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L’allarme di Greenpeace: “Il cloud è una nube inquinante”

L’associazione ambientalista punta il dito contro gli elevati consumi dei data center. “Bisogna spingere sulle fonti rinnovabili”

30 Mar 2010

Il cloud computing, la “nuvola” cuore di Internet, rischia di
diventare un nube inquinante. A lanciare l’allarme l’ultimo
rapporto di
Greenpeace, “Make it Green: cloud computing and its contribution
to climate change”, secondo cui colossi del Web continuano a
preferire i data center realizzati a carbone, “la fonte di
energia più sporca nonché una delle maggiori cause del
riscaldamento globale”, precisa l’associazione: il report fa
riferimento, nello specifico, alle nuove datawarehouse che Apple
sta realizzando in North Carolina e alla struttura Facebook
nell’Oregon, dove circa l’80% dell’energia verrà prodotta
dal carbone.

“L’ultima cosa che vogliamo è l’aumento delle infrastrutture
cloud in posti nei quali queste accrescerebbero la domanda di
energia ‘sporca’ a carbone”, precisa Greenpeace in una nota,
chiedendo agli utenti del social network di fare pressioni
sull’azienda per spingerla a cambiare le politiche energetiche
così come hanno fatto per la privacy.
I data center consumano enormi quantità di energia: se fossero
considerate come un Paese, Tlc e cloud sarebbero al quinto posto
dopo Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone.

Greenpeace sottolinea anche l’impegno  – indiscusso – che le
aziende IT mettono sull’efficienza energetica che è, sì,
condizione necessaria per affrontare il cambiamento climatico, ma
non sufficiente.

“L’efficienza è un tema caldo nell’IT, ma il suo
miglioramento è solo una parte della soluzione . spiega -.
L’industria deve anche assumersi la responsabilità della
modalità con cui si procura l’energia. In poche parole: si
alimenterà a carbone o con le energie rinnovabili? Il settore
dell’Information Technology ha la capacità di aiutarci a
combattere i cambiamenti climatici attraverso l’innovazione
riducendo le emissioni di gas serra e aumentando l’efficienza
energetica. Tecnologie che permettono la realizzazione di reti
intelligenti, edifici a zero emissioni e sistemi di trasporto più
efficienti sono fondamentali per il taglio dell’inquinamento. Ma,
data l’attuale espansione del cloud computing, l’industria ha
bisogno per tenere la sua impronta di carbonio sotto controllo.
Stiamo invitando i giganti dell’IT pressare sui governi per dare
priorità d’accesso alla rete alle risorse pulite come l’eolico
e il solare”.

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