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PUNTO DI VISTA

Internet of things, Giaffreda: “Ora educare gli utenti”

L’esperto di Create-Net spiega come valorizzare e diffondere la tecnologia: “Sicurezza e facilità d’uso dei servizi i temi chiave. Le imprese si facciano portatrici di innovazione e formazione”

16 Ott 2014

Raffaele Giaffreda (Smart IoT Research Head – Create-Net)

Con l’aumentare del numero di oggetti e dispositivi che vengono connessi in rete, l’Internet of Things (IoT) promette di rivoluzionare molti aspetti della nostra vita futura e migliorare sostanzialmente l’efficienza con cui utilizziamo le nostre risorse: partendo dal “tempo” come risorsa, sia quello libero che quello lavorativo; fino ad arrivare a risorse più concrete come ad esempio infrastrutture in contesto cittadino e industriale, utilities come acqua, elettricità, gas; dalla gestione di risorse ambientali a quelle necessarie per l’assistenza sanitaria; etc.

Con l’avanzamento tecnologico e la ricerca sull’IoT che hanno raggiunto il loro culmine, ci troviamo però per questa tecnologia vicini al “picco delle aspettative” del famigerato Gartner Hype Cycle, il diagramma che descrive il ciclo di vita in termini di risultati concreti attesi ed adozione. Con le prime avvisaglie di articoli che ne criticano i vantaggi per gli utenti da un punto di vista della sicurezza e della privacy, nonché dell’interoperabilità limitata tra i vari prodotti presenti sul mercato, è chiaro che ci si appresta ad affrontare ben presto il cosiddetto “through of disillusionment”, ovvero quella parte del ciclo in cui le aspettative e le attese per questa tecnologia non vengono soddisfatte su ampia scala per vari motivi.

Per mantenere le promesse di questo tanto decantato futuro è chiara la necessità di capire quali possano essere tali motivi e preoccupazioni ed assicurare da un lato lo sviluppo tecnologico di soluzioni adeguate che li limitino, e dall’altro promuovere e facilitare lo sviluppo di servizi innovativi che risolvano problemi concreti, tenendo alto l’interesse per le potenzialità dell’Internet delle cose.

A parte il dover rendere gli utenti più fiduciosi nella tecnologia (indirizzando per esempio la sicurezza dell’IoT nonché la facilità di utilizzo e personalizzazione di servizi e applicazioni che si basano sull’internet delle cose) serve anche educare e comunicare loro con chiarezza i vantaggi che ne trarrebbero.

Promuovere la comunicazione bidirezionale tra innovatori ed utenti può tuttavia non essere sufficiente a garantire uno sviluppo economico del settore, a meno di non fornire anche strumenti che promuovano l’innovazione e la formazione di imprese.

Ed è proprio per discutere queste tematiche con esperti del settore che è stato pensato il Summit IoT360 che si terrà a Roma il 28-29 Ottobre, non a caso durante il periodo di presidenza italiana dell’Unione Europea, con il Patrocinio della Rappresentanza Italiana della stessa.

L’evento, promosso dalla European Alliance for Innovation (EAI) si prepone di accelerare e sostenere la crescita di questo settore condividendo l’esperienza di attori ed imprese di successo sul panorama internazionale dell’IoT. Gli interventi di natura tecnologica si alterneranno ad altri incentrati su temi cari all’innovazione (come creazione di impresa, finanziamenti, protezione IPR etc.) con l’obiettivo di suscitare l’interesse di una vasta platea di partecipanti.

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