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IT, India terra di servizi. Nel 2010 balzo del 23%

Ovum: la crescita alimentata dai piani di digitalizzazione del governo. Nel 2013 il settore varrà 24 mld di dollari

22 Gen 2010

Il 2010 sarà un anno di forte crescita per il mercato interno
indiano dei servizi IT, prevede Ovum. Stando allo studio intitolato
“India market trends 2009: It services forecast”, il comparto
compirà quest’anno un balzo di circa il 23%, pur senza tornare
ai livelli di crescita precedenti alla recessione. Gli utenti
finali, secondo Ovum, resteranno cauti nella loro spesa, che
tornerà realmente a salire solo nel 2011 fino al boom del 2013,
quando il settore varrà più di 24 miliardi di dollari, contro gli
11 miliardi del 2010. Ad alimentare l’eccezionale salto in avanti
saranno soprattutto i vasti progetti di e-gov intrapresi dal
governo centrale.

Anche il 2008 è stato un anno positivo per il mercato indiano dei
servizi IT, perché la crescita economica allora ha aiutato a
spingere la spesa in information technology. Ma nell’ultima parte
del 2008 e per tutto il 2009 la crisi economica globale ha spinto
le aziende a limitare le uscite, rallentando la crescita dei
servizi IT anche in India. Il Paese asiatico non ha però mai
vissuto una vera recessione e ora che l’economia globale è in
fase di ripresa, l’attività torna a fervere.

“La recessione ha avuto un impatto sul mercato dei servizi IT
indiano, determinando un calo della spesa in tutti i settori, ma
già da ora osserviamo una forte ripresa: i clienti tornano a
spendere e riprendono in mano progetti prima rinviati. La
resistenza dell’economia indiana e il suo rapido ritorno alla
normalità dovrebbero implicare che ci saranno nuovi investimenti e
quindi crescita nel settore”, commenta Hansa Iyengar, co-autore
dello studio. “Il mercato resta molto frammentato, con i dieci
principali vendor che controllano solo il 33% del market share.
Pensiamo che il trend sia verso contratti di dimensioni sempre
maggiori in cui i clienti cercheranno di ottenere il massimo dei
benefici in termini di costo e ciò rafforzerà i vendor
principali”, secondo l’altro autore dello studio, Nishant
Singh.