IoT, crolla il mito dei 50 miliardi di device connessi nel 2020 - CorCom

LE STIME

IoT, crolla il mito dei 50 miliardi di device connessi nel 2020

I valori attuali dell’IoT lontani dalle previsioni ottimistiche del passato. Più che dimezzate le stime sul numero di device connessi nel 2020, ma il fenomeno è comunque in rapida ascesa. In Italia mercato a 2 miliardi: auto smart e contatori elettrici 2.0 i driver

22 Ago 2016

Andrea Frollà

Il mito dei 50 miliardi di device IoT connessi entro il 2020 rischia di rimanere tale. Il boom dell’Internet of Things, preannunciato dai più entusiasti e speranzosi, potrebbe infatti non essere così forte come previsto. Ricercatori ed esperti hanno rivisto il traguardo dei 50 miliardi di dispositivi connessi entro i prossimi 4-5 anni, quasi dimezzandolo. Ci si dovrà infatti accontentare di molti meno. Il primo a sbilanciarsi sulla cifra di 50 miliardi è stato nel 2010 Hans Vestberg, all’epoca ceo di Ericsson, seguito addirittura dal trilione di connessioni entro il 2015 prevista da Ibm.

I valori attuali sono ben lontani da queste stime e variano dai 6,4 miliardi calcolati da Gartner ai 9 miliardi stimati dalla International Data Corporation. Non a caso, anche la stessa Ericsson ha abbassato le previsioni a 28 miliardi di dispositivi connessi, smartphone compresi, entro il 2021. Anche Dave Evans, ex ceo di Cisco e tra i più “entusiasti” dell’IoT, è diventato più cauto che in passato e ora prospetta di 30 miliardi di connected device nel 2020. “Nonostante le nuove cifre il numero di 50 miliardi continua ad essere citato in continuazione – sottolinea Evans -. Le persone tendono a legarsi ai numeri, ma questo è veramente difficile da raggiungere“.

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Anche se la crescita è più lenta del previsto, l’Internet of Things è comunque destinato a diventare un fenomeno tecnologico predominante. Anche prima del 2020. Le nuove connessioni legate all’Iot crescono infatti del 23% all’anno, secondo l’ultimo Mobility report di Ericsson, e supereranno già nel 2018 le nuove sim di telefoni e tablet. Negli Usa, secondo un rapporto di Chetan Sharma Consulting, già quest’anno le compagnie telefoniche hanno venduto più connessioni per le auto che per gli smartphone o i tablet (32% contro 31% e 23% rispettivamente), e anche al di qua dell’oceano le cose non vanno male.

Secondo il report dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano a fine 2015 il mercato dell’Internet of Things in Italia ha raggiunto i 2 miliardi di euro, con una crescita del 30% rispetto al 2014, spinto sia dalle applicazioni consolidate che sfruttano la connettività cellulare (1,47 miliardi di euro, +28% rispetto al 2014) che da quelle che utilizzano altre tecnologie come Wireless M-Bus o Bluetooth Low Energy (530 milioni di euro, +33%). Il mercato italiano, sottolinea il Polimi, è trainato in particolare dai contatori gas (25%) e dalle auto connesse (24%) che da soli sfiorano il miliardo di euro di valore.