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STRATEGIE

Intelligenza artificiale ed ecosistemi aperti, ecco le nuove sfide di Sharp

Dopo l’acquisizione da parte di Foxconn, all’Inspire Expo di Edimburgo l’azienda delinea la strategia per il B2B: display interattivi con prestazioni senza compromessi, sistemi avanzati di collaboration e gestione documentale a misura di media impresa. E per lo smart office arriva anche l’assistente virtuale

22 Gen 2018

Domenico Aliperto

Se si parla di Sharp, a livello globale gli occhi sono tutti puntati sugli effetti che sta producendo l’acquisizione da 3,8 miliardi perfezionata nel 2016 dal colosso Foxconn: economie di scala, maggiori risorse da investire in R&D, sinergie sul piano delle partnership e delle forniture internazionali, con particolare riferimento ai monitor e alle videocamere 8K e agli schermi Oled che potrebbero equipaggiare le prossime generazioni di iPhone. Ma se si restringe il campo alla regione europea, e si sposta l’attenzione sulle attività più innovative – quelle che sfruttano le soluzioni hardware (video, stampa, ma anche l’imminente gamma dei prodotti IoT) per creare soluzioni di collaboration e smart office – si scopre che l’Italia, grazie a un approccio aperto maturato con partner e dealer, si sta conquistando un ruolo strategico nello sviluppo di modelli di business che saranno esportati anche in mercati come Germania, Gran Bretagna e Francia.

Di sicuro il capitolo tricolore può disporre del portfolio rinnovato grazie alle risorse provenienti da Foxconn, che ha messo a disposizione di Sharp oltre 310 milioni di euro per le soluzioni business (Document e Visual Solutions), altrettanti 310 milioni per l’elettronica di consumo e circa 63 milioni di euro perle Energy Solutions. Ma è anche grazie al software, ai Big data e all’intelligenza artificiale – oltre alle nuove competenze coltivate insieme al canale – che la proposizione di Sharp sta evolvendo verso l’offerta di un’esperienza a tutto tondo rispetto alla quale l’hardware, per certi versi, è un di cui. Ne ha parlato Carlo Alberto Tenchini, Direttore Marketing e Comunicazione di Sharp Business Systems Italia in occasione dell’Inspire Expo,evento che si è tenuto la scorsa settimana a Edimburgo, durante il quale il top management europeo, compreso il presidente Jeff Ashida, ha incontrato partner, stampa e analisti provenienti da 40 Paesi per fare il punto della situazione in queste prime fasi dell’era Foxconn.

“I nuovi progetti e le loro implementazioni trovano maggiori riscontri in Italia e nei Paesi scandinavi”, ha confermato Tenchini, che parlando del piano One Sharp, avviato due anni fa, ha spiegato come vendor e partner lavorino ormai gomito a gomito per la realizzazione di soluzioni smart office a misura delle imprese, tipicamente organizzazioni di medie dimensioni, dai cento ai cinquecento collaboratori.

“Il quartier generale è in contatto diretto con gli innovation specialist, figure appositamente formate che all’interno delle organizzazioni dei dealer fungono da tramite per la realizzazione di progetti sviluppati a quattro mani. È una comunità che si riunisce ogni tre mesi per discutere e condividere best practice e competenze, un gruppo di lavoro che cresce nel tempo e a cui abbiamo dedicato addirittura una mobile app ad hoc. L’obiettivo è riuscire a mettere insieme 50 strategic partner che siano in grado di trattare e offrire tutti i servizi in portafoglio, dal visual (con display interattivi ad altissima definizione, ndr) alle unified communication (proposte non solo come combinazione di hardware e software, ma anche come vere e proprie soluzioni di arredo, sia per le riunioni, sia per la formazione, ndr), passando per la gestione documentale a prova di Gdpr e la nuova proposizione che sfrutta Big data e intelligenza artificiale”. Non a caso le parole d’ordine di Sharp sembrano essere diventate ‘ambiente aperto’ ed ‘ecosistema’.

