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L’IT “salva-valigia”: giù del 24% il numero dei bagagli smarriti

Sita: risparmio di 460 milioni di dollari nel 2009 per le compagnie aeree. Il Ceo Francesco Violante: “Merito della diffusione di soluzioni innovative integrate”

25 Mar 2010

Nel 2009 diminuiscono i bagagli smarriti negli aeroporti. A
scattare la fotografia l’ultimo “Baggage Report” di Sita,
specialista nella fornitura di soluzioni IT e servizi di
comunicazione per l’industria del trasporto aereo.

Lo scorso anno il numero di bagagli numero di bagagli consegnati in
ritardo, danneggiati o trafugati è diminuito del 23,8% rispetto
all’anno precedente, toccando quota 25.025 milioni e consentendo
alle compagnie aeree un risparmio di 460 milioni di dollari, a
fronte dei 9,4 miliardi di dollari di perdite registrate dal
settore Nel 2008. Rispetto al 2007 la percentuale scende
addirittura al 40%.

“Questo risultato si deve non solo al calo del numero di
passeggeri che hanno scelto l’aereo come mezzo di trasporto che
scende del 2,9% – spiega Francesco Violante, Ceo di Sita – ma anche
alle soluzioni adottate dal settore, come ad esempio il programma
per il miglioramento della gestione dei bagagli di Iata, il
programma lanciato nel 2008 che punta a a dimezzare entro il 2012
il numero di bagagli disguidati, generando risparmi annuali tra 1
miliardo e 1,9 miliardi di dollari nonché le soluzioni integrate
per la gestione dei bagagli di Sita”.

La maggior parte dei 25.025 milioni di bagagli “disguidati”
sono stati riconsegnati ai loro proprietari entro le successive 48
ore; il 3,4% invece è andato definitivamente perso.

Nel 52% dei casi la “valigia” viene persa al momento del
trasferimento da un aereo all’altro e dal mancato carico dei
bagagli nella stiva (16%). Per il 13% incide un errore nel
biglietto o uno scambio del bagaglio, o questioni di sicurezza;
cause che determinano il 6% delle perdite sono riconducibili,
invece,ad aeroporto, Dogana, situazioni meteo, restrizione di
volume e peso; un errore nel carico e scarico incide per il 7%;
mentre errata gestione all'aeroporto di arrivo e un errore di
etichettatura per il 3%.

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