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LA RICERCA

Internet of things, è boom anche in Italia: il 2016 anno della smart home

Secondo i dati dell’osservatorio IoT del Polimi il mercato è cresciuto del 30% anno su anno e oggi vale 2 miliardi di euro. A trainare i contatori del Gas e le auto connesse. Alessandro Perego: “Si consolidano le basi per lo sviluppo di città, consumatori e imprese”

15 Apr 2016

A.S.

I numeri dell’Internet of things in Italia nel 2015 registrano un boom: il settore infatti è stato protagonista di una crescita annuale del 30%, ed è arrivato a valere due miliardi di euro. A trainare il mercato sono stati i contatori del gas e le auto connesse, mentre tra i trend più interessanti per il 2016 ci sono Smart Home, Smart City e Industrial IoT, insieme alle possibilità di valorizzazione dei dati raccolti dai sensori. Sono alcuni dei dati principali che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentati questa mattina a Milano al convegno “Internet of Things: il futuro è già presente!”. Dalla ricerca emerge che il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti per la Smart Home, ma solo uno su quattro lo farà entro 12 mesi. Quanto alle Smart City, il 60% dei comuni italiani oltre 20.000 abitanti ha già avviato progetti – soprattutto per gestione della mobilità e illuminazione intelligente – ma soni rari i programmi strutturati.

Entrando più nello specifico dei dati, a guidare la crescita dell’IoT in Italia sono state le applicazioni consolidate che sfruttano la connettività cellulare (1,47 miliardi di euro, +28% rispetto al 2014) e quelle che utilizzano altre tecnologie come Wireless M-Bus o Bluetooth Low Energy (530 milioni di euro, +33%). Il principale segmento di mercato è costituto dalle soluzioni di Smart Metering (i contatori intelligenti per la misura dei consumi) e di Smart Asset Management nelle utility (la gestione in remoto per rilevare guasti, manomissioni, localizzazione, etc.), sostenute dagli obblighi normativi che hanno portato a un parco di 350.000 contatori gas già installati per le utenze industriali e 1,2 milioni per quelle residenziali. Segue la Smart Car, con 5,3 milioni di auto connesse in Italia, un settimo del totale parco circolante: nella maggior parte dei casi (88% dei veicoli) la connettività è garantita da box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative, anche se stanno crescendo velocemente (+135%) le auto nativamente connesse.

Nel resto del mercato si consolidano le soluzioni di Smart Building (18%), in particolare per la videosorveglianza e la gestione degli impianti fotovoltaici, quelle di Smart Logistics (11%) per la gestione di flotte aziendali e antifurti satellitari, con 700.000 automezzi connessi tramite SIM, quelle di Smart City & Smart Environment (9%), tra cui si segnalano 200.000 mezzi di trasporto pubblico monitorati da remoto e 600.000 pali di illuminazione intelligente. E poi la Smart Home (7%), soprattutto con applicazioni di antintrusione e termostati controllati a distanza, e lo Smart Asset Management (5%) per gestire da remoto 340.000 gambling machine, 300.000 ascensori e 80.000 distributori automatici. Segno del cambiamento in atto sono anche i numeri in aumento degli oggetti fisici. A fine 2015 sono circa 10,3 milioni quelli connessi in Italia tramite rete cellulare (+29%), a cui si aggiungono quelli che sfruttano altre tecnologie di comunicazione: oltre ai 36 milioni di contatori elettrici connessi da tempo tramite PLC, ci sono in particolare i 500.000 contatori gas tramite radiofrequenza Wireless M-Bus 169 MHz e i 600.000 lampioni connessi tramite PLC o radiofrequenza.

“Questi numeri denotano una crescita esplosiva dell’Internet of Things in Italia – afferma Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori digital innovation del Politecnico di Milano – Ma il cambio di passo del 2015 non è racchiuso solo nella crescita del mercato. Ancor più importante è il consolidamento delle basi per lo sviluppo su tutti i fronti: città, consumatori e imprese. L’installazione di nuove reti di comunicazione dedicate all’IoT nelle prime città italiane, l’evoluzione dell’offerta in ambito Smart Home, sempre più integrata con servizi assicurativi e pronta a sbarcare anche nelle catene della grande distribuzione, i servizi innovativi per l’Industry 4.0 costituiscono presupposti importanti per il futuro. E l’IoT è sempre più una realtà in Italia”.

“Uno degli aspetti chiave per lo sviluppo futuro dell’Internet of Things è la valorizzazione dei dati raccolti, su cui ancora non ci sono strategie consolidate – spiega Angela Tumino, direttore dell’osservatorio Internet of Things – I dati possono essere sfruttati nei processi interni all’azienda, riducendo i costi e migliorando l’efficacia verso i clienti, oppure possono generare valore all’esterno con la vendita a terzi, aprendo a nuove opportunità di business. La disponibilità di dati puntuali sull’utilizzo dei prodotti grazie all’IoT rende possibili nuove strategie di prezzo ‘pay-per-use’, che iniziano a interessare non solo i servizi, come l’assicurazione auto che varia in base alla percorrenza annua, ma anche i prodotti, come gli pneumatici pagati in base ai chilometri percorsi. In alcuni casi la vendita è addirittura incentivata proprio per avere accesso a nuovi dati, che costituiscono fonte di valore per le aziende, come nel caso dei dispositivi wearable promossi da parte delle assicurazioni. In molti casi le modalità di utilizzo dei dati sono solo parzialmente note nel momento in cui si progetta una applicazione IoT: una parte considerevole del valore può rimanere inizialmente implicita, emergendo solo quando ci si interroga sul “potenziale nascosto” del proprio patrimonio informativo”.

Per il 2016, spiega l’osservatorio in una nota, si attende una crescita importante in particolare per gli ambiti Smart Home, Smart City, Industrial IoT e Smart Car. Per la casa stanno nascendo infatti nuovi servizi e canali commerciali, con investimenti in spazi espositivi nei negozi dei principali retailer: la grande distribuzione – rimasta ai margini fino a questo momento – costituirà un nuovo punto di contatto con i clienti, insieme all’online, alle assicurazioni e alla filiera tradizionale della domotica. Per la creazione della città intelligente, si stanno installando le prime reti in ottica Smart Urban Infrastructure: oltre ai progetti sperimentali finanziati dall’Aeegsi che integrano applicazioni di Smart Metering multiservizio con altri servizi, emerge dallo studio, stanno partendo numerose iniziative che prevedono l’installazione di reti di comunicazione dedicate all’IoT. Nelle fabbriche, l’Industrial Internet sarà protagonista nei programmi nazionali di digitalizzazione del comparto manifatturiero, a cominciare dalle applicazioni più mature per l’efficienza energetica e la gestione degli asset. Ma molte innovazioni interessano anche l’ambito della Smart Car: una nuova auto su cinque immatricolata in Italia è dotata di connettività nativa a bordo, con la possibilità di aggiungere altri servizi oltre alla chiamata di emergenza. Stanno cambiando i rapporti di forza tra gli attori (produttori, rete di assistenza, operatori telematici, assicurazioni) e il box assicurativo non sarà più solamente venduto e installato ex post sul veicolo, ma potrà essere incorporato in fase di produzione.