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CHE BROADBAND FA

L’Homo connectus, (r)evolution della specie

Secondo l’Osservatorio Banda Larga sono ormai circa 1/5 gli italiani che utilizzano un collegamento broadband sia in casa che in mobilità: il futuro è qui

15 Ott 2012

Lasciando per un momento da parte il problema dell’inclusione digitale, il tema del giorno è sicuramente l’aumento dell’esposizione in rete, trainata dalla rapida diffusione degli smartphone.

Luoghi e modalità di connessione si moltiplicano e l’ubiquità dei collegamenti in rete è ormai una realtà. Nasce l’Homo Connectus.
Entrando nelle case, e se includiamo tutte le possibili modalità di accesso e i diversi device, la penetrazione della banda larga è inferiore al 60%. La rete fissa rappresenta ancora la parte preponderante, ma si modifica progressivamente il mix, anche in considerazione del fatto che sono 1/3 le famiglie che non dispongono di una linea fissa. Cresce poi la polarizzazione tra le famiglie multi-tecnologiche e le altre. Assodata l’incidenza del multiscreen televisivo (2/3 delle famiglie hanno più televisori), la presenza di più pc e più smartphone si riscontra, rispettivamente, in oltre 1/4 e il 40% dei casi.

L’avanguardia digitale in possesso di tutti i possibili dispositivi “smart” conta oggi meno di un milione di famiglie che raddoppiano se si considerano solo pc, tablet e smartphone. Sul piano individuale le persone esposte sia ai large (pc) che agli small screen (smartphone) sono invece arrivati a circa 12 milioni. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Banda Larga sono ormai circa 1/5 gli italiani che utilizzano un collegamento broadband sia in casa sia in mobilità. Tutto questo senza dimenticare, che una parte ancora rilevante degli smartphone non viene utilizzata per navigare. Il futuro è qui.