Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL REPORT

Intelligenza artificiale, ecco la mappa europea dei talenti

Secondo lo studio “AI talent in the Labour market” di LinkedIn, la distribuzione geografica e demografica dei lavoratori attivi nel settore è molto disomogenea. Uk, Germania e Francia ospitano la metà di tutti gli specialisti del Vecchio Continente. L’Italia si posiziona a un livello medio-basso con appena il 7,32% degli esperti operativi

28 Nov 2019

Domenico Aliperto

I talenti attivi nell’ambito delle Intelligenze artificiali (Ia) sono distribuiti in maniera disomogenea, sia a livello geografico che a livello demografico. A dirlo è uno studio LinkedIn generato dall’Economic Graph, che delinea nuovi spunti basati su dati oggettivi sulle dinamiche che connettono l’emergere delle Ia e il mercato del lavoro. Il nuovo report “Ai talent in the Labour market” dedicato alle ultime tendenze relative ai talenti operanti nell’ambito delle Intelligenze Artificiali in Europa e in Italia dimostra quanto le giuste politiche da adottare in questo settore possono cambiare in positivo lo scenario attuale.

Il rapporto prende in esame la distribuzione e la concentrazione relativa ai talenti e alle competenze legate alle Ia negli stati membri dell’Ue, in diversi territori e contesti demografici. Con talento nell’ambito delle Ia si intendono gli individui che hanno sia competenze sia nell’ambito del calcolo statistico che di analisi dei big data, entrambe necessarie per costruire ed eseguire gli algoritmi che alimentano le tecnologie di Ia.

Analizzando alcuni tra i dati principali, emerge che solo tre paesi in Europa ospitano da soli la metà di tutti i professionisti che operano nel settore delle Ia, ovvero Regno Unito (24%), Germania (14%) e Francia (12%). Altri paesi che attraggono un buon numero di talenti in questo ambito, sono Irlanda, Finlandia, Cipro, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi. La ricerca rivela, inoltre, che l’Europa è in evidente ritardo rispetto agli Stati Uniti. Gli Usa assumono il doppio delle persone qualificate per le Ia rispetto ai paesi membri dell’Unione Europea, nonostante la forza lavoro totale sia solo la metà di quella europea.

L’intelligenza artificiale nei settori industriali

Prendendo in esame il talento nell’ambito delle Ia da un punto di vista industriale, vediamo che due terzi delle persone con competenze in materia di Ia lavorano nel settore tecnologico (Ict) o in ambito accademico. Le conoscenze e le tecnologie legate all’intelligenza artificiale non sono ancora diffuse in molti segmenti dell’economia europea – vediamo che altri settori sono sottorappresentati quando si tratta di talenti Ia. Inoltre, è emerso anche che la distribuzione del talento nell’abito delle Intelligenze Artificiali risulta disomogenea anche a seconda del sesso, del livello d’istruzione e demografico.

Con il fine di trasformare l’Unione Europea in un’area leader nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, e allo stesso tempo con l’obiettivo di rendere più equilibrata la distribuzione dei talenti del settore in tutti gli ambiti socioeconomici e geografici, i responsabili politici hanno oggi il dovere di agire per rendere più stabili e “nutrire” gli ecosistemi di Intelligenza Artificiale in Europa.

Infatti, gli ecosistemi industriali dell’Ia favorirebbero una maggiore diffusione nell’ambito della ricerca teorica e applicata, contribuirebbero alla diffusione delle competenze in materia di Ia nei vari programmi di studio e a diversi livelli di istruzione. Monitorando le modalità di acquisizione delle competenze in materia di intelligenza artificiale in tutta l’Ue, e gestendo in maniera idonea la definizione di parametri di riferimento tra i paesi, si potrebbe contribuire anche a determinare se le attuali disparità possono essere collegate alle politiche comunitarie esistenti – o all’assenza di tali politiche. Senza questo tipo di approccio, l’intelligenza artificiale potrebbe diventare un nuovo fattore di disuguaglianza in Europa, il che rischia di compromettere i principi chiave del progetto europeo.

La distribuzione geografica dei lavoratori attivi nell’ambito dell’AI

La presenza di lavoratori operanti nell’ambito delle Intelligenze Artificiali varia in modo significativo tra gli Stati membri dell’Unione Europea. La maggior parte dei talenti dell’Ia è concentrata in Europa occidentale e le competenze relative alle Ia sono una risorsa più rara nell’Europa centrale e orientale. Anche la disparità geografica all’interno dell’Europa occidentale è a sua volta netta. La metà di tutti i lavoratori attivi nel campo delle Intelligenza artificialI in Europa ha sede in soli tre paesi: Regno Unito (24%), Germania (14%) e Francia (12%). Il Regno Unito è in testa con un margine significativo, con quasi un quarto di tutti i talenti in Europa, anche se la sua popolazione attiva rappresenta solo il 13,4% della forza lavoro totale dell’Europa. In questa classifica, l’Italia si posizione ad un livello medio-basso con appena il 7,32% sul totale, ovvero con un valore tre volte inferiore rispetto al Regno Unito, e metà della Germania.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Aziende

L
linkedin

Approfondimenti

I
intelligenza artificiale

Articolo 1 di 5