L'INCONTRO

Italia e Svezia spingono la cooperazione, asse Pisano-Ygeman sul digitale

In occasione del webinar organizzato dall’Ambasciata di Svezia e Business Sweden il punto sui progetti in corso e le iniziative che possono contribuire a rafforzare i legami. Il piano dell’Europa punto di ripartenza e di riflessione sulle politiche da mettere in atto

07 Ott 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

La cooperazione bilaterale è fondamentale per spingere iniziative congiunte sul fronte del digitale. E lo diventa ancor di più nell’era post-Covid 19 in cui bisognerà spingere, a livello europeo, la digitalizzazione e l’infrastrutturazione ultrabroadband in nome della ripresa economica e della necessità per l’Europa, di recuperare la leadership e di farsi Continente “guida” nelle tecnologie emergenti. Questo, in sintesi, il messaggio emerso in occasione del webinar “L’innovazione pilastro della ripresa” organizzato dall’Ambasciata di Svezia in Italia e Business Sweden (organizzazione pubblico-privata compartecipata dal Governo e dal consorzio di aziende Swedish Association of Enterprises).

“La digitalizzazione è un modo per spingere lo sviluppo economico in Italia e Svezia e più in generale a livello Ue”, ha sottolineato in apertura dei lavori della giornata l’Ambasciatore di Svezia in Italia Jan Björklund il quale ha evidenziato che “la digitalizzazione è uno dei grandi obiettivi del pacchetto di misure a cui lavora l’Italia. Ogni sfida che ci troviamo davanti e in qualsiasi settore dipende dalla digitalizzazione. Le aziende svedesi sono in prima linea e pronte a contribuire”.

Da parte sua il vice presidente esecutivo di Business Sweden Fredrik Fexe  ha evidenziato che “sia la Svezia sia l’Italia sono terre di innovazione. In Svezia abbiamo imparato che un’infrastruttura digitale forte e sicura è la chiave. Ma solo lavorando insieme possiamo raggiungere gli obiettivi del Piano sostenibilità 2030 e quelli dell’accordo di Parigi: Svezia e Italia sono ben posizionate per lavorare insieme tenendo conto dell’“amicizia” che lega i due Paesi e delle conoscenze e competenze dei due Paesi”.

Si sono confrontati sulle iniziative in atto nei rispettivi Paesi – illustrando i piani prossimi venturi e delineando la linea da seguire anche e soprattutto per rafforzare la cooperazione fra Svezia e Italia – il ministro svedese per l’Energia e il Digitale Anders Ygeman e il ministro italiano dell’Innovazione Paola Pisano.

Anders Ygeman: “Aziende svedesi interessate alla digital transformation italiana”

“La digitalizzazione e l’adozione delle nuove tecnologie come l’Intelligenza artificiale ci offriranno grandi opportunità per affrontare le sfide sociali ed economiche che ci troviamo davanti – ha detto il ministro svedese Anders Ygeman -. Nella legge finanziaria 2021, il governo svedese propone uno stanziamento di ulteriori 140 milioni di euro per il prossimo anni e altri 80 milioni fino al 2025, per l’espansione della banda ultralarga in tutto Paese. È una delle numerose iniziative annunciate per uscire rapidamente dalla recessione e riavviare l’economia in Svezia, che è già uno dei paesi leader al mondo nel digitale e nella connettività, vantando una copertura di banda ultralarga del 75%”. Il ministro ha anche evidenziato che “la Svezia ha un forte interesse per il mercato italiano, confermato dalla presenza di importanti aziende svedesi nel paese” a partire da Ericsson, ma in campo ci sono anche Spotify, Telia e Tink, nonché Genexis e Scrive, le due aziende presenti al webinar. Nel ricordare che negli ultimi sei anni le relazioni commerciali fra Italia e Svezia sono nettamente aumentate con flussi importanti import-export il ministro ritiene “cruciale” continuare sulla via della cooperazione e sul rafforzamento delle iniziative bilaterali. Molte aziende svedesi sono presenti in Italia da diversi anni e contribuiscono ad accelerare la digitalizzazione del Paese e l’innovazione e a sviluppare la tecnologia 5G. Sono a conoscenza di un interesse da parte delle aziende svedesi a partecipare alla trasformazione digitale italiana che proseguirà con più forza”.

“La collaborazione tra i Paesi dell’Unione Europea è fondamentale per perseguire politiche comuni sulla digitalizzazione e l’innovazione, prioritarie nell’agenda europea anche a causa del Covid-19 – ha sottolineato il ministro Pisano -. È interesse dell’Italia confrontarsi con il governo svedese e con gli altri governi degli Stati membri per definire progetti strategici, in un quadro di sicurezza e proiezione verso il futuro, sull’infrastruttura unica a banda larga, il 5G, la tecnologia cloud e la cybersecurity”.

