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LA RISTRUTTURAZIONE

Italiaonline, 400 tagli in vista. I sindacati: “Temiamo il peggio”

Il piano di riorganizzazione, che sarà approvato dal cda il prossimo 15 marzo, è stato anticipato oggi ai sindacati: l’intervento più consistente a Torino dove verrà chiusa la sede. 152 esuberi nel resto d’Italia. Slc, Fistel e Uilcom lanciano l’allarme: “Un drastico ridimensionamento che potrebbe preludere a una chiusura delle attività. Si salverebbero solo Pisa e Milano”

06 Mar 2018

Federica Meta

Giornalista

Sono 400 i posti di lavoro in pericolo nelle sedi di Italiaonline (ex Seat Pagine Gialle), che fa capo alla holding lussemburghese della famiglia Sawiris. Il piano di riorganizzazione sarà ufficialmente approvato dal cda il 15 marzo ma sono state comunicate ai sindacati oggi, nel corso dell’incontro convocato in Assolombarda. Il piano prevede 400 tagli su tutto il territorio nazionale. L’intervento più consistente riguarderà la sede torinese dove operano attualmente 489 dipendenti: di questi 241 saranno trasferiti a Milano dove c’è il quartier generale di Italiaonline mentre 248 sono stati dichiarati esuberi strutturali. Altri 152 esuberi sono previsti nelle altre 10 sedi dell’azienda ma non è stato specificato quali. Italiaonline ha uffici anche a Milano, Treviso, Roma, Napoli e Palermo dove – eccezion fatta per l’headquarters milanese – operano pochi dipendenti. C’è poi un centro di ricerche a Pisa che però non dovrebbe essere toccato dalla riorganizzazione. Stando così le cose – tagli anche nelle sedi più piccoli – i sindacati temono che il progetto di tagli sia preludio alla chiusura di chiudere tutte le attività sul territorio nazionale tranne Milano e Pisa.

Slc, Fistel e Uilcom hanno replicato che “è ancora vigente un accordo siglato presso il Mise, accordo che prevede già un massiccio ricorso alla Cig a rotazione ed a zero ore, vigente sino a giugno 2018”, si legge in una nota. Degli oltre 400 lavoratori torinesi 104 sono già in cassa integrazione a zero ore e 170 in Cigs a rotazione.

“Non solo IOL ha rifiutato anche il confronto da svolgersi prima dello svolgimento del cda, previsto per il 15
marzo, richiesto a più riprese dalle istituzioni del territorio piemontese – denunciano Slc, Fistel e Uilcom – Ma a doverosa richiesta da parte delle organizzazioni sindacali di indicazione quantomeno delle aree interessate alla riorganizzazione, l’azienda ha chiesto una sospensiva a seguito della quale, incredibilmente, non si è più ripresentata al tavolo di confronto, mandando Assolombarda a dichiarare alle segreterie nazionali la definitiva sospensione, per la giornata attuale, del confronto”.

Il comportamento dell’azienda è assolutamente inaccettabile -dicono i sindacati- Ci risulta peraltro che l’Ad abbia già provveduto ad informare, via intranet, i dipendenti di IOL della prevista riduzione dell’organico di 400 unità e dei provvedimenti previsti per parte aziendale”. E’ stato dichiarato  lo stato di agitazione permanente ed immediate 8 ore di sciopero con assemblee locali per l’intero gruppo per la giornata di domani 7 Marzo.

I  segnali per i lavoratori non erano positivi già nelle scorse settimane. La controllata Prontoseat, società di call center con 250 dipendenti, ha già licenziato il direttore delle risorse umane e il direttore operation.

Per evitare il peggio scendono in campo anche le istituzioni locali. La commissione Lavoro del Consiglio comunale di Torino ha fatto sapere che i vertici dell’azienda si sono resi disponibili ad incontrare Comune e Regione Piemonte soltanto nella settimana del 19 marzo. “Dunque – spiega in una nota della conferenza dei capigruppo del Consigli comunale  – non prima del 15 marzo, data nella quale si riunirà il Consiglio di Amministrazione della Società.”

Da parte del Consiglio Comunale di Torino è stata dunque espressa: “la ferma contrarietà a qualsivoglia ipotesi di ristrutturazione che preveda una riduzione di personale ed un’eventuale trasferimento dell’azienda lontano dal nostro territorio.”

La sindaca di Torino Chiara Appendino e il governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino fanno sapere che “la decisione dell’azienda ci lascia stupiti e amareggiati”. “Il fatto che i vertici di Italiaonline non riescano a trovare questa settimana anche solo un’ora per un incontro chiesto a tempo debito dalle due principali istituzioni piemontesi è chiaramente un segnale di scarso rispetto, non solo per noi ma soprattutto per i lavoratori s sottolineano – Ribadiamo tutte le nostre preoccupazioni sul futuro degli uffici di Torino, delle lavoratrici e dei lavoratori, preoccupazioni che l’azienda non deve ignorare”.

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