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L'ANALISI

iPhone low-cost, rischio cannibalizzazione?

Secondo un’analisi di Piper Jeffrey, Apple potrebbe trovarsi nei guai: lo smartphone da 300 dollari impatterebbe inevitabilmente su quelli di fascia alta. Di contro però l’azienda conquisterebbe una quota dell’11% nel mercato di fascia bassa

16 Apr 2013

L.M.

L’iPhone low-cost che Apple dovrebbe lanciare entro l’anno potrebbe “cannibalizzare” le vendite dei modelli più costosi della Mela ma dovrebbe allo stesso tempo consentirle di conquistare una quota consistente del mercato degli smartphone a basso costo. Lo sostiene Gene Munster, analista di Piper Jaffray, in una nota agli investitori, prevedendo che un iPhone low-cost potrebbe vendere circa 75 milioni di unità nel mondo nel 2014.

Secondo Munster il dispositivo dal costo di 300 dollari, che dovrebbe essere in commercio già da settembre, potrebbe far registrare una quota di “cannibalizzazione” del 30%: ovvero per ogni tre melafonini venduti a basso prezzo, uno più caro sarà “cannibalizzato”.

Se questo sarà il trend, la quota di mercato di Apple negli smartphone di fascia alta potrebbe scendere al 37% nel 2014 rispetto al 43% dell’anno scorso. Ma la quota del mercato di fascia bassa (cioè device sotto i 400 dollari) potrebbe salire all’11% nel 2014 rispetto allo “zero” del 2012.

Intanto, secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Bloomberg, il Foxconn Technology Group, colosso asiatico della produzione di elettronica, ha ripreso nell’ultimo mese le assunzioni nell’impianto di Zhengzhou (Cina Orientale), congelate da febbraio, per cominciare a lavorare sul nuovo iPhone. Ai nuovi assunti, che vanno a unirsi ai 250.000/300.000 addetti di quella fabbrica, sarà affidato il compito di assemblare il nuovo modello, oltre a quelli già esistenti.