La digital tax slitta di un mese: primo pagamento entro il 16 marzo - CorCom

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La digital tax slitta di un mese: primo pagamento entro il 16 marzo

Lo stabilisce un decreto approvato dal Consiglio dei ministri: rinviata anche la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo al 30 aprile 2021. Agenzia delle Entrate al lavoro sulla circolare attuativa

15 Gen 2021

F. Me.

Slitta di un mese il primo pagamento della digital tax. La misura è contenuta nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. Nella nota di palazzo Chigi si spiega che è stabilito ”il rinvio del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021”.

Cos’è l’imposta sui servizi digitali

L’Isd è un’imposta pari al 3% dei ricavi derivanti da determinati servizi digitali realizzati da imprese di rilevanti dimensioni. In particolare, l’imposta è dovuta da imprese, anche non residenti, con ricavi globali pari ad almeno 750 milioni di euro, a condizione che abbiano conseguito almeno 5,5 milioni di euro di ricavi derivanti da determinati servizi digitali realizzati in Italia. Il versamento dell’imposta avverrà a partire dal 2021 in relazione ai servizi digitali prestati nel 2020.

Le mosse dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha chiuso la consultazione sull’imposta sui servizi digitali (Isd). Nella bozza sottoposta a consultazione pubblica sono state definite le modalità di determinazione della base imponibile e dell’imposta, i ricavi esclusi, i criteri di collegamento con il territorio dello Stato e gli obblighi contabili connessi all’imposta sui servizi digitali, oltre alle modalità per il relativo versamento e per l’invio della dichiarazione annuale.

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Le Entrate ringraziano tutti coloro i quali hanno inviato i propri commenti sul provvedimento, tenuto conto della complessità tecnica, della novità del fenomeno e della specificità del settore interessato – dice una nota dell’Agenzia – Degli oltre 40 contributi, circa la metà provengono da professionisti e studi professionali con attività internazionale, circa un terzo dalle associazioni di categoria rappresentative degli operatori e dei settori economici maggiormente interessati dall’applicazione dell’imposta e la parte rimanente dagli stessi operatori”.

L’Agenzia ha già iniziato a vagliare tutti i contributi pervenuti e li ha resi disponibili sul sito istituzionale, ad eccezione di quelli per cui è stata espressamente richiesta la non pubblicazione. Infine, anche alla luce dei numerosi spunti ricevuti e nell’ottica di garantire la massima certezza applicativa, il provvedimento di attuazione sarà seguito da una circolare a cui verranno demandati i chiarimenti sugli aspetti più strettamente interpretativi che sono emersi.

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