Paola Pisano: “Nessun Paese può fare da solo. Visione comune aiuta la digitalizzazione”

Sono necessarie tutte le dimensioni politiche per far funzionare la trasformazione digitale, ha detto il ministro Pisano: “Sfruttare i vantaggi e affrontare le sfide della trasformazione digitale richiede coordinamento in tutti i domini. Abbiamo bisogno del cloud. Ma servono anche politiche specifiche per la gestione e la condivisione dei dati e per la sostenibilità ambientale. Abbiamo bisogno della digitalizzazione ma anche delle politiche del lavoro. Dobbiamo trasformare i servizi pubblici. Ma abbiamo anche bisogno di dipendenti pubblici qualificati” Le aree su cui l’Italia si sta concentrando sono le seguenti: Accesso, Innovazione, Società e inclusione, Governo digitale. “L’innovazione digitale non solo dà origine a beni e servizi nuovi e innovativi, ma crea anche opportunità per nuovi modelli di business e mercati e può favorire l’efficienza nel settore pubblico e non solo. La cooperazione bilaterale è importante per risolvere problemi che ogni singolo Stato non può risolvere da solo, ma occorre investire anche in specifici meccanismi di cooperazione in grado di trasformare la teoria in buone pratiche comuni. Non abbiamo bisogno solo di una visione ma di un approccio di Project Management”.

Il ruolo delle aziende italiane e svedesi, ecco una sintesi degli interventi

La cooperazione italo-svedese si tocca già concretamente con mano: numerosi i progetti che vedono in campo team congiunti di ricerca e di sviluppo e le iniziative specificamente pensate per mandare avanti piani di sviluppo bilaterali. Determinante, a tal proposito, il ruolo di Ericsson, “campione” nazionale svedese ma anche italiano – con i suoi centri di ricerca di eccellenza – e fra le aziende leader nello sviluppo del 5G a livello mondiale. E anche Open Fiber è in pole position a seguito del Memorandum of understanding siglato nel 2017 con Business Sweden per l’avvio di una partnership industriale strategica volta a cogliere opportunità nel campo della trasformazione digitale. Da segnalare anche la forte collaborazione con le due telco Wind Tre e Tim.

Ripa: “Modello Open Fiber pioniere in Europa”

Elisabetta Ripa, ceo di Open Fiber

Il Memorandum che abbiamo siglato nel 2017 con Business Sweden ci ha consentito di studiare il modello Stokab, società molto simile a Open Fiber. Si tratta di una società wholesale ed è questo il modello vincente  perché mette tutti gli operatori nelle stesse condizioni di accesso. Nel 2017 tutto ciò era considerato pioneristico e Open Fiber è stata pioniera nell’adottare il modello. Ricordo inoltre che fino a poco tempo in Italia si discuteva sulla necessità o meno di puntare sulla fibra.  Questo dibattito si è finalmente chiuso e oggi siamo tutti d’accordo che la fibra sia la strada maestra e necessaria.  La cooperazione con la Svezia è stata importante per noi per capire come implementare l’infrastruttura e anche come mettere a punto un approccio semplice nella progettazione dell’infrastruttura.

Riguardo al nostro Piano abbiamo completato il 50% di quello per le aree nere e nelle aree bianche siamo al 35%. Nelle aree bianche il processo è più complesso per le autorizzazioni e gli aspetti formali. Ma ciò che è determinante è che grazie al focus sull’Ftth abbiamo stimolato la competizione di mercato e accelerato l’infrastrutturazione. La competizione aiuta l’innovazione e gli investimenti. E non a caso l’Italia ha recuperato molte posizioni nella classifica europea della banda ultralarga. Ma dobbiamo accelerare ulteriormente.

Basso: “Semplificare le regole per il 5G”

Roberto Basso, Direttore External Affairs & Sustainability di WindTre

Il 5G oggi è una tecnologia indispensabile, dobbiamo accelerare in questa direzione e semplificare le regole per spingere gli investimenti e attrarre capitali nel Paese. Continuare ad investire sulle reti 5G è fondamentale non solo perché renderà possibili nuove applicazioni, ma consentirà anche di far fronte alla sempre maggiore richiesta di traffico, cresciuto in modo esponenziale durante l’emergenza coronavirus. Il network di WindTre è già 5G-ready ed entro la fine del 2021 il servizio di quinta generazione sarà attivo in 70 capoluoghi. Occorre puntare anche sull’educazione e sulla formazione del capitale umano. Per colmare il divario digitale con gli altri Paesi, tra cui proprio la Svezia, è prioritario che il nostro Paese avvii una serie di collaborazioni tra pubblico e privato per lo sviluppo delle digital skills”.

