L’INTERVENTO

Intelligenza artificiale, Meloni: “No a zone franche senza regole. È tempo di algoretica”

La presidente del Consiglio all’Assemblea generale dell’Onu: “Le applicazioni dell’AI rappresentano una grande opportunità in molti campi, ma non possiamo fingere di non comprendere anche gli enormi rischi. Servono meccanismi di governance globale capaci di assicurare che le tecnologie rispettino barriere etiche e che l’evoluzione rimanga al servizio dell’uomo e non viceversa”

Pubblicato il 21 Set 2023

Domenico Aliperto

meloni

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale rappresentano “una grande opportunità in molti campi, ma non possiamo fingere di non comprendere anche gli enormi rischi che portano con sé“. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea generale dell’Onu.

L’AI non deve sostituire le capacità umane

“Non sono certa”, ha aggiunto Meloni, “che ci stiamo rendendo conto abbastanza delle implicazioni connesse a uno sviluppo tecnologico che corre molto più velocemente della nostra capacità di governarne gli effetti. Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le capacità umane, e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di sostituire le capacità umane. E se in passato questa sostituzione si concentrava sul lavoro fisico, così che gli uomini potessero concentrarsi sui lavori di concetto e di organizzazione, oggi è l’intelletto che rischia di essere soppiantato, con conseguenze che potrebbero essere devastanti, particolarmente nel mercato del lavoro”.

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È necessario dare un’etica agli algoritmi

La premier si è poi soffermata sul tema dei possibili squilibri sociali ed economici che potrebbero essere determinati da un uso scorretto della tecnologia. “Sempre più persone non saranno necessarie, in un mondo sempre più dominato dall’ineguaglianza, dalla concentrazione di potere e di ricchezza nelle mani di pochi. Non è il mondo che vogliamo. E dunque non possiamo commettere l’errore di considerare questo dominio una ‘zona franca’ senza regole. Servono meccanismi di governance globale”, ha concluso, “capaci di assicurare che queste tecnologie rispettino barriere etiche, che l’evoluzione della tecnologia rimanga al servizio dell’uomo e non viceversa. Serve dare applicazione pratica al concetto di ‘algoretica‘, ovvero dare un’etica agli algoritmi“.

Il tavolo con i sindacati sull’AI nell’editoria

“L’intelligenza artificiale è una innovazione tecnologica che chiama in causa tutti i settori dell’economia e della società. Io, per il ruolo che ricopro nel governo, sento la responsabilità di condurre una analisi dell’impatto dell’AI sulla ricerca, produzione e diffusione delle notizie oltre che sull’organizzazione del lavoro nelle redazioni giornalistiche”. Lo ha detto Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, partecipando all’evento congiunto Agcom/’Italian Chapter dell’International Institute of Communications dal titolo “Pluralismo e diritto d’autore al tempo dell’intelligenza artificiale”. “Difesa del diritto d’autore e lotta alla disinformazione saranno gli altri punti cardine. Per condurre in porto questa analisi convocheremo presso il mio Dipartimento un tavolo con Fnsi, Fieg e sindacati confederali e contestualmente affideremo ad una commissione di esperti l’elaborazione di un documento sui temi emersi – conclude Barachini – Proprio in questi giorni stiamo avviando i lavori”.

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