FINANZA

La Banca mondiale si converte alla blockchain, arrivano i tech-bond

Il tesoriere Arunnma Oteh: “Le tecnologie emergenti ci offrono la possibilità trasformative ma prudenti per continuare a innovare, rispondendo alle esigenze degli investitori e per rafforzare i mercati”. Il debutto con la prima emissione in Australia

Pubblicato il 10 Ago 2018

A. S.

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Anche la Banca mondiale si converte all’utilizzo della blockchain: si servirà della distributed ledger technology per piazzare sul mercato una nuova emissione di Bond in Australia. L’organismo di Washington ha infatti dato mandato alla Commonwealth Bank of Australia, la Cba, di organizzare la vendita di debito “Bondi”, abbreviazione in sigla di blockchain offered new debt instrument, da cui si aspetta di rastrellare 100 milioni di dollari australiani, visto che al momento la domanda risulta forte.

“Crediamo che le tecnologie emergenti ci offrano possibilità trasformative ma prudenti per continuare a innovare – spiega Arumna Oteh, tesoriere della Banca mondiale – per rispondere alle esigenze degli investitori e per rafforzare i mercati”.

Nelle attese della banca mondiale c’è anche il fatto che altri istituti di credito possano dare vita a emissioni di debito utilizzando questa tecnologia: “Le banche centrali – aggiunge Paul Snaith, che alla World Bank è manager of treasury asset and liability operations – stanno già valutando come possono usare la Blockchain per chiudere le transazioni”.

Tra i vantaggi che hanno spinto l’istituzione ad adottare questa tecnologia c’è il fatto che contribuirebbe a ridurre in modo considerevole il tempo necessario a questo genere di emissioni, da cinque giorni a pochi secondi, offrendo anche piena trasparenza e una riduzione dei costi.

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