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La governance del web “riservata” alle aziende Usa. Kroes: “La Ue è contraria”

Il commissiario europeo all’Agenda Digitale esprime rammarico per l’esclusione di offerte extra-statunitensi alla gara del Governo americano sul rinnovo del contratto della Iana, l’Authority americana per la gestione del naming di Internet, oggi in mano all’Icann

15 Nov 2011

La Commissione Europea fa sapere che l’iniziativa intrapresa per
migliorare la governance di Internet si è concretizzata con
l’introduzione da parte del Governo Usa di una serie di modifiche
nel prossimo contratto della Iana (Internet assigned numbers
Authority) che entrerà in vigore a marzo del 2012. Oggi, il
contratto è in mano all’icann (Internet Corporation for assigned
Named and Numbers), che gestisce l’assegnazione e la creazione di
nuovi domini (ad esempio .museo e .cinema). Probabilmente, sarà di
nuovo l’Icann ad aggiudicarsi il prossimo contratto per la
gestione dei domini online, che dovrebbe durare fino a marzo 2015.
La Commissione Europea è tuttavia scontenta per la chiusura da
parte del Governo Usa alle aziende extra Usa, escluse dal bando di
gara per il nuovo contratto della Iana.

La Commissione accoglie con favore la pubblicazione da parte del
Governo Usa di una gara per l’assegnazione del contratto di
gestione del sistema di naming e numerazione per una gestione
graduale del funzionamento globale della Rete. La nuova gara sarà
soggetta a un processo di asta competitiva e le sue specifiche sono
destinate a rafforzare la trasparenza, l’indipendenza e la
responsabilità del prossimo contractor di Iana nel contesto multi
gestionale dell’ecosistema della governance di Internet.

Neelie Kroes, vice presidente della Commissione Europea
responsabile dell’Agenda Digitale, ha detto che “La nuova
offerta di Iana è un chiaro passo in avanti per la governace
globale di Internet – ha detto la Kroes – una gestione più
trasparente, indipendente e responsabile dei nomi di dominio di
Internet e di altre risorse connesse rafforzeranno il ruolo della
Rete come risorsa globale”.

Nel dettaglio, la bozza di contratto comprende misure chiare e
stringenti sul conflitto di interessi. Il prossimo contractor di
Iana dovrà adottare provvedimenti per evitare qualunque attività
o situazione che potrebbe compromettere, o dare adito a sospetti di
compromissione, l’applicazione imparziale e oggettiva del
contratto. E’ prevista inoltre una policy per scritta che prevede
sanzioni pecuniarie contro il conflitto di interessi derivante da
conflitti reali o potenziali basati su relazioni personali o
sospetti di guadagni economici, attività di lavoro e extra
lavoro.
La Commissione ritiene da tempo che una stringente policy contro il
conflitto di interessi migliorerà in maniera rilevante la qualità
delle decisioni prese dal contractor di Iana.

Inoltre, in seguito alle specifiche richieste della Commissione
Europea, la bozza di nuovo contratto stabilisce che per quanto
riguarda l’introduzione di nuovi domini “Top level” (ad
esempio .museum o .movie) e il processo di modifica di quelli
esistenti, il prossimo contractor della Iana dovrà produrre una
documentazione approfondita per dimostrare i motivi della decisione
presa e i vantaggi per il pubblico interesse.
La Commissione ritiene che che il prossimo contractor di Iana debba
porre molta attenzione all’applicazione della normativa Ue sulla
protezione dei dati personali. La Commissione continuerà a
monitorare la situazione ed esprime rammarico per l’assenza di
aziende extra statunitensi fra I pretendenti della gara indetta
dalla Iana.

Iana è una delle più antiche istituzioni di Internet, nata negli
anni ’70 e focalizzata su tre aree di attività: gestione di
domini online; gestione e coordinamento degli indirizzi Ip; le
cosiddette funzioni della Iana sono messe in atto fino a marzo
dell’anno prossimo dall’Icann (Internet Corporation for
Assigned Names and Numbers), nel quadro di un accordo con il
Governo Usa. Nell’offerta si gara si precisa che il prossimo
contractor di Iana dovrà essere una azienda made in Usa al 100%,
controllata e gestita negli stati Uniti, e che le sue attività
dovranno restare negli Usa.

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