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LO STUDIO

Juniper: telco mobili nel guado, spese fuori controllo, si rischia il tilt

Secondo le rilevazioni di Juniper i costi annuali superano già gli 800 miliardi di dollari e di qui a un decennio il boom del traffico dati rischia di mettere a dura prova la tenuta dei conti. Senza intervenire sull’ottimizzazione delle reti impossibile garantire la sostenibilità

19 Nov 2014

Patrizia Licata

Le spese annuali degli operatori mobili superano ormai gli 800 miliardi di dollari e per questo i maggiori player rischiano che i costi superino le entrate alla fine del decennio, a meno che non intervengano subito per correggere questo squilibrio. E’ quanto si legge nel nuovo studio di Juniper Research.

Secondo il report “Mobile operator business models: challenges, opportunities & strategies 2014-2019”, oggi le revenues degli operatori tendono a un appiattimento della crescita e ciò, unito all’aumento dei costi per sostenere il traffico dati, rischia di mettere a repentaglio la sostenibilità delle attività degli operatori. L’ottimizzazione della rete sarà cruciale per riportare equilibrio tra spese e entrate.

L’analisi di Juniper, condotta su 12 carrier internazionali, rileva che i margini sono scesi di una media del 6,4% nell’arco di tre anni e cinque degli operatori mobili studiati hanno visto i margini ridursi ogni anno per tutto il triennio. In più, alcuni dei maggiori operatori oggi hanno margini ad una sola cifra e, con i costi che crescono dell’1,5-2% annuo, la situazione diventa insostenibile nel lungo termine.

Lo studio indica anche che, se non si usa in modo capillare l’ottimizzazione della rete, la situazione potrebbe diventare critica su diversi mercati in via di sviluppo. Con il forte aumento dell’adozione del mobile Internet nel subcontinente indiano, gli operatori di questa regione potrebbero vedere i costi dei dati superare le revenues prodotte dai dati stessi di 45 miliardi di dollari fra tre anni.

Lo studio evidenzia tuttavia anche una serie di casi di successo, in particolare negli Stati Uniti, dove player come Verizon e At&t sono riusciti a combattere il trend della discesa dei margini introducendo gli shared data plans (con i quali gli utenti pagano una tariffa fissa per poter utilizzare lo stesso piano dati su molteplici device). Verizon ha registrato così un aumento delle revenues di oltre il 7% nonostante operi su un mercato saturo, mentre At&t conta oltre 14 milioni di famiglie abbonate con gli shared plans.

“Data la minaccia rappresentata dai servizi di messaggistica e VoIp degli Ott (Over-the-top) alle entrate dai servizi core delle telco, il fatto che negli Usa gli operatori si siano concentrati sul valore dell’elemento dati è assolutamente la direzione giusta in cui muoversi”, afferma l’autore del report, Windsor Holden. “Questo è ancor più vero nel passaggio dal 3G al 4G“.

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