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L’hi-tech italiano sente meno la crisi. In risalita la fiducia delle imprese

Nel primo semestre 2009 l’indicatore di fiducia ha toccato quota 67,6 recuperando 8 punto rispetto al dato del primo trimestre (59,5)

29 Lug 2009

Per l’industria italiana dell’hi-tech il peggio – in termini di
crisi – sembra essere passato. A rilevarlo l’osservatorio
congiunturale per il primo semestre 2009 di Confindustria Anie e
Intesa Sanpaolo che specifica come “le imprese elettrotecniche ed
elettroniche sono più fiduciose di quelle del restante settore
manifatturiero”. Ad emergere, in particolare, una ripresa delle
fiducia che nel primo trimestre 2009 risultava a quota 59,5,
praticamente il minimo dell'ultimo decennio. A partire dal
secondo trimestre, invece, l'indicatore di fiducia ha
recuperato 8 punti, attestandosi a quota 67,6.

Su base territoriale, ad essere più ottimiste  le aziende del
Centro-Sud, mentre quelle del Nord sono più prudenti: la fiducia
è in ripresa soprattutto nelle imprese elettrotecniche ed
elettroniche di media dimensione.

Il Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ha inserito
nell’osservatorio anche i dati sull’evoluzione occupazionale
delle imprese hi-tech relativi agli ultimi dieci anni.
L'industria elettrotecnica ed elettronica assorbe in Italia una
quota occupazionale rilevante (6,8% il dato complessivo sul totale
degli addetti alla manifattura), preceduta solo dai comparti della
meccanica (13,5%). Per quanto riguarda la valorizzazione del
capitale umano, l’osservatorio segnala che, nell’ultimo
decennio, le imprese Anie hanno visto una crescita significativa
della quota di addetti ad elevata qualificazione, passata da poco
più del 20% del totale nel 1997 al 30% nel 2007 (per un confronto,
nell'impresa manifatturiera è in media del 26% nel 2007).