La carica delle startup e delle Pmi innovative: sono 12mila, +10,4% nel 2020 - CorCom

IL REPORT

La carica delle startup e delle Pmi innovative: sono 12mila, +10,4% nel 2020

Il ministro Patuanelli illustra al Parlamento la Relazione annuale: sfide inaspettate al tempo della pandemia, grande resilienza grazie alla forte attitudine al digitale. La maggior parte delle nuove imprese attiva sui servizi Ict

21 Dic 2020

Mi Fio

Dai primi mesi del 2020 il nostro Paese si è trovato a dover affrontare una sfida inaspettata e senza precedenti. A dimostrazione dell’elevata capacità di resilienza e di adattamento, nel corso del 2020, malgrado la crisi, il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese è continuato a crescere (+10,4%), superando, nel novembre 2020, la soglia delle 12.000 unità. La resilienza di queste imprese è legata ai punti di forza che le caratterizzano: forte attitudine al digitale e allo smart working, velocità e flessibilità nel rispondere alle nuove esigenze, elevato livello di competenze tecniche e informatiche”: queste le principali evidenze emerse dalla Relazione annuale sulle startup e Pmi innovative, illustrata al Parlamento dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Giunta alla sesta edizione e frutto dell’attività di monitoraggio curata dalla Direzione generale per la Politica industriale, l’Innovazione e le Pmi del Mise la relazione scatta la fotografia al 2019 e sulla base dei dati 2020 mostra l’andamento del comparto.

Nel 2019 le startup innovative hanno superato le 10mila unità registrando un incremento di quasi il 12% rispetto all’anno precedente, accompagnato da un aumento del fatturato di più del 46% e una produzione pari a 1,2 miliardi di euro; in crescita anche le Pmi innovative che hanno superato la soglia delle 1.300 unità, il cui valore della produzione arriva a 4,1 miliardi di euro. La forza lavoro complessivamente coinvolta da startup e Pmi innovative conta ormai oltre 85.000 unità (con un incremento rispetto al 2018 di poco meno del 26%), segno dell’affermazione di un vero e proprio patrimonio da tutelare e continuare a guidare nel suo percorso di nascita, crescita e consolidamento.

La maggior parte delle startup (quasi il 75%) opera nel comparto dei servizi alle imprese (in particolare servizi Ict), ma rilevante appare l’incidenza delle startup culturali e creative (pari al 37,7%) e delle imprese energetiche e green sul totale delle startup innovative (14,6%). Elevato risulta, inoltre, l’utilizzo delle Tecnologie 4.0: il 43% delle startup innovative del settore dei servizi alle imprese ha dichiarato di operare con le Tecnologie 4.0 (Ict, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e green economy).

“La crisi ha, tuttavia, colpito gran parte del sistema produttivo ed è stato fondamentale, pertanto, adottare misure anticongiunturali e, nel contempo, misure che sostenessero e stimolassero il rafforzamento dell’intero ecosistema dell’imprenditoria innovativa, su cui il Governo ha concentrato, a partire dal dicembre 2012, molte agevolazioni attraverso lo  Startup Act”, si legge nella Relazione.

Il Ministero non solo ha garantito continuità alle politiche di supporto pubblico all’ecosistema delle startup e delle Pmi innovative, ma ne ha fatto un target di riferimento introducendo nuove misure di agevolazione per sostenerne la resilienza e il rilancio in risposta alla crisi Covid-19”, sottolinea il ministro Patuanelli.

In particolar modo – ricorda il ministro – con il Decreto Rilancio dell’agosto 2020, sono state adottate numerose iniziative a favore del mondo delle startup e delle Pmi innovative tra cui risorse aggiuntive (200 milioni di euro) attribuite per potenziare il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi; 10 milioni per erogare contributi a fondo perduto per l’acquisizione di servizi erogati da incubatori, acceleratori, innovation hub per lo sviluppo di imprese innovative; l’introduzione di incentivi in de minimis, che prevedono una detrazione fiscale del 50% per investimenti in startup e Pmi innovative; la costituzione di un Fondo per il trasferimento tecnologico, gestito dalla Fondazione Enea Tech, con dotazione di 500 milioni di euro per il 2020 che ha, tra i vari compiti, quello di realizzare attività di supporto alla crescita delle startup e Pmi ad alto potenziale innovativo. Ulteriori 200 milioni di euro sono stati, infine, assegnati al Fondo di sostegno al venture capital, andando a potenziare il Fondo Nazionale Innovazione.

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