Italiani entusiati della "digital life". Ma 4,3 milioni sono ancora senza connessione - CorCom

IL REPORT

Italiani entusiati della “digital life”. Ma 4,3 milioni sono ancora senza connessione

La ricerca Censis-Lenovo: per sette intervistati su dieci il digitale migliora la qualità della vita. Ma 12,4 milioni di persone devono condividere i propri device in famiglia e più di un quarto utilizza i dispositivi aziendali per attività personali, trascurando i problemi di sicurezza.

19 Ott 2021

A. S.

Sette italiani su dieci sono soddisfatti della propria “digital life”, e convinti che abbia migliorato la loro qualità della vita contribuendo a semplificare una serie di attività quotidiane. Il 74,4% dei nostri connazionali utilizza più device, senza distinzioni di luogo o di orario. Il 71,7% degli utenti, infatti, svolge “ovunque” le proprie attività digitali – ma se si considerano soltanto i giovani la percentuale sale al 93% –  e il 25,5% (il 40% tra i giovani) naviga abitualmente anche di notte. A scattare la fotografia è il report “La digital life degli italiani” realizzata dal Censis in collaborazione con Lenovo.

“Gli italiani traggono un crescente benessere dai dispositivi digitali, che semplificano e migliorano le loro vite – afferma Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis – Siamo all’alba di una nuova transizione digitale. Ora serve un progetto di società digitale pienamente inclusiva, che possa dare risposta alla domanda ancora insoddisfatta di dispositivi, connessioni, competenze, e superare le diversità di accesso”.

“La pandemia ha accelerato la trasformazione digitale di almeno 5 anni, portando permanentemente in primo piano nuovi comportamenti digitali sia nella sfera privata che di lavoro – aggiunge Emanuele Baldi, executive director di Lenovo Italia – Ecco perché dobbiamo concentrarci su tecnologie più intelligenti che si adattano meglio a questo futuro. Per Lenovo, tutto inizia con pc più intelligenti, protetti, sempre connessi, sempre più facili da utilizzare e alla portata di tutti. Vogliamo perfezionare ulteriormente le tecnologie e le innovazioni per contribuire a una società digitale più connessa, sicura e inclusiva”.

Focus sulla dotazione tecnologica

Secondo i risultati della ricerca il 90,3% del campione afferma di possedere device in linea con le proprie esigenze. Il 73% degli utenti vive in famiglie in cui ogni membro si connette con un proprio dispositivo, e il 71,1% ha una connessione casalinga ben funzionante, mentre il 67,9% risiede in abitazioni in cui ciascuno ha uno spazio in cui svolgere le proprie attività digitali.

Gli italiani si sentono sicuri online

La sensazione di diffidenza nello svolgere alcune operazioni “delicate” su internet, come i pagamenti, sembra ormai un retaggio del passato. Secondo laricerca Censis-Lenovo il 69,4% degli utenti si sente sicuro quando effettua pagamenti o altre operazioni finanziarie online, con la percentuale che sale al 74,5% se si prendono in considerazione soltanto i laureati. Inoltre il 55,6% degli intervistati utilizza almeno qualche volta i servizi cloud per salvare documenti e informazioni, con punte del 77,5% tra i dirigenti e del 63,9% tra i laureati.

Il digitale fa bene alla vita di coppia?

A una domanda specifica, il 55% del campione risponde che la vita di coppia ha tratto beneficio dalle opportunità offerte dai dispositivi digitali, mentre il 42,7% ammette di condividere con il partner le password del telefono cellulare, dell’e-mail e dei profili dei social network. L’altro lato della medaglia però è rappresentato dai 14 milioni di italiani che si lamentano del fatto che il proprio compagno o la propria compagna trascorrano troppo tempo con lo smartphone, mentre 7 milioni confessano di essere stati gelosi a causa delle interazioni social del proprio partner. Se infine 6 milioni ammettono di spiare le attività sui social dei loro partner, 12 milioni hanno l’abitudine di visitare anche le bacheche degli ex.

PA e Digitale, attesa per le nuove opportunità

Secondo il report il digitale può essere lo strumento per abbattere la burocrazia e semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione: l’85,3% dei cittadini spera che in un prossimo futuro possa dialogare via e-mail con gli uffici pubblici, l’85% che si possano richiedere documenti e certificati online, l’83,2% di poter pagare online in modo semplice e veloce tasse, bollettini e multe. Il 78,9% si aspetta di ricevere informazioni personalizzate via e-mail, sms o messaggi WhatsApp. Inoltre il 76,4% vorrebbe poter conoscere i dati personali di cui la Pa dispone, così da evitare inutili duplicazioni, il 75% vorrebbe comunicare via Pec nella massima riservatezza, il 74% vorrebbe poter accedere a tutti i servizi online con una sola password.

I rischi della contaminazione tra lavoro e vita privata

La consapevolezza dei rischi che si corrono utilizzando i propri device personali per lavoro non sono secondo i risultati della ricerca abbastanza chiari per gli italiani: se infatti il 66% del campione  utilizza i propri dispositivi per lavorare, (ma la percentuale sale all’85% considerando soltanto i lavoratori autonomi e al 72,2% limitando l’indagine ai laureati), capita anche che il 26,9% degli occupati – e il 39,8% dei dirigenti – utilizzi i dispositivi aziendali per motivi personali, “Sottovalutando il fatto – spiega Censis – che usi impropri dei dispositivi possono comportare rischi per la sicurezza dei dati e per la privacy di lavoratori e aziende”.

L’evoluzione del digital divide

Dall’indagine Censis-Lenovo emergono anche una serie di criticità che riguardano la digital life, come ad esempio il fatto che siano ancora 4,3 milioni gli utenti che non dispongono di una connessione, mentre sono complessivamente 22,7 milioni gli italiani che lamentano qualche disagio in casa, con stanze sovraffollate in cui è complicato svolgere al meglio le proprie attività digitali (14,7 milioni) o con connessioni domestiche lente o malfunzionanti (13,2 milioni). Quanto ai dispositivi, 12,4 milioni di italiani devono condividerli con i propri familiari e 4,4 milioni li ritengono inadeguati a soddisfare i propri bisogni.

Il nodo delle competenze

Gli italiani che non si sentono a proprio agio con le tecnologie digitali sono complessivamente 24 milioni: di questi 9 milioni riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica istantanea, 8 milioni con la posta elettronica, 8 milioni con i social network, 7 milioni con la navigazione sui siti web, 7 milioni con le piattaforme che consentono di vedere in streaming eventi sportivi, film e serie tv, 6 milioni hanno difficoltà con l’e-commerce, 5 milioni non sanno fare i pagamenti online, 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le videochiamate e i meeting virtuali.

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