Una delle novità mostrate durante l’evento scozzese è proprio l’elemento unificante di questo approccio: un assistente virtuale, al quale ci si può rivolgere esprimendosi a voce in linguaggio naturale (per ora in inglese e in tedesco) per gestire – o meglio: far gestire – tutte le funzionalità che display, stampanti e sistemi di videoripresa mettono a disposizione delle imprese che aspirano a far evolvere l’esperienza dei propri collaboratori in chiave smart working. Ipotizzando per esempio una videoconferenza, l’intelligenza artificiale si occupa praticamente di tutto: fa partire il meeting, verificando l’accesso effettivo dei partecipanti e impostando l’hardware con le preferenze di ciascun utente, aiuta a condividere i documenti da un capo all’altro delle location, controlla la regia e redige il verbale dell’incontro. Emblematico il fatto che il bot possa essere alimentato sia dai software sviluppati da Amazon e Google, sia da soluzioni proprietarie Sharp, “che non diventeranno il nostro core business”, ha precisato Ashida, “pur essendo ormai strategiche nel tipo di servizio che vogliamo proporre al mercato”. Un servizio sempre più su misura del cliente, che sfrutterà i capitali e la potenza di fuoco Foxconn (che a sua volta potrà fare leva sulla tecnologia e sul brand Sharp) per massimizzare le alleanze e puntare sulla customizzazione spinta. Ashida ha rivelato chiaramente i suoi obiettivi: dal Digital signage all’Industry 4.0, passando per le soluzioni in ambito Healthcare, la gestione intelligente delle immagini ad altissima definizione, con il supporto di sistemi di manutenzione predittiva, analisi di marketing e per l’appunto di assistenza virtuale, caratterizzeranno sempre di più il nuovo posizionamento del gruppo.

Alexander Hermann, che in Sharp Europe è President degli Information Systems, ha comunque ribadito che il verticale da cui si aspetta di ottenere maggior valore è quello dello smart office. “I nostri clienti sono pronti ad adottare le nuove soluzioni, perché ne vedono chiaramente i benefici. Certo, non tutto il mercato è già predisposto: non sono poche le aziende che investono molti soldi in display ultra-performanti che poi utilizzano solo per proiettare le presentazioni in Power Point durante le riunioni”. E il mondo della stampa? “Andiamo verso un business sempre più dematerializzato: secondo una ricerca condotta da Tech Pro le aziende oggi hanno più dimezzato il consumo di carta”, ha detto Ginger Finnegan, degli Sharp Labs America, spiegando che comunque la carta e i formati digitali continueranno a coesistere: l’importante è riuscire a omogeneizzare i flussi di lavoro a prescindere dal supporto. “Motivo per cui abbiamo potenziato la nostra gamma Mfp (Multi Function Printer) con dieci nuovi modelli in formato A3 dotati di un’interfaccia touch-screen personalizzabile e, nella gamma Advanced, di un sensore di movimento che rileva gli utenti in avvicinamento, tutti disponibili a partire da marzo”. L’altra novità di prodotto è la lavagna interattiva Big Pad in 4K, integrabili con altre soluzioni e fulcro delle meeting room di ultima generazione secondo Sharp.

“Nell’ottica di realizzare architetture realmente aperte non abbiamo timore di affidarci a soluzioni che provengano da altri vendor”, ha chiosato Tenchini. “La nostra missione è garantire che gli ecosistemi creati con le diverse applicazioni siano capaci di resistere e di adattarsi all’evoluzione tecnologica. L’unica accortezza che bisogna avere è scegliere partner e fornitori solidi, ed è effettivamente il tema che può frenarci quando incontriamo le startup. Le soluzioni proprietarie continueranno a essere sviluppate, naturalmente, ma solo nel momento in cui non le troveremo sul mercato”.

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