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Intelligenza artificiale e metaverso, Urso: “Presto un disegno di legge”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy: “Serve una regolamentazione più in sintonia con le nuove frontiere della tecnologia per garantire una vera libertà di scelta agli utenti. Occorre vigilare”

Pubblicato il 23 Mar 2023

Adolfo Urso

“Dei diversi organici disegni di legge che presenteremo ce ne sarà uno che riguarderà l’impresa futura e non solo metaverso e piattaforme, serve una regolamentazione più in sintonia con le nuove frontiere della tecnologia per garantire una vera libertà di scelta agli utenti e per questo serve trasparenza nelle metodologie usate dalle aziende”. Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, nel corso del suo intervento alla Relazione annuale dell’Auditel. Trasparenza e libertà di scelta anche al centro delle parole del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini secondo cui serve che i media nazionali possano “avere accesso gratuitamente ai dati raccolti dalle piattaforme online sull’utilizzo dei loro contenuti per offrire agli utenti un’esperienza ottimale e migliorare i propri servizi”.

La Relazione Auditel 2023

Allarga lo sguardo non solo alla tv italiana, ma all’intero mercato digitale, l’incontro in occasione della presentazione della “Relazione annuale Auditel 2023 – Globalizzazione, mercato, sistemi di misurazione: il ruolo dei jic nel nuovo contesto mediatico“.

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“Serve una iniezione massiccia di trasparenza nel mercato digitale – dice Urso – Penso agli algoritmi e ai sistemi di raccomandazione, senza che ci sia chiarezza su come agiscono. C’è il tema delle applicazioni di intelligenza artificiale. Occorre vigilare rendendo trasparenti le logiche dei sistemi di raccomandazione”.

Barachini accende un riflettore sul ruolo di editori e piattaforme sostenendo che “dovrebbero collaborare perché siano premiate le fonti accurate, affidabili e le notizie di interesse collettivo che favoriscono la partecipazione alla vita pubblica e sociale, anziché il sensazionalismo, il gossip e la disinformazione”. “Il mio Dipartimento – evidenzia l’esponente di Governo – vuole porsi come un ponte per facilitare il dialogo tra editori e piattaforme online, nell’interesse di tutti, ma soprattutto della parte oggi più debole, che sono i nostri media nazionali. E sarebbe, a mio avviso, auspicabile – osserva – che questi possano avere accesso gratuitamente ai dati raccolti dalle piattaforme online sull’utilizzo dei loro contenuti, ovviamente in conformità al quadro giuridico esistente in materia di privacy e data protection, al fine di poter offrire agli utenti un’esperienza ottimale e migliorare i propri servizi, considerata l’importanza che l’informazione riveste per la salute della nostra democrazia”.

Il ruolo del Joint Industry Committee

Al centro dello scenario Auditel emerge il ruolo del Joint Industry Committee, l’organismo a controllo incrociato che, come nel caso di Auditel, riunisce tutte le componenti del mercato televisivo (broadcasters, investitori pubblicitari, agenzie e centri media). Secondo il Presidente di Auditel, Andrea Imperiali, spiccano nel mercato audiovisivo internazionale “rilevanti fenomeni di concentrazione e consolidamento che riguardano sia gli Stati Uniti sia l’Unione Europea”.

Sullo stesso mercato globalizzato dei contenuti, secondo il rapporto si intrecciano oggi sei diversi settori: la TV (nelle sue tradizionali articolazioni news, broadcast e sport), lo streaming (Svod, Avod, e Fast), il digital (social media e advertising), i videogames (sempre più convergenti), l’hardware (produttori di Smart TV) e il cinema (gli studios tradizionali). Lo scenario competitivo, avverte il report, “è più complicato e agguerrito e mette a rischio la democrazia digitale”.

Centralità della TV in streaming

La TV in streaming, in particolare, conferma di essere il palcoscenico globale della sfida in atto fra i giganti statunitensi che muovono tutti alla conquista dell’Europa e dell’Asia e, pur di acquisire quote rilevanti di abbonati, adottano politiche di prezzo sempre più competitive.

Nella Ue, in risposta alla crescita degli oligopolisti digitali globali, si comincia ad assistere ai primi fenomeni di consolidamento cross-country tra i campioni nazionali della TV commerciale.

Tuttavia, come si evince dalla Relazione Auditel, la competizione tra soggetti che agiscono sullo stesso mercato e si contendono gli utenti finali prosegue, per molti aspetti, in condizioni di concorrenza ancora asimmetriche e non sempre eque né uniformi. E qui emerge l’importanza del Jic, il modello indicato da Agcom come perno della convergenza delle metriche e del presidio del mercato in termini di trasparenza, indipendenza e inclusività di tutti i soggetti. Soprattutto in Italia, dove la TV esercita un ruolo chiave.

Si modificano i flussi dei ricavi online

Per Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati la Relazione annuale Auditel “restituisce una fotografia del profondo cambiamento in atto ormai da diversi anni dello scenario dei media, grazie a un’evoluzione tecnologica che continua ad avanzare in modo esponenziale. Sebbene la tv rimanga il mezzo di comunicazione di massa più diffuso in Europa, la diffusione delle informazioni avviene sempre più attraverso il web. Accade così che questa costante e progressiva migrazione verso l’attività online stia modificando i flussi dei ricavi online. In tal senso, si conferma il ruolo sempre più importante che rivestono i sistemi di rilevazione degli indici di ascolto”.

Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, ha rilevato che “sovranità digitale significa regolamentazione dello sviluppo tecnologico. In base alla proposta di legge a mia prima firma approvata all’unanimità alla Camera, e ora al vaglio del Senato, l’Agcom dovrà coordinare la vigilanza e l’irrogazione di provvedimenti, posto che la pirateria colpisce la formazione del mercato legale. La digitalizzazione deve essere sempre più un mezzo di democrazia in grado di garantire crescita e sviluppo”.

Per Giacomo Lasorella, Presidente di Agcom “il tema della misurazione degli indici d’ascolto è un aspetto centrale. La Relazione odierna ci consegna un fenomeno di grande concentrazione delle piattaforme nel mercato dello streaming. Di qui la necessità di individuare nuovi strumenti di rilevazione secondo regole condivise e trasparenti in una logica cross mediale e di Total Audience”.

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