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Iva sull’e-commerce, Bruxelles chiede uno slittamento di sei mesi

La Commissione Ue spinge per un rinvio al 1° luglio 2021 delle nuove norme. Lancia intanto la piattaforma per lo snellimento burocratico Fit for Future: parola a governi, imprese e cittadini

11 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

La Commissione europea ha proposto uno slittamento di sei mesi per l’applicazione delle nuove norme sull’Iva per il commercio elettronico: per venire incontro alle esigenze delle imprese degli Stati membri in difficoltà a causa della crisi innescata dall’emergenza coronavirus Bruxelles vorrebbe rinviare l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2021 al 1 luglio 2021. Gli Stati membri e le imprese avrebbero così più tempo per prepararsi alle nuove norme.

Bruxelles ha proposto di rinviare anche l’entrata in vigore di un’altra misure fiscale, posticipando alcune scadenze per la presentazione e lo scambio di informazioni ai sensi della direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC). Sulla base delle modifiche proposte, gli Stati membri avranno altri tre mesi per scambiare informazioni sui conti finanziari di cui i beneficiari sono residenti fiscali in un altro Stato membro. Analogamente gli Stati membri disporranno di tre mesi supplementari per scambiare informazioni su determinati accordi di pianificazione fiscale transfrontaliera.

“La Commissione rimane impegnata nella lotta contro l’evasione e l’elusione fiscali – si legge in una  nota di Bruxelles riportata da Agi  – e sia il Parlamento europeo che il Consiglio sono stati informati di tali proposte. La Commissione conta su entrambe le istituzioni per adottare quanto prima queste proposte al fine di garantire certezza giuridica a tutte le parti interessate”. L‘approvazione delle proposte della Commissione spetta ora all’Europarlamento e al Consiglio dei ministri dell’Ue.

Le nuove norme fiscali

Il 5 dicembre 2017 il Consiglio ha adottato nuove norme per l’Iva sull’e-commerce intese a facilitare il rispetto degli obblighi in materia di Iva per le imprese online. Nel quadro della strategia per il mercato unico digitale dell’Ue, le proposte mirano a facilitare la riscossione dell’Iva quando i consumatori acquistano beni e servizi online.

Le nuove norme, si leggeva nella nota del Consiglio di dicembre 2017, ampliano un portale Ue già esistente (mini “sportello unico”) per la registrazione dell’Iva delle vendite a distanza e istituiscono un nuovo portale per le vendite a distanza provenienti da paesi terzi aventi un valore inferiore a 150 euro. Ciò consentirà di ridurre i costi relativi al rispetto delle norme in materia di Iva per le operazioni tra imprese e consumatori.

L’Iva sarà versata nello Stato membro del consumatore, garantendo una distribuzione più equa del gettito fiscale tra gli Stati membri. Lo sportello unico libera gli operatori online dall’obbligo e dai costi di registrarsi ai fini dell’Iva in ciascuno degli Stati membri in cui vendono i loro prodotti.

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La direttiva 2018/822/Ue approvata dal Consiglio europeo il 25 maggio 2018 (DAC 6) ha invece  definito degli standard comuni di comunicazione, all’interno del framework definito dall’Ocse sulla disclosure, tra gli stati membri e giurisdizioni estere con le quali sono in vigore accordi per lo scambio delle informazioni tra intermediari finanziari.

Meno burocrazia: la piattaforma Fit for Future

Separatamente, la Commissione europea ha lanciato oggi una nuova piattaforma per la semplificazione e lo snellimento burocratico chiamata Fit for Future Platform. Si tratta di un gruppo di esperti di alto livello che aiuterà l’esecutivo Ue a semplificare le leggi Ue attuali e a ridurre il fardello amministrativo per imprese e cittadini. Aiuterà anche ad assicurare che la legislazione dell’Ue sia a prova di futuro, pronta a rispondere alle nuove sfide, a partire dalla digitalizzazione.

“La semplificazione e la riduzione della burocrazia, soprattutto per le Pmi, è quanto mai necessaria alla luce della pandemia di Covid-19”, ha affermato MarŠefčovič, Vice-President for Interinstitutional Relations and Foresight. “Dobbiamo studiare i modi in cui la digitalizzazione può aiutarci verso questo obiettivo, assicurando al tempo stesso che la nostra legislazione sia pronta a rispondere alle sfide future”.  

La piattaforma Fit for Future consiste di un gruppo di rappresentanti governativi e di un gruppo di stakeholder e metterà insieme le voci dei vari stati membri, anche a livello locale. I cittadini e i vari portatori di interesse potranno esprimere la loro opinione e presentare proposte sulla semplificazione usando il portale “Have Your Say”.

Da oggi la Commissione accetta le candidature per far parte del gruppo di stakeholder della piattaforma: deve trattarsi di figure con alta esperienza nell’applicazione della legge Ue in grado di rappresentare gli interessi di diversi soggetti nel loro specifico campo, quindi non solo imprese, grandi e piccole, ma anche organizzazioni della società civile. Le candidature si possono presentare tramite il sito della Commissione entro il 19 giugno 2020.

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