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L'INTERVENTO

La ministra Pisano: “Metteremo ordine nelle politiche di digitalizzazione”

“Cambieremo le cose che non funzionano ma non inizieremo tutto dal principio”. Dal palco dell’EY Capri Digital Summit l’annuncio del progetto di Repubblica digitale: “Troppi cittadini non usano Internet. Innovare è un diritto: deroga alle norme”. E su Tim-Open Fiber: “Duplicare infrastrutture non va mai bene”

05 Ott 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

04/10/2019 Capri, EY Capri Digital Summit 2019; Pisano

Cercheremo di mettere ordine nelle politiche di digitalizzazione. E anche disordine. Non accetteremo le cose che non hanno funzionato e le cambieremo, ma non inizieremo tutto dal principio”: dal palco dell’EY Capri Digital Summit la neo ministra dell’Innovazione Paola Pisano annuncia la sua roadmap di lavoro. Tre gli obiettivi che – ha promesso la ministra – saranno perseguiti.

Le tre promesse della ministra

Prima promessa: inclusione digitale. “In Italia abbiamo un grosso problema da affrontare, quello del digital divide. Ci sono 10 milioni di cittadini che non usano internet e quindi non accedono alle opportunità del digitale”, sottolinea la ministra annunciando un progetto di Repubblica digitale.

Seconda promessa: diritto a innovare. “Siamo un popolo di innovatori e imprenditori ma per colpa di norme e cavilli scritto quando le idee di innovazione erano scritti su libri del futuro non si riesce ad andare avanti. Bisogna scaricare a terra le idee in deroga alle norme. Puntiamo a cambiare le regole del gioco”.

Terza promessa: fare squadra. “Lavoreremo tanto tutti insieme”. E qui Pisano cita il lavoro fatto del Team Digitale guidato da Luca Attias: “Manderemo avanti i progetti che stanno funzionando. L’innovazione è un bene comune, cercheremo di essere aggreganti. Puntiamo a fare da collante all’interno dei progetti della Pubblica amministrazione perché l’innovazione non è tema che dobbiamo portare avanti da soli”.

Dossier Tim-Open Fiber: “Duplicare reti non va mai bene”

“Duplicare le infrastrutture non va mai bene da un punto di vista economico”, ha detto il ministro nel commentare le trattative in corso tra Tim e Open Fiber per l’integrazione degli asset in fibra. “Ci sono problematiche che stiamo valutando, ci sono problemi sulle aree bianche ma non è solo una questione di infrastrutture”. Di certo “non è solo un problema di infrastrutture ma di penetrazione dei nostri servizi digitali, pensate che abbiamo il 68% dei nostri servizi già digitalizzati ma solo il 20% viene utilizzato”

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