizioni imprescindibili per ottenere la fiducia delle persone, sia che si tratti di consumatori, di dipendenti o cittadini che si interfaccino con questa tecnologia. E da quanto emerge dallo studio, sembra proprio che le aziende che faranno un uso etico dell’intelligenza artificiale verranno premiate. Il 62% dei consumatori intervistati riporrebbe infatti una maggiore fiducia in un’azienda con sistemi di IA percepiti come etici, mentre il 61% sarebbe addirittura disposto a condividere le sue esperienze positive con amici e familiari.

Il 59% degli intervistati, poi, ha dichiarato che l’uso etico dell’AI incrementerebbe il proprio grado di fidelizzazione a quell’azienda.

Nel caso contrario, qualora cioè l’interazione con i sistemi di AI portasse problemi di questo tipo, il 41% degli intervistati non lascerebbe certo perdere, ma si lamenterebbe, il 36% richiederebbe una spiegazione e il 34% smetterebbe di rivolgersi all’azienda in questione.

Se i consumatori sono fermi sull’indiscutibile importanza del fattore etico, sul fronte aziende c’è senz’altro ancora molto da fare. I dirigenti di 9 aziende su 10 ritengono, infatti, che l’utilizzo dell’AI abbia generato negli ultimi 2-3 anni, problemi etici soprattutto per quanto riguarda il trattamento della raccolta di dati senza il consenso del pazienti proprio in settori altamente sensibili come quello sanitario o quello bancario e assicurativo, a causa dell’eccessivo utilizzo di machine-led senza aver avvisato preventivamente il cliente.

Di conseguenza il 51% dei dirigenti ha preso coscienza del fatto che garantire l’etica e la trasparenza dei sistemi di AI sia ormai determinante e il 41% dei dirigenti senior riferisce di aver abbandonato completamente i sistemi di AI che sollevino problemi di fiducia e trasparenza.

E non è tutto. A dimostrazione della sempre maggior bisogno di etica, il 76% degli intervistati ha dichiarato che dovrebbe esserci una regolamentazione aggiuntiva sull’utilizzo dell’AI da parte delle aziende.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Aziende

C
capgemini

Approfondimenti

I
intelligenza artificiale

Articolo 1 di 5