DATA ANALYSYS

Intelligenza artificiale, il Cnr automatizza la lettura dei dati del patrimonio architettonico

Finanziata attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Fesr, la piattaforma ReAD consente di effettuare analisi interpretative delle informazioni a supporto di professionisti e studiosi. Sul piatto 150mila euro

18 Ott 2022

Lorenzo Forlani

Sant'Eusebio_all'Esquilino_dopo_il_restauro_del_2021_(dritta)
E’ tutto pronto per il lancio di ReAD, progetto promosso dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura (MiC-Iccd) e dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre (RM3-Darc), selezionato nell’ambito di Lazio Innova e finanziato attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Fesr. Sul piatto 150mila euro.

Gangemi: “Best practices per facilitare la conoscenza del patrimonio”

ReAD ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio architettonico, grazie all’applicazione di tecnologie legate all’intelligenza artificiale. La sua durata è di 20 mesi. “ReAD svilupperà strumenti di intelligenza artificiale che permetteranno di avviare una trasformazione digitale nel settore dei beni architettonici”, ha spiegato Aldo Gangemi, Direttore del Cnr- Istc e coordinatore del progetto assieme a Valentina Presutti (Cnr-Istc, Università di Bologna). “Il progetto si propone di fornire best-practices e strumenti utili a facilitare la conoscenza del patrimonio architettonico esistente da parte di studiosi e professionisti, oggi poco abituati a usare programmi informatici avanzati per il proprio lavoro”, ha aggiunto Gangemi.

A chi può essere utile ReAD: storici e restauratori in prima fila

ReAD offrirà un sistema informatico avanzato utile agli studiosi di architettura per lo svolgimento del proprio lavoro, con la possibilità di effettuare analisi interpretative sui beni architettonici esistenti. La sua implementazione potrà essere messa a disposizione degli storici dell’architettura, al fine di eseguire ad esempio dei confronti stilistici e tipologici utili alla propria ricerca; o ancora, supportare architetti restauratori nel conoscere in automatico, a partire dai disegni architettonici, la consistenza degli elementi su cui intervenire in fase di restauro, velocizzando il calcolo delle spese dei lavori. L’applicazione permetterà poi la veloce individuazone di edifici cronologicamente omogenei o con determinate caratteristiche costruttive e stilistiche. Le tante interrogazioni possibili potranno sostenere agilmente anche le attività degli archivisti e dei catalogatori di beni architettonici, per rendere più agevole l’individuazione dei dati necessari e la loro immissione negli inventari e nei sistemi di catalogazione.
L’innovazione introdotta combina le più avanzate tecniche di intelligenza artificiale per il riconoscimento di fonti eterogenee nel dominio dei beni architettonici, permettendo di interrogare e combinare testi e immagini per estrapolare grandi quantità di informazioni sul patrimonio architettonico nazionale. Il rilascio dei dati all’interno del web semantico garantirà la fruibilità e l’accessibilità di tutti ai risultati del progetto ReAD. L’attività sperimentale utilizza le corpose informazioni descrittive contenute nella banca dati del Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura (https://catalogo.beniculturali.it/), già disponibili in formato aperto (linked open data), e il vasto archivio fotografico dell’Iccd sul patrimonio culturale, permettendo al progetto di partire da una base significativa di sapere sui beni architettonici.

Strumenti terminologici a disposizione del progetto

Il progetto si avvarrà inoltre di strumenti terminologici: vocabolari controllati definiti da comunità di esperti del dominio architettonico, che potranno contribuire ad una lettura omogenea e articolata della documentazione grafica e fotografica. Man mano che i sistemi computazionali verranno sviluppati, i dati estrapolati saranno resi pubblici per essere immediatamente riutilizzati dalle imprese operanti nel territorio, e potranno avere un impatto di semplificazione, a beneficio di tutti gli addetti ai lavori.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5