Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

IL DOCUMENTO

La nuova vita di Spid: “identità” digitale anche per lo shopping online

Pubblicate sul sito di Agid le linee guida per l’ingresso nella “piattaforma” dei fornitori di servizi privati. L’Agenzia guidata da Samaritani punta a spingere la diffusione del pin unico e a garantire la sicurezza dei cittadini

07 Feb 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Non solo servizi pubblici. Spid deve diventare la porta di accesso dei cittadini anche per i servizi offerti dai privati – a partire da banche e assicurazioni – e anche per lo shopping online. Questa la nuova sfida di Agid che oggi ha pubblicato sul proprio sito le Linee guida per accreditarsi in qualità di fornitori. L’Agenzia guidata da Antonio Samaritani ha creato la sezione “Come diventare fornitore di servizi”  in cui sono indicati tutti gli step ossia le informazioni relative alla procedura amministrativa, la guida tecnica pensata per supportare i soggetti privati che decidendo di stipulare la convenzione e che dovranno adeguare i propri sistemi informativi alle regole tecniche e di design di Spid.

In dettaglio la documentazione comprende la Convenzione per l’adesione dei soggetti privati fornitori di servizi, un Addendum esplicativo ed integrativo alla convenzione che descrive nel dettaglio e il “circuito SPID” al quale aderiscono i gestori di identità ed i fornitori privati di servizi; il contratto standard che disciplina i rapporti tra il fornitore di servizi e i gestori di identità digitale; il documento relativo agli indicatori di qualità e i livelli di servizio dedicato ai gestori di identità che riporta gli indicatori di qualità (Service Level Agreement) e le caratteristiche sulla continuità operativa relativi alla convenzione; il tariffario dei servizi resi dai gestori di identità digitale ai fornitori di servizi.

Ad oggi sono circa 4mila le amministrazioni connesse al sistema Spid e oltre oltre 2 milioni i Pin attivi. Il cammino è ancora lungo, ma l’ingresso di ulteriori soggetti potrebbe rappresentare una spinta forte all’adozione del Sistema di identità digitale e un incentivo non da poco per i cittadini anche e soprattutto in considerazione dei pericoli in Rete legati allo shopping online.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link