IL SUMMIT

Intelligenza artificiale e Data Act: a che punto è la Ue

Nel Consiglio dei ministri delle Tlc riflettori sull’andamento dei lavori del pacchetto di norme proposte dalla Commissione. Sul tavolo anche il dossier sulla transizione verde guidata dalle tecnologie: “Servono metodologie paneuropee per misurare l’impronta ambientale digitale e obiettivi concreti al 2030”

03 Giu 2022

F. Me.

italia, europa

Assist dei ministri delle Telecomunicazioni europei ai pacchetti legislativi proposti dalla Commissione Ue relativi a Intelligenza artificiale, identità digitale e legge sui dati. Nella riunione odierna del Consiglio Ue inoltre i governi hanno dato orientamenti a Bruxelles sulla Transizione verde e digitale.

Mentre sui primi tre fascicoli legislativi si è fatto il punto sui progressi compiuti approvate le relative relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori presentate dalla presidenza ceca, sull’ultimo punto il focus è stato più puntuale

I ministri  infatti discusso di come misurare e valutare l’impatto ambientale della tecnologia digitale e delle regole per lo sviluppo soluzioni sostenibili al servizio della transizione verde.

Più specificamente i ministri hanno evidenziato la possibilità di mettere in atto, a livello europeo, metodologie per misurare l’impronta ambientale digitale e la definizione di obiettivi concreti che la Ue dovrebbe porsi entro il 2030.

In quest senso il Consiglio ha sottolineato che, mentre l’uso intelligente delle tecnologie digitali pulite può fungere da fattore chiave della strategia per il clima, della sostenibilità ambientale e del conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, il settore Ict deve  impegnarsi a garantire la progettazione e la diffusione di prodotti ecologicamente corrette. “L’Europa può competere a livello mondiale nel mercato delle tecnologie verdi, in particolare promuovendo tecnologie innovative efficienti sotto il profilo energetico e sostenibilità ambientale”, si legge nella nota finale del Consiglio.   

Intelligenza artificiale

Per quanto riguarda la proposta di legge sull’intelligenza artificiale, il Consiglio ha fatto il punto sui progressi compiuti e ha approvato una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori presentata dalla presidenza. Il progetto di regolamento presentato dalla Commissione europea nell’aprile 2021 è un elemento chiave della politica dell’U volta a promuovere lo sviluppo e l’adozione, a livello europeo, di un’intelligenza artificiale (AI) affidabile che rispetti i diritti fondamentali.

WHITEPAPER
[White Paper] TEST più semplici e completi per i tuoi software: l'AI fa la differenza
Automotive
Intelligenza Artificiale

La proposta stabilisce un quadro giuridico uniforme e orizzontale per l’AI che mira a:

  • garantire che i sistemi immessi sul mercato dell’Ue e utilizzati nell’Unione europea, anche da fornitori di paesi terzi, rispettino i valori dell’Unione europea e le leggi vigenti in materia di diritti fondamentali
  • garantire la certezza del diritto per facilitare gli investimenti e l’innovazione
  • migliorare la governance e l’effettiva applicazione della normativa vigente in materia di diritti fondamentali e requisiti di sicurezza applicabili ai sistemi

I ministri hanno sostenuto i principali obiettivi della proposta.

Quadro per un’identità digitale europea

Anche sulla creazione di un’identità digitale europea, il Consiglio ha sostenuto i principali obiettivi della proposta della Commissione.

Il nuovo quadro proposto modificherà il regolamento del 2014 sull’identificazione elettronica e  sui servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno (regolamento eIDAS), che aveva gettato le basi per un sistema per l’accesso sicuro ai servizi e l’esecuzione di transazioni online e transfrontaliere nell’Ue.

La proposta mira a garantire l’accesso universale delle persone e delle imprese all’identificazione e all’autenticazione elettroniche sicure e affidabili mediante un portafoglio europeo di identità digitale. Questo portafoglio dovrebbe essere riconosciuto dal settore pubblico dell’Ue e dai fornitori di servizi privati che richiedono un’autenticazione forte degli utenti e dalle grandi piattaforme online. La proposta crea inoltre un quadro giuridico per lo scambio di attributi di identificazione e informazioni legate all’identità. Prevede il controllo dell’utente e la protezione dei dati e la condivisione mirata dei dati identificativi limitatamente alle esigenze dello specifico servizio richiesto.

Data Act

Il Consiglio ha fatto il punto sui progressi compiuti nella proposta di regolamento relativo a norme armonizzate in materia di accesso equo ai dati e di loro uso.

Gli obiettivi principali di tale proposta sono garantire l’equità nella ripartizione del valore dei dati tra gli attori dell’economia dei dati e promuovere l’accesso ai dati e il loro utilizzo. Si tratta di un atto legislativo orizzontale che dovrebbe presto essere integrato da una legislazione complementare per settori specifici. “La proposta legislativa rappresenta pertanto un passo importante nello sviluppo dell’economia europea dei dati – spiega la nota del Consiglio – I ministri hanno sostenuto i principali obiettivi della proposta e hanno preso atto della relazione sui progressi compiuti”.

Altre attività

La presidenza ceca ha informato i ministri sullo stato di avanzamento di altre proposte legislative, tra cui e-Privacy, percorso vero il Decennio digitale, la Nis 2 nonché sui lavori relativi alla definizione di una Dichiarazione europea dei diritti e dei principi digitali per il decennio digitale.

Inoltre, la presidenza e altre delegazioni hanno informato i ministri in merito alla conferenza plenipotenziaria dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni che si terrà a Bucarest dal 26 settembre al 14 ottobre 2022.

Il commento del ministro Colao

La sostenibilitaà ambientale dei data center e del cloud è  al centro dell’agenda dei ministri europei delle telecomunicazioni. E’ quanto ha indicato il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, a margine del Consiglio Tlc a Lussemburgo. “Sappiamo che succederà qualcosa se non interveniamo sulla sostenibilità ambientale dei data center e del cloud. Quindi si è discusso di come misurare” in modo uniforme l’energia e le emissioni prodotte nel settore e “quali interventi cominciare a pensare per rendere i data center sostenibili e utilizzare l’energia che assorbono, per esempio quella della dissipazione di calori per altri scopi come il riscaldamento.

Nel corso della riunione odierna i ministri hanno anche discusso i cicli di vita delle apparecchiature tech. “Dovremo pensare a una serie di normative che aiutino a riciclare di piu'”, ha sottolineato Colao facendo riferimento ai caricabatterie per smartphone, laptop o tablet, “allungare la vita utile delle apparecchiature che usiamo ed eliminare il fenomeno dell’obsolescenza programmata”. “Questo – ha aggiunto – comporta poi un risparmio di materiali”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5