Nardello: “Abbatteremo il digital divide entro il 2021”

Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development and Transformation Officer Tim

La connettività è un presupposto essenziale per lo sviluppo economico e sociale di un paese. Un’infrastruttura sicura ed efficiente che assicuri una connessione veloce per tutti è essenziale, ma non basta, è necessario aumentare e diffondere una vera cultura digitale. Tim ha intrapreso tutte le iniziative possibili per fronteggiare la crisi Covid -19. Da marzo abbiamo a esteso la copertura a banda ultralarga su tutto il territorio nazionale, con un focus sulle e aree bianche, dove la mancanza di copertura è altamente critica. In 6 mesi Tim ha aumentato la copertura della banda ultralarga in oltre 2500 comuni servendo l’86% delle famiglie in tutto il Paese. E prevediamo di coprire entro la fine dell’anno il 90% delle famiglie in tutto il Paese e il 74% delle famiglie nelle aree bianche. Il nostro obiettivo è azzerare il digital divide italiano entro il 2021. Per accelerare ulteriormente l’implementazione della rete Ftth e offrire la banda ultralarga da 1 Gbs al maggior numero di cittadini possibile, Tim ha avviato la costituzione di FiberCop, la Newco a cui sarà trasferita la rete secondaria di Tim e quella in fibra sviluppata da FlashFiber, la joint venture Tim-Fastweb. Ma è anche sulle competenze che abbiamo acceso i riflettori: circa un anno fa Tim ha lanciato “Operazione Risorgimento Digitale”, iniziativa che ha l’obiettivo di connettere l’Italia, superare il digital divide, supportare il processo di digitalizzazione del Paese, accelerare la trasformazione digitale e migliorare il livello di competenze digitali dei cittadini italiani.

Iannetti: “Il 5G deve essere considerata infrastruttura nazionale critica”

Emanuele Iannetti, Ad Ericsson Italia

Il forte rapporto tra Italia e Svezia è dimostrato anche dalla decisione di Ericsson di investire in Italia. Tra il 2017 e il 2019, Ericsson ha contribuito con 30 miliardi di corone svedesi all’economia italiana – considerando gli investimenti diretti e quelli generati dall’indotto, impiegando oltre 3.000 persone in Italia. Inoltre sono molti i ricercatori italiani di successo presenti anche nei nostri centri in Svezia: gli italiani sono innovatori da sempre. Ora siamo di fronte a nuove sfide ed i governi hanno una grande responsabilità.  Fibra e 5G sono considerati fondamentali per la ripresa. Dunque i governi dovrebbero concentrarsi su progetti nel campo delle infrastrutture ma anche su iniziative mirate ad abilitare i servizi digitali per cittadini e imprese nonché promuovere le competenze digitali. E in Italia è fondamentale accelerare sul 5G: non possiamo permetterci che i nostri imprenditori e le nostre imprese innovino su un’infrastruttura vecchia e obsoleta. Il 5G deve essere considerata un’infrastruttura nazionale critica, tanto vitale quanto quelle ferroviarie, portuali e aeroportuali.

Wrede: “Dotare tutti i cittadini di un’identità elettronica”

Viktor Wrede, Ceo di Scrive

Il Covid-19 ha obbligato molte aziende a ricorrere al telelavoro e quindi gran parte delle operazioni devono essere gestite online. Per questo motivo l’identificazione elettronica sarà un fattore importante per continuare a fare business. Con una solida infrastruttura per i flussi di lavoro documentali e le firme elettroniche, insieme all’implementazione di un ID elettronico locale, si può apportare grande valore e vantaggio alle aziende. Per questo uno degli obiettivi prioritari dei governi dovrebbe essere quello di dotare tutti i cittadini di strumenti di firma elettronica.

Franzén: “Semplificare la posa delle nuove reti”

Conny Franzén, Ceo Inteno Group (Genexis)

Quando le infrastrutture a banda ultralarga saranno disponibili in maniera diffusa si apriranno molte opportunità per le aziende italiane, in particolare per quelle innovative in grado di sviluppare applicazioni ad esempio nel campo dell’e-health ma anche della smart energy e più in generale dell’Internet of things. Obiettivo prioritario dei governi deve dunque essere quello di semplificare la posa delle nuove reti anche per beneficiare della complementarità tra fibra e 5G.

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