IL DOCUMENTO

Intelligenza artificiale, la questione etica un’unica “religione”

Firma congiunta della RomeCall for AIEthics da parte di cattolici, ebrei e musulmani. Il Papa: “Un segno di speranza. Le religioni accompagnano l’umanità nello sviluppo di una tecnologia centrata sull’uomo”

Pubblicato il 10 Gen 2023

Federica Meta

Giornalista

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Le moderne tecnologie, sempre più utilizzate in ogni ambito della società, siano al servizio e nella disponibilità di tutti, anche dei più svantaggiati. A chiederlo è stato stamane Papa Francesco che ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Incontro “AI Ethics: An Abrahamic commitment to the Rome Call”, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Fondazione RenAIssance, presso la Casina Pio IV in Vaticano.

Lodando che il Protocollo sull’intelligenza artificiale sia stato firmato quest’anno dalle religioni cosiddette “abramitiche”, cioè anche dai rappresentanti dell’ebraismo e dell’Islam oltre che del cattolicesimo, Francesco ha chiesto che “l’algoretica, ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche”.

Uno sviluppo umano e solidale per l’AI

“Ogni persona- ha detto – deve poter godere di uno sviluppo umano e solidale, senza che nessuno sia escluso. Si tratta pertanto di vigilare e di operare affinché non attecchisca l’uso discriminatorio di questi strumenti a spese dei più fragili e degli esclusi”.

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“Ricordiamoci sempre che il modo con cui trattiamo l’ultimo e il meno considerato tra i nostri fratelli e sorelle dice il valore che riconosciamo all’essere umano – ha sottolineato  Bergoglio – Si può fare l’esempio delle domande dei richiedenti asilo: non è accettabile che la decisione sulla vita e il destino di un essere umano vanga affidata ad un algoritmo”.

“La fraternità tra tutti è la condizione perché anche lo sviluppo tecnologico sia al servizio della giustizia e della pace ovunque nel mondo. Siamo tutti consapevoli di quanto l’intelligenza artificiale sia sempre più presente in ogni aspetto della vita quotidiana, sia personale che sociale. Essa incide sul nostro modo di comprendere il mondo e noi stessi. Le innovazioni in questo campo fanno sì che tali strumenti siano sempre più decisivi nell’attività e perfino nelle decisioni umane”. Bergoglio ricorda che “ogni persona deve poter godere di uno sviluppo umano e solidale, senza che nessuno sia escluso. Si tratta pertanto di vigilare e di operare affinché non attecchisca l’uso discriminatorio di questi strumenti a spese dei più fragili e degli esclusi.

Secondo il Papa “la Rome Call può essere un utile strumento per un dialogo comune tra tutti, al fine di favorire uno sviluppo umano delle nuove tecnologie. Al riguardo, ribadisco che – ha concluso Francesco – nell’incontro tra diverse visioni del mondo, i diritti umani costituiscono un importante punto di convergenza per la ricerca di un terreno comune. Nel momento presente, peraltro, sembra necessaria una riflessione aggiornata sui diritti e i doveri in questo ambito. Infatti, la profondità e l’accelerazione delle trasformazioni dell’era digitale sollevano inattese problematiche, che impongono nuove condizioni all’ethos individuale e collettivo”.

La Rome Call for AI Ethics

Pubblicato dalla Pontificia Accademia per la Vita, promosso dalla Fondazione RenAIssance e siglato per la prima volta nel febbraio 2020 anche da Microsoft, la Rome Call for AI Ethics è un documento nato per sostenere l’impegno verso lo sviluppo di tecnologie AI trasparenti, inclusive, socialmente vantaggiose e responsabili ed ora sottoscritto anche da parte dei leader religiosi ebraici e musulmani.

“È un evento di grande importanza quello che ci vede uniti, assieme ai nostri fratelli ebrei e musulmani, per chiedere al mondo di pensare e agire in nome della fratellanza e della pace, anche in campo tecnologico – ha spiegato l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Fondazione RenAIssance – La firma della Rome Call da parte di leader religiosi ebrei e musulmani e la richiesta congiunta di un’algoretica che guidi la progettazione dell’intelligenza artificiale parla proprio di questo: della necessità sempre più urgente di costruire percorsi di pace, di rispetto reciproco, di dialogo e di comunità”.

