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Internet of things a rischio: “Troppe barriere culturali”

Secondo 451 Research le aziende non conoscono appieno i benefici della connettività diffusa e nutrono una serie di timori dovuti proprio all’ignoranza in materia. I vendor dovranno proporre soluzioni in grado di dare “valore” ai dati

Pubblicato il 28 Dic 2015

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Internet of things a rischio: “Troppe barriere culturali”

Non sono i costi ma la cultura la prima barriera a una più ampia adozione della Internet of Things in azienda, secondo 451 Research. Questo resterà vero ancora nel 2016 e sarà su questo ostacolo che i provider della IoT dovranno lavorare se vogliono convincere le imprese dei vantaggi della connettività pervasiva e diffondere la rivoluzione degli oggetti connessi.

Non che le imprese non conoscano l’Internet delle cose e i suoi potenziali vantaggi. L’interesse, o addirittura, l’entusiasmo verso la IoT è al massimo, o vicina a livelli massimi, nota 451 Research. Il 19% delle imprese sentite dalla società di ricerche usa già o pensa di usare la IoT nella propria organizzazione, contro il 16% di un anno fa.

“La possibilità di virtualizzare asset e oggettti del mondo fisico e connetterli a Internet può innescare una trasformazione profonda”, scrivono gli analisti. “Questo potenziale di trasformazione si applica quasi a ogni tipo di attività produttiva in molteplici settori, dall’agricoltura alla sanità, mentre offre comodità e esperienze completamente nuove sul mercato consumer”.

Sul lato della fornitura di tecnologie per la IoT, 451 Research osserva che i costi per connettere le “cose” a Internet e gestire i dati della IoT si sono costantemente ridotti, avvicinandosi praticamente a zero. Ma nonostante questa sensazionale combinazione di opportunità e costi in caduta, l’adozione su ampia scala nelle industrie è ancora agli albori. Perciò, mentre finora la maggior parte delle considerazioni sulla IoT si sono concentrate su standard, chip, sicurezza e strategie dei fornitori di tecnologie e soluzioni, 451 Research sostiene che adesso l’attenzione va spostata sui cambiamenti che la IoT innesca nel processo di business wholesale, perché questi sono costosi e dirompenti e i rischi connessi trattengono le imprese e impediscono l’adozione industriale su vasta scala.

La risposta dei vendor dovrà essere intelligente: i “perdenti” di questa sfida saranno i fornitori di tecnologie IoT pure-play, mentre “vincenti” risulteranno i vendor capaci di mettere la IoT nel giusto contesto di business per i mercati verticali cui si rivolgono offrendo soluzioni e affiancando partner che possono aiutare i clienti nella trasformazione digitale dei dati in strumenti di conoscenza utili al proprio business.

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