IL REPORT

Internet mordi e fuggi: un utente su due abbandona dopo una sola pagina

I dati del Digital Experience benchmark 2022 di Contentsquare: la maggior parte del traffico sui siti web aziendali arriva da smartphone e in Italia più che in altri Paesi. Ma il tasso di conversione medio è pari solo all’1,5% e siamo ben sotto la media

07 Apr 2022

A. S.

tempo e dispositivi

Un utente su due lascia un sito dopo aver visto una sola pagina, mentre il tasso medio di scorrimento è del 54%, dato che indica come spesso gli utenti non arrivino in fondo nemmeno a una pagina web. Sono alcune delle evidenze che emergono dal rapporto Digital Experience Benchmark 2022 di Contentsquare, società specializzata in digital experience analytics. La ricerca ha preso in considerazione 46 miliardi di web session in 14 settori su scala globale, con l’obiettivo di dare ai brand indicazioni e parametri utili per la valutazione delle proprie prestazioni digitali, indicando quali siano le aree di possibile miglioramento che potranno consentire alle aziende di vincere la corsa all’attenzione degl utenti.

“Negli ultimi anni – spiega Contentsquare – l’aumento dell’attività online e la crescente diffusione di strumenti e piattaforme digitali hanno generato un sensibile incremento delle aspettative che gli utenti nutrono verso un’esperienza online gratificante e coinvolgente”. In conseguenza di questo trend le aziende che hanno saputo investire in modo strategico nello sviluppo della digital experience, si evince dal report,  stanno raccogliendo i frutti del proprio impegno sia in termini di profitto sia di consolidamento delle relazioni con la propria audience e i consumatori. A dimostrarlo c’è anche il fatto che nel 2021 il tasso di conversione medio si è attestato al 2,3% su scala globale (+28% rispetto all’anno precedente) e all’1,5%  in Italia.

Interessante inoltre notare come i tempi di caricamento delle pagine siano in media inferiori da mobile che da desktop, con 1,52 secondi contro 1,61, a riprova del fatto che i brand sono sempre più attenti alla fruizione dei contenuti da smartphone. Complessivamente il traffico da mobile rappresenta inoltre il 58% del totale, seppur in calo rispetto all’anno precedente. Su questo però l’Italia è in controtendenza, registrando infatti un +3% rispetto al -9% generale.

“Nel complesso – spiega ancora Contentsquare – nonostante le crescenti aspettative da parte dei consumatori e la rivoluzione derivante dalla trasformazione digitale in atto, i brand leader di ogni settore stanno cogliendo le opportunità offerte dal nuovo scenario, investendo in esperienze digitali che hanno al centro la componente umana”.

“Andando più in dettaglio su quanto emerso per il mercato italiano – spiega Marco Ferraris, Country Manager Italia di Contentsquare – è interessante rilevare come gli ambiti per i quali il bounce rate è il più elevato sono le telecomunicazioni, con il 72%, il B2B con il 60% e l’ambito dei media con il 59%, mentre i comparti che registrano il bounce rate più basso sono la moda (37%), l’arredamento (40%), il settore dei viaggi e dell’hospitality (41%). Questo è un segnale incoraggiante poiché si tratta di eccellenze del nostro paese riconosciute in tutto il mondo, che rappresentano un traino fondamentale per la nostra economia ed è dunque necessario che i brand che vi operano diventino sempre più consapevoli dell’importanza strategica di offrire ai propri clienti esperienze digitali soddisfacenti, che contribuiranno ad accrescere la brand awareness, la leadership sul mercato e di conseguenza l’incremento di business e ricavi.

“Contentsquare fornisce alle aziende insights concreti relativi al comportamento degli utenti online e alle motivazioni che li guidano. Nell’edizione 2022 del nostro Rapporto, abbiamo reso disponibili le più recenti tendenze della CX osservate nel corso degli ultimi dodici mesi, al fine di metterle a disposizione in modo paritario a tutte le tipologie di aziende a prescindere dalle loro dimensioni, dal loro accesso ai dati e alle capacità di analisi – conclude Jonathan Cherki, Fondatore e Ceo di Contentsquare – Speriamo che questo aiuti i brand a capire meglio il loro pubblico, a stare al passo con il settore a cui appartengono e a consentire ai loro team di ideare digital experience sempre più imperniate sull’aspetto umano”.

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