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IL CASO

Isiamed, scattano i controlli. Calenda: “Verificare compatibilità con norme Ue”

Il ministro ha deciso di intervenire in prima persona sul finanziamento messo nero su bianco last minute in un emendamento alla Manovra. In ballo 3 milioni di euro. Il premier Gentiloni: “Non ne sapevo niente”

28 Dic 2017

Mila Fiordalisi

Condirettore

“Da verificare la compatibilità con le norme europee. Domani ci lavoro”: questo il tweet del ministro Carlo Calenda in risposta a un utente che gli chiedeva aggiornamenti sull’emendamento alla Manovra che ha previsto 3 milioni di finanziamento alla “management company” Isiamed presieduta dall’ex ministro Gian Guido Folloni. Calenda ha dunque deciso di verificare i termini della questione dopo essersi detto all’oscuro della vicenda.

“Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante a dir poco”, ha twittato il ministro Calenda a seguito della notizia pubblicata dall’agenzia Agi.

Anche il premier Paolo Gentiloni ha dichiarato la propria estraneità alla vicenda in occasione della conferenza stampa di fine anno: “Non ero a conoscenza, se fossi a conoscenza di tutti gli emendamenti sarei un pazzo”, ha detto.

Battezzato nel 1974 l’Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo si è successivamente trasformato in una management company “dedicata all’innovazione digitale del sistema produttivo e sociale italiano” ,“lo strumento ideale per quelle Aziende, Enti, Istituzioni e Pubbliche Amministrazioni che desiderano affrontare la sfida della nuova economia globale”, si legge sul sito Internet. L’emendamento passato poco prima di Natale – presentato da un senatore di Ala (il gruppo di Denis Verdini) in commissione Bilancio – ha previsto un finanziamento di un milione di euro l’anno per tre anni.

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