LA VISION

Italia digitale, Lenovo: “Spinta dal Pnrr. Ma serve investire sulle skill delle Pmi”

L’azienda analizza lo stato dell’arte nel nostro Paese e delinea le azioni chiave per accelerare. Cloud e servizi IT a consumo i driver di trasformazione

07 Nov 2022

Federica Meta

Giornalista

merger, digital

La pandemia ha cambiato radicalmente il modo di lavorare e di produrre, ponendo il digitale al centro delle attività. E il Pnrr scarica a terra questo cambiamento mettendo sul piatto fondi importanti per la digital transformation. In questo contesto le imprese tecnologiche svolgono un ruolo fondamentale nei processi di innovazione.

Emanuele Baldi, Executive Director di Lenovo in Italia e Alessandro de Bartolo, Country General Manager e Ad Infrastructure Solutions Group di Lenovo in Italia delineano le strategie utili a dare sprint alla svolta digitale.

“Come rileva il Desi, in questi anni l’Italia ha fatto molto sul fronte dell’innovazione – evidenzia Baldi – Siamo saliti in 18esima posizione su 27 grazie agli investimenti pubblici ma non solo; un miglioramento, certo, ma che non basta se vogliamo raggiungere i target del Decennio digitale della Ue. Restiamo invece fanalino di coda per quel che riguarda le competenze digitali che diventa dunque il settore da attenzionare in maniera prioritaria”.

Un ostacolo ai processi di innovazione è rappresentato dal livello di maturità tecnologica delle Pmi: sempre secondo il Desi, il 40% delle piccole e medie imprese ha raggiunto un livello discreto di digitalizzazione a fronte, però, di un 40% che è al di sotto del livello base.

“È evidente che siamo ancora lontani dall’eccellenza – dice Baldi – ma certamente le risorse del Pnrr rappresentano un’occasione per colmare queste lacune, puntando su investimenti in tecnologie client e infrastrutturali”.

Il nodo competenze

Gli investimenti in tecnologie digitali in Italia nel post pandemia in Italia hanno avuto un andamento anti-ciclico, discostandosi da quello del Pil. “Dobbiamo proseguire in questa direzione – avverte de Bartolo – sfruttando tutte le chance del Pnrr. In questo scenario è cruciale il ruolo driver che può svolgere la pubblica amministrazione i cui investimenti hanno avuto ricadute importanti, ad esempio, nel rafforzamento della rete di supercalcolo nazionale”. Un cambiamento, quello visto nella PA, che aiuta a creare un contesto abilitante in cui anche le imprese possono accelerare. “Le aziende, soprattutto le piccole, devono considerare il digitale come elemento core del business e non accessorio”, sottolinea de Bartolo.

E qui si inserisce la “bestia nera” dell’Italia ovvero le competenze digitali che ci vedono fanalino di coda in Europa. “È chiaro che lo skill gap rischia di rallentare la trasformazione, se nelle imprese non c’è chi è in grado di valorizzare gli investimenti. Lenovo definisce i “data centered” quelle persone o gruppi di persone che nelle organizzazioni hanno a che fare con la tecnologia e che diventano dei facilitatori nell’uso della stessa”.

Mercato Ict, è ora di “as a service”

Oltre a mettere al centro delle attività produttive e delle modalità di lavoro la tecnologia, la pandemia ha anche cambiato le modalità di consumo della stessa, sia per gli utenti privati che nelle imprese. “Nelle imprese – riflette Baldi – la possibilità di acquistare a servizio va di pari passo con l’opportunità di concentrarsi sul core business e sul modello di go to market, perché ci sono società terze che forniscono e gestiscono lo strumento di lavoro”. Si tratta di una modalità che sta espandendo, anche in Italia, sulla spinta di motivi economici – compro solo quello mi serve con indubbi risparmi– ma che impatta anche sul modo in cui si gestisce il parco IT e infrastrutturale. “Sul versante utenti consumer è invece sicuramente la motivazione economica a trainare il modello a consumo”, spiega Baldi.

In questo quadro Lenovo rende disponibili tutte le sue soluzioni anche in modalità as a service. “True Scale è il nome con cui commercializziamo questi prodotti che consentono di migliorare la capacità di ridimensionare hardware, software e supporto IT e restare al passo con le esigenze di un’infrastruttura in continua evoluzione”, spiega de Bartolo che ricorda come l’as a service sia un pilastro fondamentale per la cloudification dato che la “nuvola” rappresenta un modo di flessibilizzare e rendere a servizio l’IT.

“Lenovo è operativa su due versanti – dice de Bartolo – Con True Scale permettiamo alle imprese di acquistare IT as a service e siamo tra i maggiori fornitori degli hyperscaler che vogliono abilitare servizi a consumo”.

I conti di Lenovo

Dell’importanza dei servizi per il business di Lenovo parlano anche i dati finanziari. Nel secondo trimestre il Solutions and Services Group (Ssg) ha registrato una forte crescita e una maggiore redditività: i ricavi di Ssg sono cresciuti del 26% su base annua, il margine operativo è salito al 21,4% mentre tutti i segmenti hanno nuovamente prodotto un’elevata redditività e una forte crescita.

Infine per la prima volta, i ricavi da soluzioni e servizi non legati all’hardware rappresentano più della metà delle attività di Ssg.

“Quello dei servizi IT è un mercato da trilioni di dollari che continua a crescere costantemente, con una crescita più rapida prevista in DaaS (Device as a Service), Managed Services per data center, Cloud e Edge Environment fino al 2025.- prevede Lenovo – Allo stesso tempo gli investimenti nelle soluzioni verticali e servizi dovrebbero rimanere elevati, questi comprendono smart education, smart retail, smart city e smart manufacturing.

Complessivamente Lenovo ha visto una redditività in miglioramento anno su anno per il decimo trimestre consecutivo. L’utile netto del secondo trimestre è cresciuto del 6% anno su anno a 541 milioni di dollari e il fatturato del Gruppo è cresciuto a 17,1 miliardi di dollari, con un aumento del 3% su base annua a valuta costante.

“È stato un ottimo trimestre, così come tutto il primo semestre, dove al di là di una crescita dei volumi determinata dal fatto che il mercato dopo la forte crescita degli ultimi due anni si è riposizionato, attestandosi comunque su valori superiori a quelli pre-pandemia – conclude Baldi – I risultati dell’ultimo trimestre, così come gli ultimi tre anni, hanno dimostrato che la combinazione di strategia, forte esecuzione e resilienza operativa ci consentono di trascendere il ciclo economico del settore. Questo, combinato con a un portafoglio di prodotti e servizi innovativo e di alta qualità, il modello unico manifatturiero e della catena di fornitori, l’approccio globale/locale e le competenze, nonché la sana liquidità contribuiscono a creare ulteriori opportunità per fornire una crescita sostenibile e migliorare la redditività”.

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