Italtel, affondo dei sindacati: “Revocare disdetta del contratto integrativo”

Incontro tra azienda e sindacati in Assolombarda. I rappresentanti dei lavoratori chiedono un passo indietro per poter iniziare la trattativa. Segnali di apertura dall’azienda: “Formuleremo una proposta”

09 Gen 2015

Antonello Salerno

Al confronto tra il management di Italtel e i sindacati, che si è svolto oggi nella sede di Assolombarda, non si è entrati nel merito delle questioni in ballo. I rappresentanti dei lavoratori hanno detto di non voler accettare il confronto se l’azienda non accetterà di mettere in discussione la propria decisione unilaterale di disdire il contratto integrativo.

A spiegare come è andata è Enrico Vacca, delegato Italtel per la FimCisl nazionale: “L’incontro è stato breve – afferma – Abbiamo informato l’azienda che riteniamo inaccettabile la disdetta dell’accordistica aziendale fatta il 30 dicembre, oltre che fortemente lesivo degli interessi dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. E abbiamo chiesto a Italtel di revocare gli effetti di questa decisione. In questo contesto, negli anni, abbiamo sempre costruito accordi, affrontando situazioni di crisi particolarmente gravi, che hanno portato a sacrifici pesantissimi. Non accettiamo decisioni unilaterali. E nel frattempo le iniziative di agitazione e lotta proclamate in questi proseguiranno – conclude Vacca – per ottenere quantomeno la riapertura di un tavolo serio e corretto”.

“La disdetta decisa dall’azienda è un atto che non ci permette di iniziare una discussione di merito – afferma Luca Maria Colonna, segretario nazionale Uilm-Uil – Abbiamo sempre affrontato con senso di responsabilità gli accordi con l’azienda, e non meritavamo una decisione del genere: è stata una forzatura inutile. Oggi l’azienda ha detto che vuole prendersi il tempo per elaborare una soluzione per risolvere il problema, e noi non ne conosciamo ancora i contenuti. Ci rivedremo nei prossimi giorni per entrare nel merito, e auspichiamo che Italtel sia disponibile a sospendere il provvedimento, per poter poi entrare nel merito dei problemi”.

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“Rimaniamo in attesa – commenta Roberta Turi, segretario nazionale Fiom Cgil – abbiamo chiesto di togliere dal tavolo la disdetta degli accordi per riprendere la trattativa. La situazione ci preoccupa, perché senza un adeguato piano di investimenti l’azienda rischia di rimanere strozzata dalle banche. Chiederemo anche un confronto a livello ministeriale con il Mise, e l’intervento del sottosegretario Giacomelli“.

Da Italtel, intanto, arrivano segnali di apertura al dialogo: “A fronte delle richieste avanzate oggi dal sindacato – sottolineano dalla società – l’azienda si è riservata di fare una valutazione e di formulare una proposta metodologica per una ripresa veloce del negoziato e per arrivare in tempi brevi a una soluzione condivisa. L’azienda ha sempre tenuto aperto il tavolo di confronto con il sindacato – spiegano da Italtel – come dimostrano anni di negoziazioni sindacali per cercare soluzioni non traumatiche alla gestione degli esuberi, e auspica di fare lo stesso anche adesso”.

Il tavolo di trattativa con i sindacati in Assolombarda era stato convocato per discutere del programma di riduzione dei costi e del futuro dei 160 esuberi che rimangono dal piano di rifinanziamento del 2012. Proprio alla vigilia dell’incontro l’azienda aveva annunciato la disdetta del contratto integrativo, “per poter perseguire il proprio target di costi industriali in un mercato ancora molto difficile”. Risale a dicembre, invece, l’accordo trovato con i sindacati sulla proroga sino ad aprile della Cigs.