Internet of things, ecco i 5 ingredienti del successo - CorCom

IL REPORT

Internet of things, ecco i 5 ingredienti del successo

Verizon: l’IoT diventa mainstream trainato dalle possibilità di monetizzazione dei dati. A decretarne il successo sarà l’uso crescente di nuove tecnologie tra gli utenti, norme più “friendly”, connettività 5G e maggiori garanzie di sicurezza

11 Apr 2016

A.S.

Dall’allevamento delle ostriche alle auto connesse, dagli utilizzi in campo sanitario fino alla smart home e alle abitazioni costruite in modo sempre più efficiente, grazie all’Internet of things le aziende avranno un’opportunità in più per far crescere il proprio fatturato. Cogliendo l’opportunità di monetizzare i dati raccolti dai sensori, andando incontro alle aspettative crescenti dei consumatori, fornendo agli sviluppatori strumenti sempre più semplici, e sfruttando le opportunità offerte da un sistema normativo destinato a cambiare per venire incontro alle esigenze del settore. Questi i trend che emergono dal report “State of the Market: Internet of Things 2016”, realizzato da Verizon e appena reso pubblico, che conta sui contributi di uno studio commissionato dall’azienda a Oxford Economics.

Soltanto negli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’Internet of things, secondo i dati diffusi da Verizon, include più di 150 milioni di auto attualmente non connesse, oltre 300 milioni di contatori, quasi 1 milione di acri di vigneti e 45 milioni di persone che condividono prodotti. Lo sviluppo del settore, che secondo l’analisi di Verizon è già diventato mainstream, è legato per il 2016 e per gli anni a venire a 5 macro-trend.

1 – Tra questi, il fatto che nell’arco di 3 – 5 anni, il consumatore medio sperimenterà un sempre più elevato livello di automazione nella vita quotidiana, principalmente grazie alla possibilità di utilizzare applicazioni IoT attraverso una singola interfaccia. Oggi, infatti, emerge dal report, l’81% degli utilizzatori di IoT nel settore pubblico ritiene che i cittadini si aspettino una maggiore offerta di servizi avanzati basati sull’utilizzo di dati e IoT.

2 – Altro driver di sviluppo è la monetizzazione dei dati: si prevede che nei prossimi 2 o 3 anni quasi il 50% delle imprese userà almeno il 25% dei propri dati, con le analisi che evolveranno da semplici raccolte descrittive ad analisi sempre più sofisticate con modelli predittivi e prescrittivi.

3 – Le imprese si aspettano inoltre cambiamenti nel panorama normativo, per “plasmare un ecosistema di partner – spiega Verizon in una nota – che contribuirà a instaurare più rapidamente nuovi standard di settore”, come succede negli Stati uniti con il “Drug Supply Chain Act”, che prevede per le case farmaceutiche sistemi di trasferimento e stoccaggio elettronico della cronologia delle transazioni per i medicinali con prescrizione, incluse le informazioni di spedizione lungo la catena distributiva e di commercializzazione, per contrastare la contraffazione di farmaci.

4 – Tra i driver di sviluppo del settore citati da Verizon compare anche la connettività di rete, con i dispositivi a basso consumo e le piattaforme IoT che metteranno a disposizione degli sviluppatori strumenti più semplici e consentiranno alle imprese di dimensionare in maniera più economica l’implementazione dell’IoT, passando da milioni a miliardi di connessioni. Un ruolo centrale sarà svolto in questa prospettiva dal 5G, la tecnologia wireless di prossima generazione.

5 – Un ruolo centrale per la diffusione dell’IoT, infine, sarà svolto dalla sicurezza: grazie ai dati provenienti dai sensori infatti sarà più semplice monitorare e individuare i fattori di rischio emergenti.

Per accelerare la loro crescita in questo settore, emerge dal report, le aziende stanno sempre più rivolgendosi a start-up specializzate: nel 2015, infatti, le start-up nell’IoT per le imprese hanno superato del 75%, in termini di finanziamenti, quelle del settore consumer. Un trend confermato dalle previsioni per il 2016, quando secondo i dati Verizon le start-up nel settore IoT per le imprese cresceranno da due a tre volte di più in termini di capitali rispetto alle start-up nel settore IoT consumer.

“Per lungo tempo si è pensato che IoT fosse una combinazione di tecnologie complesse usata solamente da ‘early adopter’ – sottolinea Mark Bartolomeo, vicepresidente IoT connected solutions di Verizon – Nell’ultimo anno, abbiamo invece avuto la prova di come IoT sia utilizzato da una vasta gamma di aziende, imprenditori, enti pubblici e sviluppatori per rispondere alle più importanti esigenze di business, dei consumatori e del settore pubblico. Il risultato finale sarà non solo l’avvento di migliaia di nuovi casi di utilizzo nel corso dei prossimi due anni, ma anche la creazione di un canale d’accesso accelerato per l’innovazione e la creazione di una nuova economia”.