La dematerializzazione asset della produttività: 7 imprese su 10 già a metà del percorso - CorCom

SCENARI

La dematerializzazione asset della produttività: 7 imprese su 10 già a metà del percorso

Secondo il report dell’IndustryLab di Ericsson la migrazione al cloud genererà impatti positivi anche sul fronte delle politiche di sostenibilità. E l’adozione di “realtà estesa” e 5G crescerà di oltre il 50% nel prossimo decennio

03 Feb 2021

Domenico Aliperto

La dematerializzazione consentirà alle imprese di diventare più produttive e sostenibili entro il 2030. È quanto emerge da un report realizzato da Ericsson, che ha coinvolto gli opinion leader e i decisori di business in un’indagine dedicata al ruolo dell’Ict nel futuro delle loro organizzazioni. Secondo le risposte dei partecipanti all’indagine, saranno per l’appunto i processi di dematerializzazione la chiave per ottenere una maggiore redditività e una minore impronta ambientale in futuro.

Il percorso di dematerializzazione passa da cloud e mobile

Nel primo report appartenente alla serie Future of Enterprises, l’IndustryLab di Ericsson ha intervistato gli opinion leader e i decisori di business per comprendere quale sarà l’impatto dell’Ict sulla fisionomia delle loro imprese. Il report si basa su 5 mila riscontri provenienti da 11 mercati, che rappresentano circa 175 milioni di dipendenti a livello globale. Come detto, il report individua nella possibilità di spostare dati e applicazioni nel cloud e di passare dalla realizzazione di oggetti fisici alla distribuzione di prodotti e servizi digitali gli elementi di maggiore attenzione per il campione coinvolto nell’indagine.

“Oggi”, si legge nel documento divulgato da Ericsson, “quasi sette imprese su dieci hanno raggiunto o superato la metà del loro percorso di dematerializzazione. Invece che focalizzarsi sull‘ufficio, sei aziende su dieci prevedono di passare alla realtà estesa (Xr), e, più specificamente, ai dispositivi che sfruttano realtà aumentata (Ar), realtà virtuale (Vr), cloud e tecnologia mobile. Si prevede che l’utilizzo da parte delle aziende della realtà estesa e del 5G crescerà di oltre il 50% nel prossimo decennio. Con questo cambiamento, la connettività cellulare sarà un fattore chiave per la transizione al lavoro da remoto e per una maggiore redditività. Oltre ai risparmi sulla manutenzione degli uffici, le aziende potranno facilmente creare nuove filiali, avvalersi di personale all’estero o gestire un’attività di e-commerce in tutto il mondo attraverso le soluzioni cloud”.

Le soluzioni Ict diminuiscono l’impatto ambientale delle imprese

La riduzione del pendolarismo e la diminuzione delle emissioni di Co2 sono probabilmente ulteriori risultati del passaggio al lavoro da remoto. Un assaggio del fenomeno lo si è avuto – e lo si ha tuttora – a causa della pandemia di Covid-19. Ma il trend non farà che rafforzarsi: sei decisori intervistati su dieci ritengono che la quota di lavoro temporaneo nelle loro aziende aumenterà in modo significativo entro il 2030. D’altra parte, il 60% delle imprese prevede di avere una base di clienti internazionali entro il 2030, mentre il 40% concorda sul fatto che la capacità di assumere dipendenti a livello globale sarà fondamentale entro il 2030.

Nel complesso, la maggior parte delle imprese si sforza di fare di più per aumentare la propria sostenibilità. Un approccio per ridurre l’impatto ambientale, e le emissioni di Co2, è quello di diminuire l’utilizzo di materiali consumabili attraverso la dematerializzazione. Per ottenere operations a zero emissioni di carbonio, più della metà delle imprese intervistate utilizza già energia rinnovabile per la maggior parte del proprio fabbisogno energetico. Quasi il 75% delle imprese si aspetta che l’elettricità utilizzata per far correre il business provenga da fonti rinnovabili entro il 2030. Infatti, non meno di otto decisori su dieci prevedono di realizzare risparmi energetici significativi attraverso il passaggio a soluzioni cloud.

@RIPRODUZIONE RISERVATA