Promosso dalla Fondazione vaticana RenAIssance, dal Forum per la Pace di Abu Dhabi (Emirati Arabi) e dalla Commissione per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele, l’evento, l’evento ha visto la partecipazione anche Microsoft e Ibm.

“L’ebraismo esalta la saggezza dell’umanità, creata a immagine e somiglianza di Dio, che si manifesta in generale nell’innovazione umana e in particolare nell’intelligenza artificiale –  ha dichiarato il rabbino Eliezer Simha Weisz  – Ci è stato chiesto di benedire questi sforzi con la formula “Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, che doni la Tua gloria alla carne e al sangue”. Tuttavia, allo stesso tempo, deve esserci una tensione creativa tra la creatività umana e la guida morale che scaturisce dal nostro legame con il Creatore dell’Universo, la Fonte di ogni saggezza; perché senza di essa, c’è un pericolo per l’unicità e la vocazione della persona umana creata a immagine e somiglianza divina, e si pone un pericolo esistenziale per l’umanità in generale”.

Da parte dello sceicco Abdallah bin Bayyah, (presidente del Forum per la Pace di Abu Dhabi e presidente del Consiglio emiratino per la Shariah Fatwa), è arrivato un videomessaggio nel quale ha dichiarato: “Le religioni, nella loro essenza, cercano di assicurare la felicità dell’uomo sia in questo mondo che nell’aldilà. Pertanto, ci spingono a cercare i mezzi per realizzarla. A questo proposito, la religione islamica incoraggia l’acquisizione della conoscenza, la ricerca della comprensione dell’universo e il continuo aumento dell’apprendimento. Il Sacro Corano afferma: “Di’: “Mio Signore, accrescimi nella conoscenza””.

La conoscenza che cerchiamo di accrescere comprende sia la conoscenza religiosa che quella mondana, che è il fondamento di una società di successo, sia dal punto di vista spirituale che materiale”. Le religioni e le leggi, nel loro sforzo di promuovere il benessere e l’accompagnamento, si preoccupano di assicurare che le innovazioni e le conquiste scientifiche e tecnologiche tengano conto di quadri etici che preservino la dignità e la nobiltà dell’uomo, e di fatto ne proteggano la vita”.

L’intervento di Paolo Benanti

“Per sviluppare un’algoretica che rispetti le persone e i loro diritti”, ha dichiarato, “dobbiamo chiarire in che senso stiamo parlando di valori. Infatti, gli algoritmi lavorano su valori numerici – ha puntualizzato padre Paolo Benanti, professore straordinario di Etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico della Fondazione RenAissance – L’etica, invece, parla di valori morali. Dobbiamo stabilire un linguaggio che possa tradurre i valori morali in qualcosa di computabile per la macchina. Ma nel rapporto tra uomo e macchina, il vero conoscitore e portatore di valori è l’uomo. La dignità umana e i diritti umani ci dicono che nel rapporto uomo-macchina è l’uomo a dover essere protetto”.

In campo anche le Big tech

“Dobbiamo garantire che l’AI rimanga uno strumento creato dall’umanità per l’umanità – ha dichiarato Brad Smith, Vice Chair e Presidente di Microsoft – L’IA progredirà ancora più rapidamente nel 2023 ed è indispensabile guidare questo lavoro con un forte impegno verso elevati standard etici e un ampio senso di responsabilità sociale”.

Per Darío Gil, Senior Vice President e Direttore della Ricerca di Ibm, “il fatto che le grandi religioni monoteiste abramitiche si siano riunite per riflettere e agire sulle implicazioni della rapida avanzata delle frontiere della scienza e della tecnologia, come esemplificato dall’intelligenza artificiale, è di importanza storica”.

“Ibm è un’istituzione che da oltre un secolo promuove responsabilmente tali frontiere e crediamo che sarà compito di tutta la società e di tutte le nostre istituzioni, comprese quelle religiose, ragionare sulle implicazioni morali ed etiche dei grandi progressi scientifici e tecnologici – ha detto Gil –  Siamo orgogliosi di riaffermare il nostro impegno nell’Appello di Roma per l’etica dell’IA e non vediamo l’ora di realizzare la sua visione in collaborazione con tutti i suoi firmatari e alleati”.

A luglio tocca alle religioni orientali

Paglia ha annunciato il prossimo evento organizzato dalla Fondazione RenAIssance per la promozione della Rome Call for AI Ethics: la firma del documento da parte delle religioni orientali, prevista per luglio 2023 in Giappone.

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